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Kanèsis, dalla canapa alla bioplastica in una startup

Si chiama Hembioplastic ed è la maggior concorrente del PLA, impiegata nella stampa 3D per la creazione di un nuovo modello di occhiali che è stato un successo su Kickstarter

Sicilia, Kanèsis nasce dall’idea di due studenti universitari che hanno creduto nel green della canapa, non solo per il suo colore tipico, ma per le proprietà materiche che la pianta assume una volta trattata a dovere, trasformandosi, così, nella bioplastica del domani.

Diversi esperimenti hanno portato alla creazione della Hempbioplastic, la maggior concorrente dell’attuale PLA, da subito impiegata nella stampa 3D per la creazione di un nuovo modello di occhiali che l’hanno portata al successo su Kickstarter.

Ma i progetti di Kanèsis non finiscono qui: per il futuro l’idea è quella di lavorare per il miglioramento della bioplastica, potendo quindi esportarne l’applicazione in settori come quello dell’abbigliamento e dell’automotive.

Kanèsis, storia di un amore siciliano

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Kanèsis, un nome un perché, quello che Giovanni e Andrea hanno scelto per la loro startup, un brand che riuscisse a passare subito il concetto alla base del progetto: canapa per il movimento, l’unione delle parole canapa e kinesis, una combinazione efficace per ritornare a dare importanza alle materie prime naturali e ridare vita al binomio industria ed economia.

I settori di applicazione di Kanèsis sono i più diversi, dall’agritech al packaging.

Plastica ecosostenibile Made in Italy, è questo il business che Kanèsis sta portando avanti dalla Sicilia al mondo dell’innovazione, grazie a una fibra generata dagli scarti agricoli di lavorazione in grado di portare del green anche nel mondo del PET. L’Hempbioplastic è composta da canapa, per la maggior parte, unita ad altri scarti vegetali, il tutto concentrato in un filamento indirizzato alla stampa 3D.

Ma i sogni di Kanèsis non si fermano qui, l’idea è quella di lanciarsi anche in altri mercati per la creazione di materie prime ecosostenibili come materiali combustibili, biocarburanti e produzione di energia, oltre che nel mercato alimentare per sostituire il PET con la plastica green.

Il primo passo? Su Kickstarter, una raccolta di investimenti per iniziare a crescere nel mercato, attraverso la vendita di occhiali da sole e macchina fotografica stampati in 3D e made of Hempbioplastic.

Hempbioplastic e le altre bioplastiche green

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L’obiettivo di Hembioplastic è quello di rivoluzionare il mondo delle bioplastiche già presenti sul mercato e legate, nella maggior parte dei casi, alla trasformazione del mais, come le tanto discusse borse della spesa biodegradabili.

Con la nuova bioplastica di Kanèsis l’innovazione riguarda soprattutto le migliori proprietà che permettono di paragonarla, per resistenza e trazione, ai più conosciuti derivati del petrolio, ma con una caratteristica in più: un tono di marrone che ricorda le venature del legno.

Anche gli impieghi sono i più diversi soprattutto grazie al fatto che potrebbe essere impiegata in ogni trasformazione industriale che oggi utilizza derivati del petrolio senza cambi sostanziali né nei macchinari né nelle lavorazioni. Insomma bel vantaggio, una plastica green e fin da subito utilizzabile.

Oggi Hempbioplastic è a disposizione in filamenti, soprattutto destinati alla stampa 3D, ma Kanèsis sta già stringendo accordi per realizzare dei granuli utilizzabili in qualsiasi azienda impegnata nello stampaggio di materie plastiche.

Guardando, però, al mondo della bioplastica, il maggior competitor sul mercato è il PLA (acido poliattico), materia prima derivante da mais, grano o barbabietola, che porta con sé la caratteristica di essere 100% compostabile una volta utilizzata – per intenderci come i sacchetti del supermercato dopo l’introduzione delle nuove buste dal 2011.

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Stampa 3D, il design è fatto di innovazione, anche nei materiali

stampa 3d con bioplastica

Se il materiale è inovativo come la Hempbioplastic, anche la sua applicazione deve essere tale, ecco perchè Kanèsis parte dalla creazione di un filamento adatto per la stampa 3D, con il quale lancia su Kickstarter il primo paio di occhiali realizzati interamente – ad eccezioni di due vitine metalliche – in bioplastica a base di canapa, e la prima macchina fotografica realizzata dall’unione di materiali naturali come canapa, cocco e bambù.

Ma Kanèsis non è l’unica a sperimentarsi nel settore, Biome3D è la bioplastica a base di amidi vegetali lanciata da Biome Bioplastics e, anche questa, protagonista della stampa 3D grazie alle proprietà che caratterizzano queste plastiche green: più semplici da lavorare, eco, sicure ed inodore che elevano, quindi, le prestazioni della stampa 3D.

Kanèsis è l’esempio concreto di come ci sia ancora tanto da fare per rendere l’economia più ecosostenibile, ma che una volta iniziato un percorso le applicazioni possono rivelarsi infinite.

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