Digital health: le milestone del 2014

La rivoluzione del digital health si è trasformata da un movimento a una trasformazione effettiva

Roberto Ascione è un imprenditore e opinion leader internazionale nella digital health. Ha un’esperienza ventennale in marketing e comunicazione, trasformazione dei processi di business e innovazione applicati alla salute. Attualmente è Presidente di Razorfish Healthware parte di Publicis Groupe. Continua la sua serie di guest post su tecnologia, salute e innovazione.

Il 2014 è stato un anno cruciale per la digital health: miliardi di dollari investiti in startup, un numero record di acquisizioni, nuove offerte consumer health da parte dei maggiori produttori di tecnologia, e molti altri avvenimenti di rilievo.

Il finanziamento delle startup digital health

I venture capitalist e gli altri investitori istituzionali finanziano costantemente le startup digital health. Secondo gli acceleratori Rock Health e Start up Health, nel 2014 sono stati superati tutti i record precedenti con oltre 4 miliardi di dollari di finanziamenti ricevuti – cifra superiore al totale dei 3 anni precedenti. Dunque, un grosso capitale a sostegno di idee innovative dal potenziale crescente.

L’esplosione del quantified self

Evolutosi lentamente nel corso degli ultimi anni, il quantified self ha avuto nel 2014 una vera e propria esplosione, registrando oltre 42 milioni di wearable devics recapitati in tutto il mondo soltanto lo scorso anno. I dispositivi sono sempre meno invasivi, basta pensare alle lenti Google in grado di misurare i livelli di glucosio attraverso le lacrime dell’utente.

Inoltre, essendo il design un elemento chiave nell’equazione dei wearable, sempre lo scorso anno sono nate numerose collaborazioni tra produttori di dispositivi e case di moda. Ne sono un esempio le partnership tra Google Glass e Luxottica, o tra Fitbit e Tory Burch.

L’onda dei big data

La connettività tra persone e sistemi continua a crescere a un ritmo esponenziale, il che comporta una rapida crescita dei dati in fatto di volume, varietà e velocità. Secondo IBM ogni giorno generiamo 2,5 quintilioni di byte di dati – tanto che il 90% di quelli esistenti è stato creato soltanto negli ultimi 2 anni. Componente chiave il lancio di openFDA lo scorso giugno 2014, grazie al quale sono consentiti accesso e analisi dei large data del settore healthcare.

La grande massa degli EHRs

Durante il 2014 negli Stati Uniti si è assistito ad un aumento di EHRs. L’Health Information Technology for Economic e il Clinical Health (HITECH) Act sono investimenti EHRs finanziati dal governo dagli inizi del 2009, quando il 78% dei medici americani e il 90% degli ospedali gestivano ancora i dati dei pazienti su carta.

È stato proprio grazie agli incentivi economici dell’HITECH Act che si è trasformata radicalmente la modalità di gestione delle informazioni: oggi l’81% dei medici e il 97% degli ospedali negli Stati Uniti gestiscono EHRs. È dunque questa la chiave per creare le infrastrutture di base – dati, processi, trasparenza – al fine di una trasformazione sostenibile.

I trend principali del consumismo healthcare

Non c’è da sorprendersi che i maggiori produttori di tecnologia come Apple e Samsung si stiano interessando al settore healthcare – con Apple in ritardo rispetto a Google, IBM e centinaia di startup consapevoli già da tempo che il confine tra la medicina e la tecnologia è molto labile, e che il settore healthcare è ormai maturo.

Tutto ciò significa che la rivoluzione del digital health si è trasformata da un movimento a una trasformazione effettiva, della quale cominciano a vedersi i primi risultati.

Il finanziamento sta trainando l’innovazione grazie ai progetti di business delle startup del settore healthcare che stanno creando servizi apprezzati dagli utenti. Basta guardare la percentuale di utilizzo per prodotti di successo come BetterDoctor (complesso strumento di ricerca medica) e CellScope (strumento diagnostico che converte il vostro smartphone in un otoscopio digitale in grado di controllare infezioni dell’orecchio).

La crescente adozione della tecnologia da parte del sistema sanitario sta lentamente ma costantemente determinando una maggiore efficienza in termini di tempo e di costi sia per il sistema (che si tratti di cliniche quanto di ospedali) sia per i pazienti.
Grazie al consumismo sanitario chiunque ha la possibilità di gestire la propria salute e tenerla sotto controllo attraverso il supporto di dati. Tanto più che le dinamiche medico-paziente sono ormai modificate ed il paziente si colloca al centro del sistema sanitario – fondamentalmente grazie al crescente utilizzo di servizi sanitari personalizzati.

Un obiettivo comune che tutti i sistemi sanitari condividono è quello della prevenzione sanitaria in quanto prevenire l’insorgenza di malattie piuttosto che trattarle e monitorarne i progressi dopo la dimissione dei pazienti evitandone il ricovero, porta ad avere una popolazione più sana e una riduzione dei costi di assistenza sanitaria. Quando i dispositivi saranno ancor meno invasivi, esteticamente gradevoli, di facile utilizzo e dotati di sistemi di connettività, si azzereranno o saranno drasticamente ridotte le limitazioni di utilizzo. L’individuo ha dunque la possibilità ed è naturalmente incentivato a monitorare e migliorare la propria salute o condizione.

I progressi registrati lo scorso anno danno una prospettiva estremamente positiva per il 2015, inquadrando il paziente come parte attiva nel monitorare e prendere decisioni sulla propria salute grazie ai supporti medici personalizzati, e l’analisi dei big data come strumento di misurazione del grado di prevenzione sanitaria.