Automobili digitali: smartphone e social media al volante delle quattroruote

Le grandi case automobilistiche corteggiano i colossi del digital, mentre startup innovative sviluppano servizi integrati a dir poco futuristici

Alzi la mano chi sale su un’auto nuova e non resta perplesso dalla mancanza di schermi video, integrazione con il telefonino e qualche servizio di geolocalizzazione, ad esempio per rilevare il traffico oppure i rifornimenti di benzina più vicini. Le automobili, vecchia roccaforte della “disconnessione dal resto del mondo”, in particolare per i conducenti, stanno rapidamente integrandosi nel mondo digital e social, diventando un’appendice, o complementi, di dispositivi e piattaforme mobile. Si tratta di un mercato grande ed in espansione: secondo uno studio di Gsma, il valore del mercato sarà di 35-40 Miliardi di Euro al 2018. Ma andiamo con ordine.

Automobili digitali: non solo il segmento lusso

L’integrazione digitale delle automobili, innanzitutto, non è un fenomeno delimitato al lusso o comunque al segmento alto. E se le ultime Audi offrono soluzioni Audi connect, con connettività 4G e servizi Internet integrati (ad esempio Google Earth, navigazione ricerca dei punti di interesse, meteo, notizie, informazioni sul traffico online e music stream) e Mercedes studia l’integrazione tra il proprio sistema Command Online e i Google Glass per offrire un’interfaccia integrata al conducente “always on”, anche case automobilistiche tradizionalmente più mass market si dimostrano ricettive.

È il caso, ad esempio, della Citroen, che con la Citroën C4 Picasso è passata ad un display touch screen eliminando ogni pulsante fisico. La Ford invece ha creato un kit (AppLink) per ampliare le funzionalità del sistema operativo base “Sync” in grado di estendere la gamma di funzionalità grazie ad app, ad esempio come Spotify per la riproduzione di contenuti audio. La novità è anche nella possibilità di “governare” le app integrate e compatibili con comandi vocali, eliminando la pericolosa necessità di “smanettare” il dispositivo cellulare, e potendo in tal modo mantenere gli occhi ben incollati sulla strada. Opel invece mantiene un approccio più tradizionale, conservando manovrabilità del proprio sistema di infotainement (con sistema operativo Android) a dito oppure con una manopola multi funzione o con un touchpad come sui computer portatili.

E le italiane? Sembrano per adesso in ritardo. Navigando sui siti di Fiat, Alfa Romeo e Lancia si trovano ben pochi riferimenti a funzionalità digital integrate. Strano per un Gruppo che è invece forte nel digital marketing e nelle campagne di comunicazione mobile.

Fuori dall’auto: app indipendenti ed i servizi remoti

L’integrazione del mondo digital delle automobili inizia ormai ben prima di essere al volante, per i proprietari o semplici fruitori delle stesse.

È infatti doveroso iniziare la carrellata parlando delle piattaforme social e di economia collaborativa incentrate sull’uso e condivisione delle quattroruote. È il caso dei servizi di Car Sharing come Car2Go ed Enjoy! di Eni, di cui abbiamo parlato in questo articolo. Qui l’auto diventa digitale tramite sistemi di geolocalizzazione che permettono di individuare i mezzi disponibili nei paraggi, e di “bloccarle” per un periodo di tempo limitato per poterle raggiungerle ed iniziare il noleggio a tempo (ad esempio, per 30 minuti nel caso di Car2Go). È della stessa logica anche la chiaccherata e contestata Uber di cui abbiamo già trattato in quest’articolo sull’economia collaborativa.

D’altra parte, l’auto è uno dei beni di consumo “meno utilizzati” (si calcola stiano ferme in media per circa il 90-95% della loro vita utile).

Altri prodotti innovativi “fuori dall’auto” sono in corso di studio e lancio da parte, ad esempio, degli operatori telefonici. E’ il caso di Drivexone di Vodafone. Non si tratta d’altro che di un piccolo dispositivo da installare in auto, per renderla sempre “a portata di app”. Tra i servizi disponibili ci sono la localizzazione in ogni momento del mezzo (ad esempio, nel caso si fosse dimenticata la zona di parcheggio), ricevere notizie sullo stato del veicolo (ad esempio, batteria scarica), e tracciare ovviamente dati su guida, percorsi e consumi (particolarmente interessante in casi di sospetti coniugi infedeli).

Che succederà poi se l’auto verrà rubata? Se il ladro non disattiva il dispositivo, ci sarà da divertirsi. Per Vodafone il business è nel traffico illimitato incluso nella SIM del dispositivo, prezzato appena 3 Euro al mese, più il prezzo del dispositivo stesso fissato a 70 Euro di “contributo iniziale”.

