Il film dell'estate sul turismo 3.0: Italia Senza Tempo [INTERVISTA]

Gli esperimenti di marketing territoriale in Basilicata continuano ad essere i primi e i migliori. National Geographic rapito da questo viaggio online

Ci sono luoghi del nostro Paese dove il tempo sembra azzerato e i ritmi sono scanditi dal sorgere e calar del sole o dal passaggio delle stelle, posti che spesso andiamo a cerchiamo, pensiamo di raggiungere con aerei e invece sono a portata di mano, ma restano ancora molto poco conosciuti. Sono luoghi di un‘Italia senza tempo, che per essere scoperta chiede soltanto una buona dose di spirito di avventura, un paio di scarpe comode e tanta voglia di lasciarsi meravigliare.

Per me che sono nata in uno di questi posti viene facile immaginarli e parlarvene, e in ambito di marketing territoriale e promozione turistica l’ho fatto altre volte proponendo proprio la scoperta della mia terra d’origine, la Basilicata, meta perfetta per un Digital Diary internazionale, o per la possibilità di praticare un’avventura estrema sulla punta più alta d’Europa, questa volta invece protagonista di un vero e proprio film da vedere a puntate sul web.

Oggi vi porto in giro per questa Italia Senza Tempo.

Italia Senza Tempo: il marketing territoriale sviluppato offline che fa viaggiare online

Si tratta di un’idea di business turistico nata in un territorio di periferia, la Basilicata, appunto, da tre giovani lucani, Ilaria Navarra (responsabile della comunicazione), Angelo Chiacchio (designer e video maker), Walter Molfese (video maker ne timelapser) in collaborazione con artisti e musicisti, che formano insieme un team diffuso, transnazionale e che lavora anche a distanza. Il progetto è un foto-video racconto che vuole “catturare la bellezza dove il tempo non esiste”, iniziato nell’agosto del 2013 a 2000 metri di quota, sul Pollino, con 40 chili di attrezzatura fotografica e una settimana di tempo per produrre i primi cinque minuti di film.

Io e Ilaria abbiamo scambiato due chiacchiere per confrontarci sull’idea di Italia Senza Tempo e lei ha risposto così alle mie domande.

Com’è nato il progetto Italia Senza Tempo?

“Da una chiacchierata, in una sera di mezza estate, mettendo insieme varie idee e intenzioni. Ci siamo lanciati una sfida: raccontare l’Italia con altri occhi, altre tecniche e cavalcare l’onda della comunicazione online per promuovere quei luoghi che difficilmente entrano nei grossi circuiti della promozione territoriale e che sono nascosti e remoti spesso molto più nella nostra mente che nella realtà dei fatti. Nel progetto confluiscono esperienze e competenze professionali di natura diversa, le abbiamo messe insieme, ci siamo dati degli obiettivi, con passione e fatica li stiamo portando avanti”.

Perché ritrarre luoghi che hanno la qualificazione di essere “senza tempo”?

“Oggi siamo sempre tutti connessi, aggiornati e immersi in un flusso di immagini e contenuti generati da noi stessi, ognuno di noi viaggia, fotografa, condivide e nella foga poco ci si accorge di quanto veramente siano belli certi luoghi. Esistono angoli d’Italia dove sembra non solo che il tempo – inteso come convenzione inventata dall’uomo, come storia – si sia fermato, ma addirittura che non sia mai esistito.

La loro natura risulta così impeccabile che contrasta con la frenesia di oggi. C’è bisogno di riscoprire posti così e per farlo serve un occhio professionale e creativo che catturi ed elabori immagini di qualità che ci facciano accorgere della meraviglia che abbiamo intorno per promuoverla e tutelarla. Il viaggiatore va ispirato, e i cittadini di queste aree devono percepire la bellezza che hanno intorno, devono riscoprirne il valore, i luoghi vanno raccontati e noi ci stiamo provando. Non a caso l’osservazione più frequente che abbiamo ricevuto è: “in quale angolo del mondo si trova?”, come se la bellezza fosse sempre altrove“.

Qual è l’obiettivo del progetto? E quale impatto vi aspettate sul territorio della Basilicata?

“Con Italia Senza Tempo vogliamo catturare e mostrare tutta la bellezza del paesaggio italiano, un paesaggio che ha davvero molti volti ed è spesso così affascinante e lontano dai soliti cliché. L’idea è di far vedere che esistono luoghi incredibili che è possibile visitare con un breve tragitto in auto, in treno, in bici e naturalmente a piedi, luoghi che sono dietro l’angolo, vogliamo incentivare un turismo interno che guardi all’Italia e casa propria con nuovi occhi. Non sarebbe forse più interessante scoprire le coste della Sardegna prima di fuggire all’estero? E con molte ore in meno di viaggio, magari per uno short-break, un fine settimana.

