StudentiFuori.it sbarca su Spotify [INTERVISTA]

Il blog italiano dedicato agli studenti fuori sede ha deciso di coinvolgere i lettori usando anche Spotify

La scorsa settimana abbiamo riflettuto su come i brand possano sfruttare il potenziale di Spotify.

Oggi approfittiamo della disponibilità di Roberto per scoprire il ruolo che può avere Spotify in una community come quella di StudentiFuori.it. Il blog, infatti, è il primo in Italia ad aver adottato Spotify per implementare l’esperienza offerta agli utenti.

Prima di tutto inizierei con una domanda generica per farvi conoscere anche a chi non ha ancora sentito parlare di voi. Spiegaci un po’ cos’è Studenti Fuori.

StudentiFuori.it è un blog ideato da Umberto Ciprì, studente fuori sede di IED Milano, per dare una mano agli studenti fuori sede ad ambientarsi nella città di adozione e ad abituarsi alla vita indipendente lontano da casa.

Come già detto a gennaio sempre su Ninja Marketing, il blog vuole essere un manuale di sopravvivenza per chi ha deciso di intraprendere gli studi in una città diversa da quella natale. Un “prezioso sito per imparare a vivere lontano casa” (come lo ha definito La Repubblica XL), dai toni informali, scritto da altri studenti, con possibilità di interazione. L’intenzione è quella di colmare lo spazio lasciato libero dagli atenei.

A differenza di altri blog, StudentiFuori.it fornisce informazione autentica, dal tono un po’ “cazzone”, da conversazione tra pari davanti alla macchinetta del caffè, mettendo ordine nel sovraccarico informativo, smorzando il tono anacronisticamente burocratico proveniente dai siti delle università, accompagnando lo studente anche nella vita casalinga e notturna.

Dicci qualcosa di te. Che ruolo ricopri tu nel sito?

Collaboro con il blog dal giorno della sua nascita e ho assistito a tutte le sue trasformazioni, dallo stadio iniziale di pubblicazione random di post scritti da cinque persone allo stadio attuale di redazione di 17 persone. Io sono il contributor di Pesaro-Urbino, fuori sede siciliano, e studio Comunicazione e pubblicità per le organizzazioni all’Università degli studi di Urbino “Carlo Bo”.

Cosa vi ha spinti a lavorare su Spotify?

Tutta la squadra si impegna quotidianamente a voler realizzare qualcosa che si allontani dall’editoria classica e che sia veramente utile e divertente per gli studenti italiani, facile da raggiungere grazie ai servizi che siamo abituati a usare quotidianamente online.

La fruizione top-down da autore a lettore non esiste più da parecchio e StudentiFuori.it vuole connettere sempre di più i suoi lettori, oltrepassando i confini (barricati) degli atenei italiani. Ogni giorno inoltre può spuntare una nuova piattaforma UGC che rielabori il concetto di partecipazione… e noi vogliamo essere lì, in particolare se al suo interno vagano tanti studenti senza un potenziale hub che possa permettere loro di scambiare informazione.

Ci siamo concentrati su Spotify perché non esiste studente universitario che non abbia almeno una canzone legata a un momento del suo percorso di studi. Il lancio della piattaforma in Italia ha risposto a un’esigenza che in redazione avvertivamo da tempo.

Non l’abbiamo fatto perché Spotify “fa figo”. Crediamo che si tratti realmente di un servizio completo, vicino alla nostra filosofia partecipativa, la stessa che a settembre 2012 ci ha spinti a raccogliere sul sito i contenuti taggati #studentifuori provenienti da Instagram.

Quali obiettivi vi augurate di raggiungere con l’implementazione di Spotify?

Maggiore coinvolgimento dell’utente. Spotify non farà miracoli di alcun tipo e, come Facebook, Twitter e Instagram, non è il fine, ma solo un mezzo. E’ uno dei primi passi necessari per mettere in piedi qualcosa che completi a trecentosessanta gradi il concetto di “manuale di sopravvivenza per studenti fuori sede”. Spotify non è l’apice, ma un bel punto di partenza.

In che modo cambierà l’esperienza e il coinvolgimento degli utenti che vi seguono?

La fruizione di StudentiFuori.it sarà multimediale e si estenderà anche ai momenti il cui il lettore non ci legge. Non a caso, le playlist del blog sono collaborative e dedicate a momenti della giornata in cui il lettore non visita il nostro sito (studio pre-esame, appuntamenti amorosi, pulizie, cucina…). L’utente può aggiungere liberamente i suoi brani preferiti e ascoltarli in ogni momento della giornata insieme ad altri brani inseriti da lettori sparsi per l’Italia, in altri atenei.

L’elenco completo delle playlist di StudentiFuori.it si trova qui.