5 consigli per la vita digitale del nuovo Papa

Semplici consigli per non disperdere l'"investimento digitale" fatto durante il pontificato di Benedetto XVI

E’ iniziato ieri il conclave, che ha riunito 155 cardinali della Chiesa cattolica romana da tutto il mondo all’interno della Cappella Sistina per l’elezione del nuovo Pontefice, a seguito delle storiche dimissioni di Papa Benedetto XVI

Quello che verrà a giorni sarà, con tutta probabilità, il papato più digitalizzato della storia, grazie soprattutto all'”eredità digitale” che Benedetto XVI ha lasciato al suo successore. Idee nate dall’esigenza per la Chiesa Cattolica di comprendere come uscire da un periodo di “crisi” nella fede, determinata da una gestione a volte poco trasparente della sua comunicazione.

Come spesso accade, il web e i social network possono essere la risposta giusta. Non è un caso che tra molti cardinali la presenza “social” non sia affatto una novità.

Luis Antonio Tagle, Arcivescovo di Manila, è il porporato con il maggior numero di attività sui social media: ben 104.707, il 53% di quelle totali, ottenute soprattutto grazie al grande seguito su Facebook della sua pagina dedicata alla trasmissione televisiva in cui commenta le letture. L’Arcivescovo di New York, Timothy Dolan, è invece al secondo posto, grazie principalmente alla sua attività su Twitter in cui commenta gli accadimenti quotidiano relativi alla Chiesa Cattolica.

Ecco perché il nuovo Papa non potrà essere da meno, e dovrà fare di tutto per far fruttare l’investimento digitale del suo predecessore.

1. Sfruttare l’audience di YouTube

Lo strumento è pronto: “The Vatican“, il canale Youtube ufficiale del Vaticano, conta già oltre 3.300.000 visualizzazioni per i suoi video. Anche l’audience non manca: nel mondo ci sono più di un miliardo di cattolici, la maggior parte dei quali vive in America Latina, Africa e Asia. Difficile per loro essere in Piazza San Pietro, o seguire sempre gli appuntamenti con la vita del Pontefice.

Ecco che quindi grazie al web il Papa potrebbe entrare davvero nelle case di tutto il mondo ed in ogni momento: messe in streaming, oppure veri e propri appuntamenti quotidiani come in un vero e proprio vlog. In questo modo si avvicinerebbe una fascia di fedeli fin’ora mai toccata (e forse proprio per questo poco interessata) dagli argomenti della Chiesa.

2. Proseguire con Pontifex

Sede Vacante“, l’attuale nome affidato all’account Pontifex su Twitter, durerà ancora poco.

Il Vaticano ha fatto sapere che sarà il nuovo Papa a decidere se proseguire nell’avventura digitale avviata da Benedetto XVI, senza alcuna pressione. Sarebbe però davvero un delitto “bruciare” il lavoro dell’attuale Pontefice Emerito, che ha già raccolto oltre 1.600.000 follower.

Un meccanismo di comunicazione immediato come Twitter può essere lo strumento più efficace di tutti per lanciare messaggi forti, chiari, anche riferiti alla più stretta attualità.

3. Attrarre un pubblico più giovane

La maggiore frattura tra la Chiesa Cattolica e i suoi fedeli si ha principalmente con le fasce d’età più giovani.

In un epoca veloce, dove l’informazione viaggia in frazioni di secondo e c’è una costante iperattività, è sempre più complesso far sì che un ragazzo molto piccolo segua o si interessi alla messa domenicale. Anche nelle scuole, l’insegnamento della Religione Cattolica porta pochi frutti perché spesso la si considera come “ora libera”, nonostante possa invece essere un momento per migliorare e far progredire il proprio pensiero critico verso argomenti tanto importanti.

E-book dedicati, insegnamento a distanza, contenuti stimolanti: se la Chiesa vuole ritrovare il pubblico più giovane deve andargli incontro stimolandone la curiosità.

4. Aprirsi ai nuovi media

C’è tanto da imparare sul mondo della Chiesa Cattolica. Oltre a Youtube, Twitter, le App e i contenuti multimediali ci sono tanti altri strumenti con i quali coinvolgere audience e far percepire interesse.

Pinterest, ad esempio, è uno strumento fenomenale per condividere contenuti grafici con tutto il mondo: perché allora non aprirsi alla condivisione dei dettagli architettonici delle meraviglie contenute nella Città del Vaticano? O magari tenere traccia dei viaggi nel mondo del Pontefice, pubblicare citazioni e riferimenti culturali legati agli scritti ecclesiastici o addirittura passi della Bibbia che possano essere una fonte d’ispirazione per il pubblico che quotidianamente si affida a questo social network?

5. Sperimentare

La tecnologia progredisce costantemente, così come i social network ed il mondo digitale in genere.

E’ probabile che il Vaticano sia arrivato con un po’ di ritardo in questo contesto, e ora è importante non perdere ulteriore terreno. Una figura di riferimento come il Papa che incoraggia la tecnologia, i nuovi media e l’informazione digitale è una risorsa preziosissima per il nostro paese e per tutto il mondo in generale.

Sperimentare è la migliore possibilità per la Chiesa per recuperare credito e visibilità, ovviamente contestualmente ad un chiarimento circa le posizioni più discusse con le quali oggi la Chiesa va a confrontarsi.

Ma da qualche parte si dovrà pur iniziare: perché non farlo da un Tweet? :)

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