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Un Robot nell’armadio per IKEA?

Si chiama "Do you speak human" ed è il primo sondaggio lanciato da IKEA sull'intelligenza artificiale applicata al proprio settore

Anna Tartaglia
Anna Tartaglia

Visual Communication Specialist

Che sia un tentativo per riuscire a fare concorrenza ai più affermati player del momento? Forse, ma sicuramente si tratta soprattutto di un ottimo strumento per capire le caratteristiche fondamentali di un assistente virtuale integrato negli oggetti di arredo.

Non solo “macchine”…

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Quando si parla di intelligenza artificiale può risultare strano parlare di “valori e  emozioni”.

Tuttavia, nel questionario di IKEA troviamo anche domande riguardanti questi aspetti: questi assistenti virtuali dovranno avere gli stessi punti di vista del cliente? Dovranno in qualche modo “capire” le emozioni umane e quindi comportarsi di conseguenza? Addirittura viene domandato se dovranno seguire una religione specifica.

Un altro delicato tema affrontato è quello della privacy, in riferimento alla raccolta e al trattamento dei dati personali per rendere migliore l’esperienza interattiva.

Insomma, sembra proprio che questi assistenti virtuali saranno il più possibile costruiti sulla base delle richieste dell’utenza, così da far sentire ciascun cliente al sicuro da ogni punto di vista.

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Negli ultimi anni IKEA aveva già introdotto nei propri prodotti alcuni sistemi interattivi: dai tavoli con le ricariche wireless ai sistemi di illuminazione ecc.

Questo quindi è l’ennesima passo verso la direzione delle Smart Home, supportato anche dalla richiesta fatta agli utenti di provare ad immaginare le soluzioni che riterrebbero più ottimali per le proprie case.  

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