Ci sono infine alcuni esperimenti di integrazione digital per la vendita delle automobili. Oltre al classico digital marketing (dalle gallerie multimediali ai configuratori online), si iniziano a vedere veri e propri negozi digitali, come il Digital Car Showroom dell’Audi a Londra nella centralissima Piccadilly Street. Qui l’esigenza è di creare un’esperienza digitale entusiasmante per il potenziale cliente, ma anche di allestire degli showroom in spazi limitati dove i prezzi degli affitti sono alle stelle. Infatti nel Digital Car showroom si trova esposta appena una vettura, tutte le altre sono visitabili ed esplorabili su grandi pannelli tridimensionali.

Integrazione digital a bordo: scelte rischiose per le case automobilistiche

Una volta a bordo, con le mani strette al volante, inizia il secondo tempo della partita. Quello dove si decide chi vince o chi perde. Tutte (o quasi) le case automobilistiche hanno come obiettivo l’integrazione digitale dei propri sistemi e schermi LCD con i dispositivi cellulari dei propri clienti che devono diventare delle vere e proprie appendici dei dispositivi mobile, replicando in funzione compatibile alla guida (semplificata e con lettura/comandi vocali) le funzioni delle app residenti sugli smartphone del conducente o dei passeggeri. E’ un terzo adattamento, dopo aver sviluppato le versioni mobile ed app che replicano i siti web in maniera semplificata.

Ma se il fine ultimo è comune, le case automobilistiche sono adesso di fronte a scelte importanti e di grande impatto legate, ad esempio, ad integrarsi con Apple piuttosto che con Android. I potenziali acquirenti iniziano infatti a chiedersi se l’auto sarà integrata o meno al proprio telefonino, se saranno costretti a cambiare, che impatti avrà sulle proprie abitudini e con quali costi aggiuntivi. Una scelta sbagliata potrebbe aver impatti sul numero di vetture vendute a sei zeri.

Ci sono poi ulteriori applicazioni molto interessanti allo studio: un esempio è il sistema di  pagamenti wireless dei parcheggi e pedaggi autostradali direttamente dalla vettura, un po’ come il sistema Telepass. Audi è detta lavorare sul progetto per i prossimi modelli di auto.

 

L’avanguarda di Apple Carplay

Apple ha rilasciato il proprio “Carplay” già a Dicembre del 2013, e si stima che circa 25 milioni di nuove vetture saranno adattabili al sistema nei prossimi 5 anni. I primi partner sulle auto nuove sono stati Ferrari, Honda, Mercedes, Hyundai e Jaguar, con Abarth, Audi, Alfa Romero, Fiat-Chrysler,Dodge e Mazda in rampa di lancio. Porta le app potenzialmente utili durante la guida direttamente sul display dell’automobile, semplicemente collegando il proprio iphone ad una porta ingresso.

La notizia di questi giorni è che CarPlay sarà compatibile anche per automobili non di nuova produzione. Infatti produttori come Alpine che Pioneer hanno stanno sviluppando delle autoradio che avranno nel proprio bagaglio software una versione riveduta e ridotta di iOS per una cifra di stimata di circa 500 euro, permettendo a tutti di togliersi l’ennesimo capriccio tecnologico made in Cupertino. Si attendono comunque anche semplici aggiornamenti del software per autoradio già in commercio, potenzialmente a costo zero.

La risposta di Android

Google Android Auto è invece stato annunciato successivamente, a Giugno di quest’anno, ma sembra sostanzialmente in linea con il concorrente dalla mela morsicata.Un’interfaccia semplice e intuitiva, comandi al volante integrati e nuove azioni vocali efficaci, riduce al minimo la distrazione in modo da poter rimanere concentrati sulla strada.

Viene subito da pensare a Google Maps, oppure Google Hearth, ed a funzionalità di navigatore integrate ed aggiornate dagli utenti stessi di Maps. Sul sito ufficiale si leggono già i nomi di oltre 30 partner, tra cui Alfa Romeo e Fiat.

La tendenza più logica sarà comunque quella di trovare un modo di rendere sia Apple che Android compatibili sulla stessa auto, e non ad auto alterne. Un esempio di questo tipo viene dalla nuova generazione della Mini con il proprio sistema “Mini Connected” basato su un display da 8.8 pollici (non touch) compatibile sia con iPhone che con Android. Tra le tante App compatibili sviluppate si annoverano  web radio e streaming musicale come Deezer, Stitcher, Napster/Rhapsody e TuneIn (manca Spotify) fino all’utilizzo a bordo dei social network con Facebook, Twitter, Foursquare e Glympse (da capire come conciliare lettura di conversazioni e consultazione di foto con la guida sicura) tutte scaricabili da un negozio online.

