Storytelling e Pixar: 22 regole da manuale [CASE STUDY]

Come scrivere uno Storytelling di successo? Imparando da chi ha lavorato con i mostri sacri degli Animation Studios, naturalmente!


storytelling, pixar


Dopo avervi suggerito i passi fondamentali dello Storytelling, vogliamo analizzare i segreti dei giganti della comunicazione.

Proprio così, Emma Coats, ex disegnatrice storyboard della Pixar, ha di recente twittato ben 22 regole acquisite mentre lavorava presso la prestigiosa casa di produzione cinematografica, le quali sono diventate in breve tempo una lista virale su Reddit.

Si tratta di 22 regole su come scrivere uno Storytelling efficace, ma udite udite: le sue intuizioni sono applicabili a qualsiasi professione nell’ambito della comunicazione, inclusi gli sviluppatori software.

22 perle di saggezza “narrativa” made in Pixar

Poco meno di un mese fa, grazie ad un post su Imgur di Dino Ignaciociascuna regola è stata integrata con un’illustrazione tratta da un film Pixar, diventando così tutte assieme un vero e proprio ”manuale motivazionale per diffondere il verbo della Pixar sul web. Ma vediamole direttamente dalle seguenti slide:


Le regole

Di seguito proponiamo la nostra traduzione delle regole:

  1. Un personaggio si ammira più per i suoi tentativi che per i suoi successi.
  2. Tieni presente ciò che t’interessa come lettore, piuttosto che ciò che ti diverte come scrittore. Possono essere due cose MOLTO diverse.
  3. Esercitati pure sul tema della storia, ma non saprai mai di che cosa tratta finché non sarai arrivato alla fine. Perciò riscrivila.
  4. C’era una volta ___. Ogni giorno, ___. Un giorno ___. Perciò, __. Allora, ___. Finché finalmente ___.
  5. Semplifica. Concentrati. Combina tra loro i personaggi. Prendi delle scorciatoie. Ti sembrerà di aver perso qualcosa d’importante per strada, invece sarai libero.
  6. Cosa sa fare il tuo personaggio, in cosa riesce meglio? Scaraventalo in una situazione opposta. Mettilo alla prova. Come si comporterà di conseguenza?
  7. Inventati il finale prima di esser arrivato a metà della storia. Dico sul serio. I finali sono difficili, portati avanti con il lavoro.
  8. Finisci la tua storia, anche se non è perfetta non importa. In un mondo ideale avresti entrambi (la fine ed una storia perfetta), ma vai pure avanti. Farai meglio la prossima volta.
  9. Quando ti senti bloccato, fai una lista di cosa sai che NON accadrà. Spesso in questo modo emergerà il materiale che ti serve per sbloccarti.
  10. Metti da parte le storie che ti piacciono. Ciò che ti piace di loro è una parte di te; prima di poterla usare devi prima imparare a riconoscerla.
  11. Scrivi la tua idea, ti aiuterà a focalizzarla. Se resta nella tua testa, non potrai certo condividerla con qualcuno.
  12. Scarta la prima cosa che ti viene in mente. Quindi scarta anche la seconda, la terza, la quarta, la quinta… Metti da parte l’ovvio. Sorprenditi.
  13. Genera delle opinioni nei tuoi personaggi. Un individuo passivo o malleabile può sembrarti piacevole mentre scrivi, ma è altamente nocivo per il pubblico.
  14. Perché devi raccontare proprio QUESTA storia? Quale convinzione arde in te a tal punto da far divampare una storia? Questo è il cuore della questione.
  15. Se tu fossi il tuo personaggio, in questa situazione, come ti sentiresti? La sincerità conferisce credibilità persino alle situazioni più improbabili.
  16. Qual è la posta in gioco? Crea delle ragioni che spingano a tifare per i tuoi personaggi. Cosa succede se non ce la fanno? Proponigli degli ostacoli.
  17. Nessun lavoro va sprecato. Se non funziona, mettilo da parte e vai avanti – ti tornerà utile più tardi.
  18. Devi conoscere te stesso e la differenza che passa tra saper fare del tuo meglio e agitarti inutilmente. Creare una storia dipende dal mettersi continuamente alla prova, non da eccessivi perfezionismi e raffinatezze inutili.
  19. Le opportunità di mettere i propri personaggi nei guai sono fantastiche; le opportunità di tirarli fuori sono ingannevoli.
  20. Esercitati: prendi gli spezzoni di un film che non ti piace. Come li riorganizzeresti in un modo a te gradito?
  21. Devi identificarti con i tuoi personaggi e le loro situazioni personali, non puoi semplicemente scrivere ‘questo è figo!’. Cosa farebbe agire TE in un determinato modo piuttosto che un altro?
  22. Qual è l’essenza della tua storia? Qual è il modo più semplice di raccontarla? Se lo sai, puoi cominciare a costruirla partendo da qui.

Niente di nuovo, direte voi. Può darsi, ma la ex storyboard artist della Pixar non ha soltanto riportato alcuni dei suoi pensieri o dei propri colleghi, bensì un vero e proprio stile di concepire ed affrontare la narrazione stessa.

In tali 22 “regole d’oro” si possono facilmente individuare tre protagonisti: lo scrittore, il personaggio e lo storytelling stesso.

1. Lo scrittore

Innanzitutto emerge con una certa regolarità la consapevolezza che è richiesta da parte dello scrittore: che scriva libri, storyboard, post o infografiche non è determinante, l’importante è che in lui arda una convinzione tale da far divampare una storia (#14) che lo spinga a chiedersi perché debba raccontarla.

Può sembrare banale, ma saper focalizzare un obiettivo narrativo non è da poco, come riconosce più avanti tirando in ballo addirittura il mantra socratico “temet nosce”: devi conoscere te stesso e la differenza che passa tra saper fare del tuo meglio e agitarti inutilmente (#18).

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2. Il personaggio

Che cosa fa il personaggio secondo la Pixar? È colui che si ammira più per i suoi tentativi che per i suoi successi (#1), qualcuno con cui lo scrittore deve misurarsi costantemente per chiedersi: “Se tu fossi il tuo personaggio, in questa situazione, come ti sentiresti?” (#15) e renderlo più attraente per un pubblico ansioso di identificarsi in lui, dunque un personaggio critico (genera delle opinioni nei tuoi personaggi, #13), onesto (la sincerità conferisce credibilità persino alle situazioni più improbabili, #15), e messo a dura prova (#6 e #16), proprio come il suo creatore.

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3. Lo storytelling

E per finire, lo storytelling! A parere della Coats, va progettato a ritrosoinventati il finale prima di essere arrivato a metà (#7). Va finito a tutti i costi, anche se è incompleto o imperfetto (#8): “nessun lavoro va sprecato” (#17), dato che prima o poi tornerà utile. L’importante è conoscere qual è l’essenza della tua storia ed il modo più semplice di raccontarla (#22).

Il buon vecchio “C’era un volta…” a quanto pare funziona sempre (#4), unendo questo ai consigli sulla gestione dei blocchi creativi (fai una lista di cosa NON accadrà, #9), delle idee (scrivi la tua idea, #11) e degli spunti (scarta la prima cosa che ti viene in mente, #12 [...] sorprenditi)… esercitati pure sul tema della storia, ma non saprai mai di che cosa tratta finché non sarai arrivato alla fine. Perciò riscrivila (#3).

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A chi non capita di chiedersi come finire una storia, una volta iniziata? Dite la vostra, commentate e condividete! L’articolo finisce qui, ma la storia continua… ;)

di Francesco Dei Rossi

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