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SEO on-page: il vademecum per ottimizzare al meglio una pagina web

Title, URL, meta tag, link... C'è tanto da ottimizzare in una pagina web. Ma se hai un vademecum da seguire è tutto molto più semplice

Giovanni Amato

SEO Copywriter

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Disclaimer: l’articolo che stai per leggere deriva dal potere della rete. L’idea di scrivere questo pezzo, infatti, è nata dopo una chiacchierata con il SEO Jedi, Benedetto Motisi. Io, gli raccontavo che stavo organizzando un corso sulla SEO e lui, di tutta risposta, mi manda un pdf con una scaletta di cose da fare per ottimizzare una pagina web. EUREKA! Ho preso la palla al balzo e il resto è storia. Ti auguro una buona lettura :)

Per essere un bravo SEO devi coniugare conoscenze tecniche a un approccio più umanistico e sociologico. Per comprendere il motore di ricerca, infatti, bisogna per prima cosa comprendere l’uomo. Ma questo non è un articolo di sociologia. Piuttosto, come avrai già intuito dal titolo, si tratta di una mini guida sulla SEO onpage.

Perché se è vero – come scritto poc’anzi – che la SEO è roba da matematici e smanettoni, è possibile ottenere risultati egregi, in termini di posizionamento, seguendo alcune semplici linee guida. Le best practices, appunto.

Ti ricordo, inoltre, che per ottimizzazione on-page ci si riferisce a modifiche e accorgimenti, ben visibili sulla pagina web. Si va dal title alla URL, passando per description e contenuto. Insomma, c’è molta carne al fuoco, non ti resta che leggere.

SEO on-page in 8 step

Prima di fiondarti tra meta tag e link, però, devi ricordarti che, per migliorare la visibilità tramite la Search organica (o Google, se preferisci), devi trattare ogni singolo contenuto come se dovesse rispondere a un bisogno specifico.

Sai perché? Semplice. Ogni tuo contenuto, ogni pagina web pubblicata nel tuo sito, deve rispondere a una query; a una ricerca; a una domanda. Ok, magari non tutte le pagine. Ma è comunque un mantra che devi seguire per avere una visione d’insieme corretta. Ma soprattutto, per diventare un punto di riferimento sulle tematiche che intendi affrontare.

Di seguito, 8 step per redigere i contenuti delle tue pagine web, in modo da costruirti la visibilità e la credibilità che cerchi (e meriti).

#1 Ottimizza l’URL

L’URL (o indirizzo web) è il primo elemento che il motore di ricerca utilizza per classificare (indicizzare) e poi valutare (posizionare) la pagina.

L’ideale è un URL che contenga la keyword di riferimento, evitando le stopwords:

  • Una buona URL: ninjamarketing.it/data-di-pubblicazione/glossario-seo-blogger
  • Una cattiva URL: ninjamarketing.it/data-di-pubblicazione/glossario-seo-per-aspiranti-blogger

#2 Ottimizza il Title

Qualcuno un tempo asseriva che “La SEO è al 50% nel Title”.

Ora, sarcasmo a parte, c’è un fondo di verità: il title è determinante per lottimizzazione della pagina.

Lo schema classico da rispettare, per non lasciare alcun dubbio interpretativo a Google, è il seguente: “Keyword | Brand”. E deve essere rispettato per ogni pagina.

Ecco un esempio pratico: SEO on-page: le best practices | Ninja Marketing

#3 Ottimizza i meta

I meta sono fra i primi dati analizzati dallo spider di Google: per lottimizzazione delle pagine, di solito, si valutanometa description” e “meta keyword”.

3.1 Meta Description

Hai presente lo snippet visibile sulla pagina dei risultati di Google? Ecco, sotto il titolo e l’url c’è la description.

Di norma, non deve superare i 140 caratteri e deve essere scritta pensandola come a un copy fulminante per rispondere all’esigenza dell’utente e attrarre il click.

