Il Social Media Marketing nel 2015 in 5 punti

Ecco un possibile scenario di ciò che accadrà nel corso del 2015 nel settore del Social Media Marketing. Sarà davvero così? Lo scopriremo solo vivendo...

Abbiamo appena cominciato il 2015 e gli operatori del settore sono tutti pronti a scommettere che sarà l’anno della definitiva consacrazione dei social networkcome strumento di business, da integrare ad un strategia di marketing più ampia e complessa.

Mentre Facebook continua la sua ascesa inarrestabile, nel corso degli ultimi mesi si è registrata l’avanzata di altri social  meno generalisti e che, con ogni probabilità, sono quelli che traineranno il settore verso il prossimo livello.

Piattaforme come Instagram e Pinterest hanno saputo intercettare e nutrire il boom del visual per raggiungere sempre più utenti, crescendo in maniera vertiginosa, ma anche un social più “serio” come LinkedIn è riuscito a conquistare una fetta di utenti sempre più ampia, formata soprattutto da aziende e liberi professionisti, a dimostrazione del fatto che non contano solo i gattini e i selfie.

Visto che il mese di gennaio è storicamente dedicato ai bilanci e alle previsioni per il futuro prossimo, ho pensato di cimentarmi anche io in questo giochetto, elencando quelli che sono, a mio avviso, gli elementi che concorreranno a rendere il 2015 l’anno dell’affermazione professionale dei social network.

Iniziamo.

Soldi, soldi, soldi!

Al bando gli imprenditori – o presunti tali – che hanno fatto della frase “Ma se i social network sono gratis perché devo pagare per promuovere l’azienda” il loro canto di battaglia e che, così facendo, si sono scavati la fossa da soli.

Il 2014 ha confermato l’aumento degli investimenti in pubblicità sul web a discapito dei media tradizionali, un trend, questo, destinato a crescere sempre di più, spazzando via anche quegli ultimi residui di incertezza riguardo il ROI, il famoso Return on Investiment che le aziende hanno cercato di calcolare seguendo dei complessi calcoli matematici e statistici, invano.

Infatti, pare che abbiano finalmente compreso che investire in ads sui Social Network, con Facebook in testa, non vuol dire solo vendere un prodotto o un servizio a un pubblico sempre più targetizzato, ma costruire una relazione con un utente, che non può esaurirsi al momento della conversione.

I social network sono fondamentali nella costruzione della presenza di un brand sul web, e investire in ads comporta un aumento della reputazione e dell’autorevolezza, che non può essere comprata a “tanto al like”.

Nel corso del 2015 vedremo, di conseguenza, un aumento considerevole dei budget messi a disposizione dalle aziende per pubblicità e promozione sui social. Lo hanno capito tutti, non a caso Twitter, Pinterest e Instagram si sono attrezzati per migliorare il servizio di gestione delle inserzioni.

Mandami un messaggio

A volte gli strumenti più semplici sono quelli più efficaci; è il caso di WhatsApp e degli altri servizi di messaggistica istantanea, che non sono altro che l’evoluzione in chiave digital del vecchio SMS, che oggi non usa più nessuno. Sfruttare la connessione dati per inviare messaggi ai propri contatti in maniera gratuita è stata un’idea tanto banale quanto geniale, e non è un caso che Mark Zuckerberg abbia messo mano al portafoglio (azionario) per acquistare l’app che oggi conta circa 700 milioni di utenti attivi in tutto il mondo.

Perché la messaggistica istantanea rappresenta il futuro prossimo dei social media? Perché sfrutta uno strumento del quale, volendo o nolendo, non possiamo proprio fare a meno: lo smartphone.

Ricevere un contenuto direttamente sul dispositivo che stringiamo tra le mani è il modo migliore, oggi, per fare social media marketing, perché ha tre caratteristiche fondamentali: è immediato, è facilmente archiviabile, ed è gratuito (o quasi).

Sono pronto a scommettere che in tempi rapidi WhatsApp & Co. affiancheranno la tradizionale newsletter per la diffusione di contenuti promozionali e di valore, e i plugin che consentono di inviare un articolo attraverso un semplice click vanno proprio in questa direzione.

Social Commerce

Ne ho parlato in un precedente articolo qui su Ninja, e credo valga la pena soffermarmi ancora un po’ sull’argomento. L’e-commerce naviga a vele spiegate verso un futuro molto florido, a patto che lo si faccia con criterio e innovazione, e i social network hanno un ruolo centrale in questo processo. Consentire all’utente di poter percorrere l’intero customer journey senza mai lasciare la piattaforma “amica”, che ha imparato a conoscere e della quale si fida, è la chiave di volta, e di svolta, di un settore che nel nostro Paese ha sempre sofferto di problemi tecnologici da una parte e culturali dall’altra.
Il tasto Buy su Facebook, Twitter e Tumblr, oltre ai Promoted Pin su Pinterest, vanno tutti in questa direzione. Se vuoi approfondire il tema, ti consiglio di leggere l’articolo pubblicato qualche settimana fa.

LEGGI ANCHE: Come sfruttare i diversi social network per il vostro e-commerce

Customer Care

L’assistenza clienti è il punto dolente di quasi tutte le aziende del mondo, anche di quelle più quotate e conosciute, perché porta con sé tutta una serie di complicazioni tecniche, strutturali e professionali che non possono essere sottovalutate. I social media possono alleviare queste pene, sia per l’operatore che per l’utente/consumatore, integrando a quello tradizionale un canale dedicato al customer care via Twitter, Facebook o WhatsApp.

I vantaggi sono facilmente individuabili, e vanno dall’abbattimento dei costi di gestione alla velocità di esecuzione, dalla formazione del personale alla riduzione dei tempi di attesa da parte del cliente, che non sarà costretto ad ascoltare le musichette del centralino e restare in attesa per un tempo indefinibile. Molto meglio mandare un DM su Twitter in 40 secondi e lasciare che sia il tintinnio della notifica dello smartphone a informarti dell’avvenuta risposta, senza dover sacrificare tempo prezioso da dedicare ad attività più produttive.

Toglietevi dalla mente che il customer care sia un problema riguardante solo le big, quelle con migliaia e migliaia di clienti, perché non è così. Ogni realtà produttiva ha dei clienti che potrebbero, prima o poi, necessitare di un intervento per risolvere un problema specifico. Attivare una linea di comunicazione via social network è l’unica via per non restare tagliati fuori dai giochi.

Verticalità delle piattaforme

Nessun social network può permettersi di restare sempre uguale a sé stesso, senza evolversi mai, perché con il passare del tempo l’utente matura e necessita di nuove funzioni. I social generalisti, quelli che con il tempo si sono trasformati in aggregatori di contenuti, come Facebook, cresceranno molto meno, in proporzione, rispetto a quelli più verticali, che comportano una fruizione dei contenuti più attenta e mirata. LinkedIn per il B2B, Pinterest per l’e-commerce, Twitter per l’editoria, Google + per le attività locali, turismo e ristorazione in testa, nel 2015 vedremo uno sviluppo in verticale delle piattaforme, che avrà come principale effetto positivo la possibilità di individuare chiaramente dove investire e perché. Mica male?

LEGGI ANCHE: I ninja propositi social per il 2015

Quello che ho delineato è un possibile scenario di ciò che accadrà nel corso del 2015 nel settore del Social Media Marketing. Sarà davvero così? Lo scopriremo solo vivendo…