Cos'è l'Inbound Marketing e cosa fa davvero un SEO Strategist? [INTERVISTA]

"Fare inbound marketing significa utilizzare al meglio gli strumenti del marketing digitale per attrarre visitatori al fine di incrementare contatti, opportunità e contratti" - Fabio Di Gaetano

Alessio Sarnelli

Editor, Copywriter e Community Manager

fabio di gaetano inbound marketing

Nel nostro percorso di avvicinamento al corso in SEO e SEM Strategy della Ninja Academy, dopo aver parlato di SEO con Luca De Berardinis, vogliamo completare il discorso rispetto alle qualità e competenze che un SEO strategist deve mostrare.

Se Luca aveva incentrato le sue risposte sugli aspetti creativi legati al content marketing SEO oriented, Fabio Di Gaetano,  SEO Strategist e founder di Argoserv, ci mostrerà quali competenze bisogna avere per ideare e mettere in pratica una strategia di Inbound Marketing.

#1 Andiamo dritti al punto: spiegaci in poche e semplici parole cos’è l’Inbound Marketing e come può essere utile alle aziende.

Fare inbound marketing significa utilizzare al meglio gli strumenti del marketing digitale per attrarre visitatori, convertirli in clienti e possibilmente trasformarli in evangelist del proprio brand al fine di incrementare contatti, opportunità e contratti.

Come? Sfruttando i principi del permission marketing: non interrompendo o disturbando il proprio target potenziale ma intercettando le sue domande e rispondendo alle sue necessità. Alla base della strategia dell’inbound marketing sta la produzione di contenuto digitale (c.d. content marketing) da diffondere e veicolare al meglio in Rete attraverso la SEO, il social media marketing, l’email marketing, la SEM (o pay per click). La logica dell’Inbound Marketer è quella di incontrare il potenziale cliente (c.d. buyer persona) nel momento in cui questi decide di acquistare un prodotto o servizio (c.d. Zmot) presidiando tutti i luoghi digitali in cui ( i c.d. touch points del buyer’s journey) si ritrova la propria “tribù”. Naturalmente perché si possa parlare di inbound marketing bisogna fissare con chiarezza obiettivi (tramite indici di performance) per misurare risultati e Roi dell’attività svolta.

Se l’attività di inbound non aiuta l’impresa o il professionista ad accrescere fatturati ed opportunità e non è monitorabile, non serve a niente.

Spero di essere stato chiaro, ma se vuoi saperne di più e se hai tanta pazienza ti consiglio di leggerti questo mattone.

#2 Un professionista che vuole diventare un SEO strategist quale background deve possedere?

Ti rispondo con un ottimo grafico che ha postato Rand Fishkin:

t-shaped knowledge

Il moderno SEO strategist deve avere una conoscenza a forma di T (T-shaped). Deve essere curioso, conoscere almeno superficialmente le attività che compongono il web marketing e poi deve approfondire alcuni aspetti SEO che lo interessano particolarmente. Deve avere soprattutto una “visione” strategica di lungo periodo: deve studiare il ”campo di battaglia digitale” valutando minacce ed opportunità che si profilano all’orizzonte per il proprio brand. Google non deve essere l’unico fattore da tenere in considerazione.

#3 Diamo un piccolo assaggio del tuo modulo ai nostri lettori: ci dai 3 suggerimenti utili su come stilare un post che venga incontro alle esigenze dei motori di ricerca?

Perché un post venga incontro alle esigenze dei motori di ricerca deve necessariamente venire incontro alle esigenze dei potenziali lettori: deve rispondere cioè in maniera originale ed approfondita alle loro domande.

Io solitamente suggerisco di:

  • studiare le ricerche correlate alle tematiche affrontate nel post e cercare di considerarle ed approfondirle perché sono quelle che realmente destano interesse;
  • scrivere articoli in depth (o long form) che sviscerino a fondo l’argomento e dicano cose nuove ( evitate a tutti i costi i copia ed incolla!) ed utili;
  • creare un articolo” hub” che citi sempre fonti autorevoli ed interessanti. Spesso in Italia per miope paura di linkare il contenuto di un concorrente si perdono opportunità interessanti e non si comprende che tale modus agendi provoca un disservizio duplice:ai lettori ed a sé stessi.

#4 In questi anni, le tecniche SEO hanno subito una serie di modifiche impattando nel concreto nella struttura di siti istituzionali, blog aziendali etc. Cosa vedi all’orizzonte? Ti aspetti un nuovo cambiamento a breve e se sì, quale potrebbe?

Non ho la bacchetta magica, ma non credo all’efficacia di sole tecniche o stratagemmi SEO. La SEO è uno strumento di fondamentale importanza nel marketing digitale, ma da sola non basta e non porta frutti (o se ancora lo fa, lo farà sempre meno in futuro).

Per salire sui motori di ricerca sarà sempre più importare fornire qualità: il bravo SEO strategist sarà come il medico dell’attività online (credo che qualcuno lo abbia già detto in passato e mi scuso se non cito la fonte, non la ricordo), dovrà guardare non solo alla forma (l’attività o il sito devono essere Google friendly, device friendly ecc ecc) ma alla sostanza. Faccio un esempio concreto: immagina un sito di annunci (immobiliari, di auto usate, di promozioni), potrà essere realizzato in maniera eccellente, avere un milione di link in entrata, ma se poi avesse pochi annunci (ovvero poca sostanza) e fosse abbandonato dopo il primo click credi possa avere una vita lunga?