Street art: quando i riflettori si spengono

Cosa accade all'indomani di un intervento artistico? Ecco l'esempio di Baltimora.

Negli ultimi decenni la Street Art è divenuta molto popolare, aggiudicandosi una poltrona d’onore nel panorama della creatività contemporanea. Tuttavia non si è montata la testa, ma la sua capacità di richiamare l’attenzione sul degrado urbano la mantiene costantemente legata alle sue origini, principalmente al suo caposaldo: la provocazione della società.

I media saltano subito sull’attenti quando una nuova opera prende vita rampicandosi sulle mura cittadine, ma una domanda può sorgere spontanea: cosa accade quando l’opera è completa e le luci dei riflettori si spengono?

A tal proposito vogliamo raccontarvi una storia accaduta a Baltimora e, precisamente, nel suo lato oscuro e abbandonato. E’ stata proprio la mancanza di un dignitoso paesaggio urbano, infatti, a spingere il gruppo degli Absentee Landlords a realizzare il progetto Wall Hunters: un grido per destare la città dal suo torpore e porre l’attenzione sul suo degrado urbano.

Chi l’ha detto che l’arte non possa cambiare le cose?, recita il sito web del progetto.
Forse non potrà cambiarle del tutto, ma di sicuro non le lascia mai identiche a prima del suo passaggio. Infatti, anche se all’indomani dello spegnersi delle luci il gruppo di street artisti si è visto citato in giudizio per violazione di domicilio, si intravede una luce di speranza in fondo al tunnel del cambiamento: gli stessi residenti e le associazioni di quartiere si sono schierati dalla parte degli artisti, unendosi al loro grido di disapprovazione nei confronti di una città indifferente di fronte al suo abbandono.

L’ironia vuole che proprio il trambusto legale sia stato la cassa di risonanza per un avvenimento destinato, nel suo piccolo, a smuovere le coscienze di molti, e come lui tutti gli altri casi analoghi.
Insomma: un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per la Street Art.

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