Le anternative: da Navdy agli Head Up Display

E se Google ed Android si contendono i sistemi nativi delle Automobili, c’è chi lavora per vendere hardware aggiuntivo ed aperto ad ogni sistema informatico che consenta un’accattivante e sicura esperienza di guida ed utilizzo del proprio smartphone. E’ il caso ad esempio di Navdy, un piccolo apparecchio tecnologico da piazzare vicino al parabrezza che proietta un display digitale dove vengono riprodotte informazioni essenziali sulla navigazione e riprese direttamente dalle app native dello smartphone. I comandi vocali sono affiancati dal riconoscimento di gesti per, ad esempio, rispondere o meno ad una telefonata in arrivo. La soluzione consente poi in particolare di tenere saldi gli occhi sulla strada, in considerazione della posizione del proiettore, risolvendo il problema della sicurezza. Altri sistemi di HUD (Head Up Display) da menzionare sono HUDWAY directions app, Sygic’s HUD e Garmin HUD.

Tutti a bordo

L’integrazione digital delle automobili interessa ovviamente molti altri settori, ad esempio quello delle assicurazioni. Poter infatti analizzare abitudini, stili di guida, percorsi ed orari dei propri clienti può portare ad una migliore segmentazione e stima del rischio, e potrebbe quindi permettere una riduzione delle polizze auto. Ci sono poi servizi di teleassistenza (la piattaforma europea eCall sarà attiva nel 2015) e servizi dedicati alle aziende con rilevanti parchi auto aziendali (ad esempio per le divisioni commerciali e per i venditori). Un esempio è Text2Car, che permette tra le altre cose di controllare percorsi e consumi, verificare manutenzioni e guasti, programmare accensioni e spegnimenti. Questo si rivela particolarmente interessante appunto per le aziende con grossi parchi auto, che ad oggi sanno poco o nulla di come e dove vengono usare le proprie vetture.

Il lato social: alla caccia di ingorghi e posti di blocco

Non potevano ovviamente mancare community e social media interamente dedicati al mondo dei conducenti ed integrate nell’uso dell’automobile. D’altronde la mole di dati ed informazioni prodotte da ogni conducente e condivisibili con la rete è enorme.

Tra le community più diffuse si segnala Waze, che permette di individuare il percorso più rapido e scegliere le strade più scorrevoli e non bloccate da ingorghi. Questo è reso possibile dalle segnalazioni della rete e dalle rilevazioni automatiche della velocità percorsa. Una diversa colorazione sulla mappa (es., rosso per le zone critiche) permetterà quindi di evitare gli ingorghi, ma anche di aggiornare automaticamente il percorso suggerito dal navigatore.

Terrorizzati da posti di blocco, autovelox mobili, buche o altre minacce stradali?  Apposite icone indicheranno l’esatta ubicazione di tali insidie, permettendo la scelta di un percorso alternativo oppure la guida con particolare prudenza o premunizione a ridosso delle minacce segnalate.

Un’altra caratteristica importante è l’aggiornamento crowd-sourced delle mappe, in modo da poter rapidamente registrare interruzioni, cambi di nominativi e numeri civici, deviazioni e nuove strade. La mappa può essere editata sia “live” che collegandosi all’apposito editor disponibile sul sito.

Ma non è tutto: si potranno segnalare i prezzi istantanei del carburante nelle diverse stazioni di rifornimento, permettendo di identificare il punto nei paraggi o lungo il percorso che offre il prezzo più competitivo. E se andate ad una festa o evento cosa c’è di meglio che coordinare l’arrivo con amici e conoscenti? Waze offre la possibilità di vedere in tempo reale direttamente la posizione di altri utenti, di conoscerne il percorso, e quindi di potersi coordinare. Può anche essere divertente per incontrare amici e conoscenti che si trovano a guidare nella stessa zona, ad esempio per prendere un caffè o altro. Attenzione però alle ex mogli ed agli incontri sgraditi: non esistono ancora segnali di pericolo per quelli. Stay tuned!

Scritto da

Nicola Purrello

Siciliano, consulente di strategia aziendale focalizzato su economia verde, gestione dei rifiuti e finanza aziendale. Laureato in Economia e Finanza presso la Bocconi, ha ... continua

Condividi questo articolo


Segui eko .

Amiamo ricevere i tuoi commenti a ideas@ninjamarketing.it