6 consigli per scegliere un buon dominio per una startup (o un blog)

Il dominio giusto può aiutare una startup a raggiungere il successo. Scopriamo insieme i consigli per scegliere quello ideale!

Come scegliere un buon dominio per una startup (o un blog)

Scegliere il dominio giusto per un sito aziendale è un’operazione strategica fondamentale per una statup o un progetto editoriale di futuro successo. L’ideale è scegliere un nome che sia strettamente legato all’attività svolta. Per esempio, se la nostra è un’agenzia di marketing, avere la parola “marketing” nel dominio è una buona scelta.
Quindi, si tratta di una scelta tutt’altro che banale, ma al contrario delicata e importantissima, che può aiutare a decretare il successo di un business.

A tale proposito Inc.com ha affidato a un esperto, John Rampton, la responsabilità di regalarci qualche consiglio da seguire nel momento decisivo della selezione del dnuovo dominio: consigli che ci sentiamo di estendere anche ai blogger. Vediamoli insieme!

1. Un brainstorming per trovare il dominio giusto

Fare un brainstorming con i collaboratori è importante per capire quale strada battere nella scelta del dominio. In sostanza e come già anticipato, il dominio dovrebbe essere in linea con i servizi offerti. Sembra ovvio, magari lo è, ma ribadirlo non fa male: è facile farsi prendere dalla fantasia e cercare un nome tanto simpatico quanto lontano dalle esigenze di marketing dell’azienda.
Ciò vale anche per i blogger: un blog personale può concedersi maggiori libertà, ma perché cercare un dominio lontano dagli obiettivi del blog? Anzi, un buon dominio aiuta a rafforzare il personal branding.

Per trovare spunti utili possiamo utilizzare Keyword Discovery o Google Keyword Tool.

2. Optate per un nome breve, unico e facile da ricordare

La semplicità, come (quasi) sempre, sul web vince: è bene optare per un dominio breve, facile da ricordare e unico. Al contrario, un nome lungo, difficile da ricordare e da digitare può allontanare il potenziale visitatore dal sito. Secondo Rampton, la domanda da farsi doverebbe essere questa: se sentite un amico o la radio pronunciare il nome di un dominio, sapreste farne lo spelling? La logica da seguire, dunque, dovrebbe essere improntata alla semplicità.

3. Avete scelto il dominio? Controllate se è libero

Una volta scelto la rosa dei domini ideali, dovete assicurarvi che non siano già di qualcun altro. Per scoprirlo, basta inserire la lista dei nomi su GoDaddy e controllare se sono liberi.

4. Usate estensioni di dominio alternative

Rampton consiglia di utilizzare un dominio .com, l’opzione migliore per un business. Tuttavia essa non è l’unica valida, anzi. Per esempio, localizzare il proprio dominio (.it per l’Italia, .uk per la Gran Bretagna) è ugualmente un’ottima scelta. Da qualche mese, inoltre, è possibile registrare domini di primo livello alternativi (.hotel, .roma, .blog…). La decisione va ponderata con attenzione.

5 Contattate il proprietario del dominio che ti interessa

Il dominio giusto per voi è in mano altrui? Potete sempre provare a contattare il proprietario. Prima di fare un’offerta, però, assicuratevi che egli sia disposto a venderlo. Fate poi una piccola ricerca per capire il valore del dominio. Infine, potete presentare la vostra offerta. In bocca al lupo!

6. Partecipate alle aste

Un altro modo per avere il dominio dei desideri è partecipare alle aste. Non sono pochi i siti acquistati dagli investitori per avere un margine di guadagno: comprano un dominio, lo riempiono con contenuti e link esterni e poi lo vendono. Oppure, può capitare che il proprietario di un dominio si accorga che non è adatto ai propri scopi, e lo metta all’asta.
Esistono diversi siti su cui trovare le aste: Sedo, il già citato GoDaddy, Flippa, NameJet.

 

Eccoci arrivati alla fine di questa sfilza di consigli interessanti. Li avete trovati utili? Come vi comportate voi nella scelta del dominio? Aspettiamo le vostre opinioni!

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Scritto da

Ivano Steri

Web content writer, amo la letteratura fantasy, l'Inter e la scrittura a 360°. Nei miei interessi rientrano la musica indie, i documentari, l'universo digitale, i videogiochi, ... continua

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