State of the Net 2013, gli interventi in sintesi

Non eravate a Trieste e non avete seguito il live streaming? Ecco cosa vi siete persi!

Anche quest’anno State of the Net ha portato un pò di buone idee a Trieste. Come l’anno scorso, la manifestazione è stata una vera sorpresa sia in termini di contenuto che di affluenza. La bella cornice del Molo IV ha sicuramente aiutato, ma il merito del successo è da attribuirsi al tema: la complessità.

Una tematica sicuramente difficile, che però è stata affrontata nel migliore dei modi grazie alla grande professionalità degli speaker. Dagli interventi della prima giornata, dedicata ai numeri e allo stato della rete sia a livello nazionale che mondiale, è emerso che il nostro paese ha bisogno ancora di qualche spinta per mettersi in pari con le altre grandi potenze. I keynote di Vincenzo Cosenza, social media strategist per Blogmeter, James Ktrechmar, director of technology per Akamai EMEA, e di Daniele Bernardi, solution engineer per Facebook, hanno delineato un quadro chiaro sull’evoluzione di Internet e dei social network: le nostre vite sono sempre più influenzate dalla rete e sta a noi decidere come utilizzare questo elemento a nostro favore.

Sembra un argomento semplice, ma non lo è. Dave Snowden, CEO di Cognitive Edge, ha ricordato come sia facile cadere nella banalità. La Rete non deve essere un luogo sterile e anonimo, dove andiamo solamente per iscriverci ai social network o a fare shopping, ma deve essere vista come uno strumento atto a potenziare il potere della collettività. La nostra mente deve giocare un ruolo importante in tutto ciò, Internet ci da la possibilità di accedere ad una vera e propria Agorà, in cui possiamo (e dobbiamo!) collaborare per creare progetti innovativi e utili al progresso della nostra comunità.

Anche il bellissimo talk “Using internal social business tools” tra Doc Searls (uno degli autori di Cluetrain Manifesto), Dave Snowden e Euan Semple (knowledge managment per BBC), ha sottolineato il fatto che la rete, ed in particolare i social media devono essere usati per aiutare a migliorare la comunità. I marketing manager non devono pensare solamente alla monetizzazione, ma devono iniziare a fornire contenuti utili e di qualità ai propri fan. I concetti di Marketing 3.0 e di Social Relationship Management proposti da Kotler si fanno sentire a gran voce anche durante il talk “Brands or fiends?”, durante il quale Daniele Bernardi ci ricorda con forza l’importanza della coerenza tra immagine online ed effettivo operato del brand.

A State of the Net la complessità non viene spiegata solo con grafici e parole, ma anche con la musica. Gigi Tagliapietra, noto imprenditore del settore delle tecnologie innovative, è riuscito a spiegare come dovrebbe essere la relazione tra aziende e consumatori con l’aiuto di Bach! Grazie alla performance del bravissimo musicista triestino Tullio Zorzet, Tagliapietra è riuscito a far capire al pubblico come ogni esibizione della stessa opera musicale sia diversa in base a moltissimi fattori. “Ogni interpretazione delle note è diversa, questo ci fa capire come ogni soluzione standard (in questo caso lo spartito musicale,n.d.r.) deve essere adattata al momento, alla persona e allo strumento“.

La seconda giornata è iniziata con degli interessanti interventi sulle possibilità offerte dal Cloud Computing e sui problemi collegati agli Open Data. Marco Zamperini aka Funky Professor ha deliziato i presenti con la sua presentazione sui tech toys e su come ormai le persone siano totalmente dipendenti da essi. A conclusione dell’argomento Jan Reichelt ha presentato Mendeley, di cui è co-founder, ovvero una della maggiori piattaforme mondiali per la collaborazione nel campo della ricerca. Mendeley sfrutta il Cloud per mettere a disposione le ricerche accademiche di tutto il mondo agli studiosi interessati, in modo da creare una rete di collaborazione tra i gruppi di ricerca.

Durante la conferenza si è anche parlato di politica. Pietro Speroni di Fenizio e Jon Worth sono riusciti a creare un’interessante conversazione sullo stato della politica mondiale e sul suo rapporto con la rete ed i cittadini. Passando per gli Indignados, la rivoluzione araba fino ad arrivare al Popolo Viola ed al Movimento 5 Stelle, i due studiosi hanno delineato uno scenario complesso e pieno di spunti di riflessione. E possibile realizzare un governo “di tutti”? La rete e l’Open Source possono sostituire i governi? In risposta a ciò, Worth ha lanciato la sua idea di network politico basato sulla cittadinanza in cui la vecchia concezione di “partito” come organizzazione gerarchica non esiste più!

L’ultima parte di State of the Net ha visto Carlo Petrini, presidente di Slow Food, parlare di complessità alimentare. Chiarito che “La gastronomia è biologia, chimica, genetica, storia, antropologia, economia: un fenomeno complesso”, Petrini ha poi sottolineato il fatto che un gastronomo deve avere un rapporto diretto con l’ecologia. L’approccio olistico che differenzia Slow Food infatti, si basa anche sulla fraternità: “Siamo tutti figli della madre terra” per questo motivo, bisogna collaborare attivamente in rete per migliorare il nostro pianeta.

I due giorni di conferenza sono stati veramente un successo; gli ospiti più geek si sono scatenati su Foursquare e su Twitter. Il risultato? Un bellissimo swarm badge e la soddisfazione di aver contribuito a mantenere #sotn13 trending topic per ben due giorni di seguito!
ps: Gigi Tagliapietra ha ricordato che “La musica muore dopo l’ultima nota”, speriamo non sia così anche per gli illuminanti spunti che gli speakers di State of the Net hanno dato!