Ecco una buona description: “La SEO passa dall’ottimizzazione on-page e da quella off-page. In questo articolo, trovi 8 step da seguire, per una SEO on-page con i fiocchi.” – Spiega di cosa tratta l’articolo, e dà subito precise indicazioni: il post si sviluppa in 8 punti.

3.2 Meta Keyword

A onor del vero, la meta keyword non viene più calcolata da Google per il posizionamento. Lo ha dichiarato, nel 2009, lo stesso Matt Cutts.

Per questa ragione, ti suggerisco di ignorare questo meta. Sempre.

#4 Ottimizza il corpus del contenuto

Ottimizzare una pagina web significa ottimizzarne il contenuto. Che sia il tuo prossimo blog post o una delle schede prodotto del tuo e-commerce, cambia davvero poco.

Ora, quello che interessa a te è migliorarne il corpus, la struttura. Per fortuna, ci sono 5 accortezze da seguire, se vuoi rendere un testo SEO friendly.

4.1 Essere congruenti

Non esiste una regola ben precisa che può dirti quante parole devi usare all’interno di un testo ottimizzato. Di sicuro, però, un contenuto di 80 parole difficilmente risponderà alle esigenze di un utente. E questo sai in cosa si traduce? In un pessimo posizionamento.

Devi essere esauriente, ma al tempo stesso leggero: il lettore del Web è veloce e non ha la pazienza di leggere un trattato.

La congruenza potrebbe stare fra le 600 e le 800 parole. Per gli articoli di approfondimento, vista la loro natura, non scendere sotto le 2.000 parole.

Ma ripeto, questa non è una legge universale.

4.2 Suddividere in paragrafi

Per non affaticare il lettore che interagisce da dispositivi retroilluminati, una buona pratica è quella di staccare il testo ogni
3-4 righe in un paragrafo.

Questa buona abitudine ha tre risvolti positivi: rende il testo più leggibile, scorrevole e SEO friendly.

4.3 Utilizzare gli heading tag

Gli heading tag non sono altro che i titoli di paragrafo (o intestazioni, se preferisci). E puoi gestirli, facilmente, tramite il pannello avanzato della scrittura del tuo CRM.

Gli header vanno da <h1></h1> a <h6></h6>, ma per la SEO solitamente si valutano fino a <h3></h3>.

Perché sono importanti gli heading tag? Beh, a parte semplificare la lettura, sono stra utili per fare capire al motore di ricerca di cosa tratta la nostra pagina. Ecco perché dovresti inserire la parola chiave della pagina – anche se questo non è così strettamente necessario.

Ad esempio, prova a immaginare di dover scrivere un tutorial su come cambiare la ruota di unauto.

Considerando che tu abbia fatto una keyword research e sappia già quale parola chiave vuoi attaccare, una buona struttura potrebbe essere questa:

• <h1>Come cambiare la ruota di un’auto</h1>

Testo di 3-4 righe.
Testo di 3-4 righe.
Testo di 3-4 righe.

• <h2>Cambiare la ruota di un’auto da soli</h2>

Testo di 3-4 righe.
Testo di 3-4 righe.
Testo di 3-4 righe.

4.4 Utilizzare i marcatori

I marcatori di testo evidenziano le parole rilevanti all’interno del testo. Lato SEO, spesso, queste coincidono con le keywords.

Esistono due tipi di marcatori:

  1. grassetto (<strong> o <b>)
    Es. <strong>cambiare ruota dell’auto</strong> o <b>cambiare ruota dell’auto</b>
  2. corsivo (<em> o <i>)
    Es. <em>cambiare ruota dell’auto</em> o <i>cambiare ruota dell’auto</i>

Il grassetto assume più importanza del corsivo. Fai molta attenzione, però, a non abusarne: meglio utilizzarli con criterio, piuttosto che “grassettare” gran parte delle keywords. Anzi, il mio consiglio è di “evidenziare” non le parole chiave “secche”, ma anche i concetti espressi in quella specifica riga di testo.

Questo è un ottimo modo per guidare il lettore e non fargli perdere i passaggi salienti.

