Decretato il vincitore di CheFare 2: Di Casa in Casa

Il premio per la cultura da 100.000 euro è stato vinto da un progetto urbano che intende riqualificare i rapporti comunitari in città a partire dalle periferie

Come preannunciato dall’articolo di due settimane fa, il 3 aprile, la Giuria del concorso che premia le associazioni che lavorano nella cultura, ha decretato il progetto vincitore. Di Casa in Casa trionfa e si aggiudica la vittoria di cheFare.

Di Casa in Casa, il progetto

ll progetto “di Casa in Casa” si propone di coordinare le attività delle nove Case del Quartiere di Torino attraverso il consolidamento di una rete che mette in comune saperi, esperienze e progetti, con il fine di far confluire proprio esperienze, piani e attività di cittadini, associazioni, gruppi e operatori culturali.

La rete, in particolare, vuole: dar vita ad un percorso di formazione permanente, un laboratorio capace di valutare e ripensare il proprio agire attraverso il confronto fra le esperienze; costruire nuovi network con i vari gruppi che operano nelle case per favorire l’incontro e la conoscenza, per stimolare sinergie, pensieri e progetti comuni; sperimentare un nuovo modello di welfare community in grado di alimentare pratiche di inclusione sociale che utilizzino le reti informali, vicinali, familiari e amicali; sviluppare una maggiore auto-sostenibilità, condividendo attività economiche socialmente compatibili, attività di fundraising e crowdfunding; consolidare una comunicazione efficace fra le Case e con i cittadini, utilizzando i social network ed esaltando le reti sociali territoriali; progettare insieme per la città, contribuendo ad una politica cittadina fondata sui quartieri come risorsa e sui cittadini come protagonisti.

Le Case del Quartiere assurgono così la funzione di spazi comuni, laboratori sociali e culturali in cui s’incrociano attività e persone (cittadini di tutte le età, associazioni, gruppi informali, operatori culturali), e diventano allo stesso tempo esperimenti di coinvolgimento, partecipazione e auto-organizzazione.

Di Casa in Casa, dove nasce il progetto

Di Casa in Casa è un progetto proposto dalla Fondazione Cascina Roccafranca; un centro culturale e ricreativo per la Circoscrizione 2 della città di Torino. Uno spazio pensato per rendere protagonisti i cittadini, in cui si vive attivamente il quartiere. Un centro civico innovativo, i cui valori centrali sono la partecipazione e l’accoglienza.

Cascina Roccafranca nasce nel 2006 e attualmente conta 70 associazioni e gruppi informali, 50 volontari, 90 corsi, 40 laboratori, 150 eventi annuali, 15 Gruppi.

La dichiarazione ufficiale della Giuria

La Giuria di Che Fare, con testuali parole, dichiara il soggetto vincitore del proprio concorso:

“Noi membri della Giuria abbiamo esaminato con grande scrupolo ma anche con grande interesse il materiale dei progetti finalisti. È stato un processo decisionale lungo e piacevolmente impegnativo, perché i nove progetti scelti dalla selezione on line avevano tutti una grande capacità di immaginazione e manifestavano un desiderio che potremmo dire genuinamente politico di trasformare, anche se nel piccolo, la realtà sociale italiana.

Il 30 marzo, dopo aver ascoltato le presentazioni e aver riempito di domande molto puntuali coloro che presentavano i singoli progetti, la scelta si è fatta, se possibile, ancora più difficile, proprio per la qualità della formulazione dei progetti – e in questo crediamo che una parte di merito vada data anche alla natura sfidante del bando e all’equipe di Doppiozero.

Alla fine, dopo una discussione molto schietta tesa ad approfondire le ragioni del premio e a verificare in modo preciso l’aderenza dei progetti ai criteri del bando, abbiamo deciso di premiare il progetto Di Casa in Casa proposto da Fondazione Cascina Roccafranca”.

Perché Di Casa in Casa ha vinto?

Le motivazioni principali della schiacciante vittoria di “di Casa in Casa”, da parte della Giuria, sono state:

1) La capacità di coinvolgimento del tessuto sociale ripensata attraverso un’idea innovativa di cosa sia oggi una comunità o una rete interpretata in senso solidale

2) La solidità del progetto (dal punto di vista economico, organizzativo e dell’iter di sviluppo) che si traduce anche nella consapevolezza delle possibilità di sostenibilità, riproducibilità e scalabilità

3) La lodevole capacità di autoanalisi nel considerare i punti di forza e di debolezza del progetto.

4) La dimostrata propensione ad agire in modo reattivo e collaborativo rispetto all’occasione del bando, usato come momento di autoformazione e crescita del piano presentato.

Di Casa in Casa, pur essendo un progetto prettamente dedicato alla periferia della città di Torino, propone una visione sui bisogni e i modi d’intervento nel tessuto urbano in quelle città italiane dove è sempre meno facile pensare e mantenere delle relazioni di comunità. A questo proposito la Giuria si augura che tale programma possa essere imitato e moltiplicato anche per altri luoghi del nostro Paese, e conclude la dichiarazione ufficiale della vincita con un’importante affermazione: “Con l’occasione di questa dichiarazione dei vincitori, vogliamo ringraziare di cuore Doppiozero e i suoi partner e ancora di più i relatori dei progetti finalisti: ci è stata data un’opportunità di condividere un’idea nuova di Italia: imprevista e piena di speranza”.

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Scritto da

Chiara Duello

Grande appassionata di marketing e comunicazione. Con una forte propensione alla creatività e grazie ai suoi studi, è rimasta sempre più affascinata dal mondo pubblicitario, ... continua

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