La Basilicata è una regione che sta sperimentando molto nell’ambito della comunicazione turistica e territoriale in genere, ha creduto nel nostro progetto da subito ed i numeri le hanno dato ragione: il primo video realizzato nel Parco Nazionale del Pollino ha superato le 32.000 visualizzazioni in 6 mesi è stato condiviso da circuiti importanti come il National Geographic Italia. L’obiettivo è quello di rafforzare l’appeal della destinazione turistica che raccontiamo ed in particolare dei luoghi più remoti, delle aree interne, presso i potenziali viaggiatori e aumentare la consapevolezza di vivere in un luogo di rara bellezza presso le comunità locali”.

C’è un messaggio innovativo in termini di marketing territoriale che attraverso questo progetto viene rilevato?

“L’innovazione è essenzialmente nella scelta dei luoghi, poniamo l’attenzione su aree poco note ma ad alto potenziale e poi nella tecnica cinematografica utilizzata. Ci avventuriamo sul sentiero meno battuto e cerchiamo visioni di una natura incredibile, il timelapse ci permette di mostrare in pochi minuti fenomeni che in natura richiedono delle ore.
Attraverso le immagini ed i contenuti editoriali che realizziamo costruiamo un racconto, Angelo e Walter raccontano live l’esperienza del loro viaggio e così la consigliamo a quelli che vogliono dismettere ogni tipo di “connessione” per qualche giorno e fare un viaggio in un’Italia senza tempo. Con il nostro progetto guardiamo a quella nicchia crescente di turisti che ricerca luoghi autentici, spesso aree protette di cui l’Italia è piena, sono viaggiatori attenti che cercano prodotti di qualità, a cominciare dalla immagini”.

Mi ha particolarmente colpito l’utilizzo dell’hiperlapse per la raccolta delle immagini utilizzate nel film, inoltre so che il lavoro di post produzione è stato molto lungo: perché avete deciso di sviluppare i video proprio così?

“Effettivamente queste tecniche sono molto pesanti sia in termini di attrezzatura di produzione che di workflow di post-produzione. Ma a noi piacciono le sfide e quella di IST era di mostrare dei posti (quasi) inediti, in una veste inedita, caratterizzata soprattutto da un’alta qualità cinematografica.
La tecnica del timelapse permette di mostrare dei fenomeni naturali normalmente impercettibili e di farli vivere allo spettatore in un lasso di tempo ridotto rispetto al tempo reale. Tutto questo con una qualità fotografica altissima, capace di catturare anche i più piccoli dettagli e le più leggere sfumature di colori in condizioni di bassa luminosità. Ad esempio filmare il cielo stellato con una tecnica tradizionale è impossibile.

L’hyperlapse poi permette di ridurre la percezione dell’accelerazione del tempo tipica del timelapse con un movimento di macchina a velocità normale, creando così quell’effetto di atemporalità che immerge lo spettatore in un atmosfera più onirica che documentaristica“.

Siete presenti su molti canali di comunicazione social, oltre che su un blog: quale strumento vi sta aiutando di più nella diffusione del progetto? Quale ritieni sarà invece, nel lungo termine, lo strumento che vi porterà più visibilità e perché?

“Cerchiamo di presidiare più canali per far conoscere al meglio i nostri lavori, abbiamo fatto una scelta e al momento siamo presenti su Facebook con una fanpage, su Twitter e su Instagram.
Ognuno di questi social ci serve ad intercettare un particolare tipo di pubblico a seguirlo e indirizzarlo verso le destinazioni che promuoviamo. Instagram al momento ha un elevato potenziale e ci permette un racconto live per immagini dei luoghi che Angelo e Walter riprendono con le loro fotocamere. Una maggiore visibilità mi auguro possa venire dal nostro blog perché è li che si concentrano i contenuti principali del nostro racconto”.

Puoi lasciarci qualche anticipazione sulle prossime “puntate” del film?

“Questo mese di luglio uscirà Maratea Senza Tempo, il video su cui abbiamo lavorato dalla scorsa primavera.

Siamo dunque ancora a sud e dalle montagne siamo scesi al mare, ci siamo spostati nel Golfo di Policastro ai confini con il Cilento. La destinazione in questo caso è nota agli amanti del mare e delle coste del Mediterraneo, noi cerchiamo di raccontarla in maniera inedita perché negli anni è rimasta ancora naturale e selvaggia.
Stay tuned”.