4.5 Essere armonici

L’inserimento della parola chiave nella pagina deve avvenire in maniera naturale: non serve ed è anzi dannoso ripetere la keyword senza costrutto o alcun significato: irrita l’utente e insospettisce il motore di ricerca che sente “puzza di sovraottimizzazione”.

Prova a rileggere il testo e chiediti se suona spontaneo. In caso contrario, correggi: meglio una parola chiave ripetuta 1-2 volte di meno che di più.

Inoltre, ti consiglio di giocare con la tua leyword principale e utilizzare sinonimi e contrari per variare la parola chiave.

#5 Ottimizza i link

All’interno di un contenuto va inserito, sempre, un link a una pagina interna (in gergo, cross-linking). Un po’ come fa Wikipedia, per capirci.

Anche perché i link non vengono usati solo per andare da una pagina all’altra del sito. Spesso, infatti, fungono anche da parole chiave evidenziate dal colore del link stesso. Quindi, occhio a usare “testi àncora” informativi e precisi, ed evita come la peste i soliti “clicca qui”, “clicca lì”, “leggi tutto”, “continua a leggere”.

Ecco un piccolo esempio: <a href=”www.ninjamarketing.it/seo-onpage”>i fattori on page di una pagina web</a>

In questo caso, sto linkando l’articolo che stai leggendo in questo momento a un altro ipotetico pezzo – non ancora scritto. Quello che vedi subito dopo l’url, ossia “i fattori on page di una pagina web” sarà l’anchor text che utilizzerò.

Inoltre, puoi anche prevedere di dare un link a una risorsa esterna di valore, per migliorare l’esperienza dell’utente. In quel caso, il codice è identico. A cambiare è l’indirizzo a cui puntare l’àncora (www.ninjamarketing.it).

Inoltre, è buona norma non eccedere con i link: mentre internamente non ci sono problemi, è meglio concedere un solo link a pagina verso lesterno.

Anche qui, l’importante è la naturalezza e l’armonia.

#6 Inserisci delle immagini (almeno una in apertura)

La presenza di immagini è fondamentale sia per l’utente – nell’ottica di soddisfare la sua richiesta sotto ogni aspetto -, sia per il motore di ricerca che interpreta lato codice la presenza, e quindi la ricchezza di altri contenuti.

Naturalmente, bisogna ottimizzare anche le immagini. Ma di questo, te ne parlo nel punto 7.

#7 Ottimizza i contenuti multimediali

La SEO non si limita al testo. È possibile, infatti, ottimizzare i contenuti multimediali: anche in questo caso, devi rispettare quanto detto finora, e inserire la parola chiave sia come title sia come nome dei singoli file. Senza dimenticare di rispettare il buon senso.

Ad esempio, se devi ottimizzare le immagini contenute all’interno di una galleria di 5-6 immagini, per la parola chiave “catene neve auto”, non rinominerai ogni immagine (nel title e nel filename) con “catene-neve-auto.png”, “catene-neve-auto-2.png” e così via.

Bensì, dovrai variare, arricchendo la tua parola chiave.

Una cosa del genere, insomma: “catene-neve-auto.png”, “mettere-catene-neve-auto.png”, “catene-neve-per-auto-suv.png”

La parola chiave è presente, ma la coda viene allungata, ovvero vengono aggiunti altri termini che pur rispettando la focalizzazione della pagina, la espandono.

#8 Non pensare alla SEO

Il che non significa che devi ignorare quanto detto finora. Significa, piuttosto, scrivere pensando allutente. Sapere ascoltare e interpretare i bisogni, è un binomio fondamentale. Il cosiddetto listening è il miglior consigliere che puoi desiderare. La SEO, viene dopo.

Ma il segreto è – e resterà – solo uno: rispondereecco, utente, il mio contenuto è qui per soddisfare il tuo bisogno”.

Scritto da

Giovanni Amato

SEO Copywriter

Classe 82, laureato in Filosofia e Scienze Etiche, da sempre appassionato dell'uomo, delle sue passioni, di ciò che lo emoziona e lo spaventa. Amante della scrittura creativa e ... continua

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