L'Italia porta l'IVA al 4% sugli e-book in Europa

Nella legge di stabilità scende dal 22 al 4% la tassazione IVA sugli e-book mentre l'Italia si prepara alla discussione europea

Storia di una discriminazione: l’IVA al 22% sugli e-book

L’Associazione italiana editori ha portato sotto i riflettori, o meglio nelle homepage dei nostri social network, un po’ di buzz sul tema dell’equiparazione di trattamento fiscale di libri cartacei e degli e-book, perchè in Italia ai primi viene applicata un’aliquota IVA del 4%, mentre ai secondi il 22%.

Come ? Tramite una campagna web dal titolo “Un libro e un libro”, diventata virale grazie all’hashtag #unlibroèunlibro.

Verrebbe subito da pensare che tale discriminazione di trattamento fiscale possa verificarsi solo in Italia, dove l’IVA di solito sale, certo non scende, e dove il digitale non ha ancora messo il turbo come in altri paesi. Invece è proprio l’Unione Europea a prevedere tale differente trattamento, anche se Francia e Lussemburgo hanno già provveduto ad adeguare le aliquote, con il rischio di incappare in sanzioni.

La notizia: l’emendamento passa in commissione

Questa storia ha già un risvolto positivo, subito dopo Francia e Lussemburgo ci siamo noi, perchè nonostante il diktat europeo l’Italia ha inserito nell’ultima legge di stabilità approvata in commissione, l’abbassamento dell’IVA sugli e-book.

Una buona notizia portata direttamente dal cinguettio del ministro della Cultura Dario Franceschini con l’ormai riconosciuto hashtag #unlibroèunlibro, definendo giusta e coraggiosa la scelta portata avanti.

Una buona notizia per la cultura, meno buona per i conti dello stato, che segneranno un mancato introito di 7,2 milioni di euro l’anno. Poco male visto che l’obiettivo dell’IVA al 4% sui libri è promuovere la cultura, che ovviamente non va discriminata in funzione del mezzo utilizzato, soprattutto se si tratta di uno strumento in continua ed inarrestabile crescita. I numeri parlano chiaro, nel 2013 gli ereader acquistati sono stati 2,4 milioni, il +34,2% in più rispetto all’anno precedente, senza contare tablet e smartphone.

Perchè l’Italia ?

Perchè proprio l’Italia, penultima nella classifica europea per indice di lettura dovrebbe farsi portavoce di tale rivoluzione ?

La ragione è semplice, perchè proprio in questo momento di presidenza italiana in Unione Europea, possiamo essere in grado di sensibilizzare anche gli altri paesi riguardo a questo importante tema. La crescita della lettura digitale in Italia, rispetto alla decrescita della lettura cartacea, un + 18% contro un -6% potrebbe rappresentare la nostra leva proprio per allontanarci dagli ultimi posti in classifica riscattandoci da paese meno acculturato a promotore e divulgatore di iniziative culturali per l’Europa.

Come ha funzionato la campagna #unlibroèunlibro ?

La campagna web Un libro è un libro ha coinvolto il mondo dell’editoria, ma non solo, basandosi sulla condivisione di un post semplice ma molto efficacie, un pollice verso per dire no alla discriminazione dei libri digitali, una rivoluzione in tre mosse:

– gira il pollice verso il basso

– scatta una foto

– condividila su Twitter o Instagram con l’hashtag #unlibroèunlibro.

Tantissime foto e condivisioni ricevute, ma la campagna non si ferma, continua, perchè è necessario che sia l’Europa a dire sì all’equità di lettura.

In questo momento mentre finiscono di scrivere questo articolo, il contatore social  ha appena sfiorato le 34.000 conversazioni a tema #unlibroèunlibro.

Condividiamo il più possibile, e festeggiamo comprando un libro,  digitale o cartaceo, l’importante è leggere !