Design

Moleskine incontra la street art con la collezione di borse firmata da Bradley Theodore

Luca Danovaro, Marketing and Communication Director, racconta le attività legate alla Milano Design Week 2017

Nunzia Falco Simeone

Content Manager @ Ninja Marketing

Anche quest’anno Moleskine partecipa alla Milano Design Week presentando una novità. La collezione di borse Classic viene per la prima volta reinterpretata e diventa pop con le opere di Bradley Theodore, street artist di origini caraibiche con base a New York, famoso per le opere dedicate alle personalità del mondo della moda come Anna Wintour e Karl Lagerfeld. I suoi ritratti si contraddistinguono per le pennellate rapide, espressioniste, dove a predominare sono i colori e le combinazioni di tinte pastello che ricordano gli anni ’80.

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Abbiamo partecipato alla performance di live painting presso il Moleskine Cafè e abbiamo colto l’occasione per fare una chiacchierata con Luca Danovaro, Marketing and Communication Director di Moleskine.

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Abbiamo già parlato delle motivazioni dietro l’apertura del Moleskine Café con Arrigo Berni, CEO di Moleskine. Questa è la sua prima Design Week, ci racconti come è stato utilizzato dal brand questo spazio?

Il Moleskine Café è lo spazio vivo del nostro brand, dove la marca incontra i propri fan. Vogliamo sederci, passare del tempo con le persone, condividere eventi e in questa settimana abbiamo voluto portare a Milano proprio un fan della nostra marca.

Abbiamo conosciuto Bradley a New York perché, ci ha raccontato, lui prima di dipingere qualsiasi cosa fa schizzi sui nostri taccuini. Abbiamo deciso quindi di portare nella nostra città uno street artist importante come lui. Abbiamo voluto organizzare qui l’opening con il live painting e vogliamo che durante la settimana il Cafè diventi un posto in cui le persone possano riposare dopo una giornata impegnativa. Anche qui avranno stimoli sulla creatività e sull’arte.

Moleskine incontra la street art con la collezione di borse firmata da Bradley Theodore

Ci racconti come è nata la collaborazione con Bradley e la reinterpretazione della collezione delle borse classic?

Bradley è un nostro fan, ci ha contattati attraverso delle amicizie in comune. Quando ci siamo incontrati a New York all’inizio dell’anno, ho capito da subito che lui è proprio un Nomade Contemporaneo, vive tra New York, Hong Kong, Europa. Mi ha detto: “Per voi faccio qualsiasi cosa, il mio sogno è lavorare insieme a Moleskine”. E così gli ho proposto di reinterpretare il nostro backpack. Non ho dovuto dirgli nulla di preciso perché conosceva già molto bene il brand, ci ha mandato 10 proposte e lui stesso ha proposto di essere presente alla Design Week. È un amico. Il bello della nostra marca è incontrare persone appartenenti a mondi vicino al nostro e sviluppare progetti insieme.

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Le collaborazione con il mondo dell’arte e della cultura pop contano molto, quindi. Perché il taccuino nero tanto amato da Wilde, Picasso e Hemingway non ci basta più?

Le collaborazioni per noi contano tantissimo. Sono naturali, fanno parte del nostro DNA. Il taccuino classico è sempre il taccuino classico, ma le persone vogliono colori diversi, taccuini personalizzati. Le diverse linee sono anche un modo per cavalcare determinati trend e celebrare determinati artisti. Usiamo il nostro taccuino come una tela bianca.

E tu, che Moleskine usi? :)

Io uso tutto sull’azzurrino e sono fan di tutta la linea di Harry Potter, i miei bambini me lo hanno fatto apprezzare.

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La forza del brand Moleskine è la sua community. Puoi svelarci che tipo di strategie vengono messe in atto dall’azienda per comunicare al meglio con essa?

La nostra strategia è molto semplice: vogliamo offrire prodotti, attività, manifestazioni per i nostri Moleskine lovers, attività legate a viaggi, cultura, street art e altri topic rilevanti al nostro pubblico. E sappiamo che sono rilevanti perché ascoltiamo ciò che ci dice in rete. I social sono sicuramente un modo di dialogare in maniera diretta con il nostro pubblico, per ascoltare i consigli su colori e collaborazioni provenienti da diverse parti del mondo.

Il café è l’esperimento migliore che abbiamo in questo momento, un luogo fisico connesso anche al mondo social e dove le persone hanno un’interazione importante con il brand.

In occasione della Design Week dell’anno scorso ti sei occupato del lancio dello Smart Writing Set. Come sei riuscito a comunicare ai consumatori il passaggio di Moleskine dall’analogico al digitale?

È da anni che facciamo prodotti che esprimono la creatività dall’analogico al digitale. Lo Smart Writing Set era il primo prodotto che ci permetteva di mantenere la parte romantica della scrittura trasferendola nel mondo digitale, quindi è stato ben voluto dai nostri consumatori perché non c’è competizione tra mondo analogico e digitale. Entrambi i mondi servono per sviluppare la creatività