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Digital Marketing: la sfida dei brand ai top trend 2017

Dall’AI all’Ephemeral Marketing, passando per AR e Virtuale: questi sono i digital trend che domineranno il 2017. I brand sono pronti?

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La sfera del digital marketing sta per diventare la più complessa di sempre e i brand stanno “abbracciando” diversi paradigmi e si stanno dotando di una serie di strumenti per affrontare lo scenario in mutamento.

Il 2017 ha molti cambiamenti in cantiere pronti a far leva sulle generazioni iper-connesse e a percorrere la linea sottile che divide l’interazione umana dall’automation.

Dall’Intelligenza Artificiale all’Ephemeral Marketing, passando per Realtà Aumentata e Virtuale: questi sono i digital trend che stanno via via prendendo forma e che avranno un forte impatto sul marketing e sulla comunicazione.

Il trionfo dell’Intelligenza Artificiale

Secondo una ricerca della Weber Shandwick, il 68% dei CMO ha dichiarato che le loro aziende sono già in fase di pianificazione AI o ne stanno già utilizzando la tecnologia.

Mentre il 2016 puntava verso l’importanza dell’Intelligenza Artificiale, il 2017 richiederà proprio l’uso della stessa. Dal dire, al fare!

Gli investimenti di quest’anno stanno per triplicare e sarà la stessa tecnologia AI a guidare le decisioni di apertura al business.

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Tre “rami specifici” dell’Intelligenza Artificiale saranno da tenere in considerazione:

  • Chatbot: pronti a diventare pratica comune quest’anno,  saranno decisivi nell’assistere i touchpoint dei brand nella comunicazione automatica uno-a-uno sulle piattaforme social. Le compagnie dovranno quindi prepararsi per le conversazioni uomo-macchina.
  • Creatività: i brand continueranno a percorrere nuove forme di creatività nelle loro campagne, arricchite da elementi AI. Basta dare uno sguardo a case study come ING “The Next Rembrandt” o Chevrolet “Positivity Pump” per trarre ispirazione e capire come trarre vantaggio dall’AI in contesti creativi.
  • Customer insights: con l’identificazione del 2017 come l’inizio della “True Insights Revolution“, le compagnie potranno sbloccare l’accesso a potenti customer insights. Con lo sviluppo di tecnologie cognitive computerizzate, i brand saranno inondati di big data da analizzare in ottica strategica insights-driven.

I brand e l’Ephemeral Marketing

I brand stanno lanciando customer experience di durata temporanea e i marketer stanno avanzando velocemente per sfruttare al meglio la cosiddetta FOMO (fear of missing out) attraverso campagne di impatto che incoraggino la partecipazione tempestiva del pubblico.

Il “timore di sentirsi esclusi” è strettamente collegato all’adozione in massa di piattaforme social dalla condivisione fugace come Snapchat o Instagram, che di recente ha aperto ai contenuti video live. Secondo alcuni studi, tre giovani su quattro sono vittime della FOMO, a quanto pare strettamente collegata alla partecipazione sui social media.

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Dal fronte Instagram Live, il designer Tim Coppens ha utilizzato lo strumento 24 su 24 per mostrare la sua nuova collezione di abbigliamento durante Pitti Uomo, tenutosi a Gennaio.

Grazie ai nuovi lanci e alla FOMO sui social, i consumatori più giovani (soprattutto la generazione Z) potranno essere globalmente coinvolti in contenuti live a tempo limitato.

I brand non devono aver timore a produrre contenuti con una data di scadenza, se il messaggio è di qualità i consumatori continueranno a parlarne.

Realtà Aumentata vs Realtà Virtuale

Il 2016 è stato l’anno della corsa agli armamenti per le tecnologie immersive, in particolar modo per la realtà aumentata e virtuale.

Mentre la VR sembrava condurre con un alto potenziale per il consumo di massa, l’introduzione e la natura virale di Pokemon Go ha consentito alla Realtà Aumentata di emergere come il trend più forte ed accessibile.

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Sebbene si sia cercato di rendere la Realtà Virtuale fortemente commerciale con l’introduzione di headset a buon mercato da parte di molte compagnie, la sua natura restrittiva la rende ancora poco appetibile agli occhi delle compagnie e dei consumatori.

Secondo Horizon Media, solo il 25% dei consumatori sarebbe disposto a spendere più di $250 in dispositivi VR e la notorietà tra i consumatori è stimata al 33%.

La maggior parte delle esperienze VR trovano spazio nell’industria dei videogiochi e gli headset sono pensati per essere utilizzati solo da una persona alla volta, caratteristica che rende l’esperienza solitaria.

Questo è un  problema, in quanto i consumatori non vogliono soltanto condividere la loro esperienza con la loro community online, ma anche nella vita reale.

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L’adozione estesa è più plausibile per la Realtà Aumentata, grazie alla sua natura inclusiva. A differenza della VR, è facile per il pubblico avere un’esperienza digitale nel mondo reale con i loro amici senza meccanismi restrittivi.

Ci si aspetta di assistere ad un incremento di attivazioni AR al di fuori delle mura domestiche, i packaging AR alimentati da app come Blippar ed elementi mutuati dal mondo dei videogiochi (come il prototipo di Lumus lanciato al CES).

I brand saranno pronti a cogliere la sfida e le opportunità rappresentate da tutti questi digital trend di rottura?