IndaBox: la rete di bar presso cui fare spedire gli acquisti online

Intervista a Giovanni Riviera, founder di IndaBox assieme a Michele Calvo e Mariano Abbona

Quante volte vi è capitato di tornare a casa la sera e trovare l’avviso di mancato recapito di un pacco con la scritta “destinatario assente”? Per non parlare delle giornate “d’ansia” perchè ci si fa spedire qualcosa in ufficio (non sempre presidiato, essendo molti di noi liberi professionisti) e proprio nel giorno della consegna un cliente ti chiama nella sua sede per una riunione improrogabile. Proporio da questi disagi è nata l’idea IndaBox.

I tre founder, comprando spesso online, hanno infatti sempre avuto il “bisogno latente” di avere un posto comodo e sempre a disposizione dove far spedire i loro acquisti e hanno quindi identificato nei bar il luogo più efficace. Facciamoci dunque raccontare da Giovanni Riviera come funziona il loro servizio.


Cos’è IndaBox

IndaBox è un servizio che agevola il processo dell’acquisto online; è fondamentalmente una rete di Bar presso i quali è possibile far spedire i propri acquisti, con un semplice click.

I Bar sono infatti la tipologia di impresa più diffusa sul territorio nazionale, il che consente di realizzare una rete davvero capillare, facendo sì che ogni utente possa trovare un Bar comodo presso il quale far spedire i propri acquisti. Il servizio si concretizza nel sito www.indabox.it

Con questo servizio nel primo mese abbiamo raggiunto 250 utenti registrati, 33 bar/punti di ritiro coinvolti e 100 spedizioni segnalate tramite sito.

Da chi è composto il team?

Il team è composto dai tre soci, ma soprattutto tre amici che lavorano attivamente al progetto:

Giovanni Riviera: laureato in economia aziendale, mi occupo della parte IT e della parte di ADV più operativa; ho un background in una grande azienda di comunicazione per la piccola e media impresa (SEAT Pagine Gialle) e da 3 anni mi sono messo in proprio aprendo un piccolo studio di web design e web marketing;

Michele Calvo: background nella comunicazione, lavora in Saatchi & Saatchi come account director; ha sempre lavorato nel mondo della comunicazione; per indabox si occupa proprio dei temi strategici legati all’advertising, sia dal punto di vista creativo che di pianificazione media;

Mariano Abbona: background nell’area commerciale, è un imprenditore che opera nel settore delle materie prime per l’industria dolciaria; laureato in economia aziendale, per indabox si occupa delle relazioni con la rete dei bar e gestisce le dinamiche commerciali; è il responsabile della forza vendita.

Ci conosciamo da 20 anni e abbiamo avuto la fortuna di avere competenze molto diverse e complementari; questo ci ha consentito di entrare sul mercato in modo rapido.

Come funziona il modello di revenues?

Il modello di revenues ha due componenti:
A) Componente variabile: per ogni consegna che viene effettuata tramite IndaBox, una piccola quota viene “trattenuta” da IndaBox; in sostanza sul totale che viene pagato dall’utente al Bar, 0,5€ spettano ad IndaBox (La cifra è un’indicazione di massima che necessita ancora di alcune verifiche sui numeri prima di poter stabilirle con precisione). Attualmente, essendo in fase di lancio, questa quota non è contemplata (il periodo di promo durerà ancora diversi mesi, al fine di agevolare la costruzione della rete ed il coinvolgimento/building dell’utenza).

B) Componente fissa: ogni bar per essere parte del network IndaBox, corrisponde una piccola fee mensile (probabilmente attorno ai 10€) in cambio del servizio che Indabox consente di offrire (incasso di 3€ che spetta loro per ogni consegna, visibilità verso il pubblico, piattaforma tecnologia, utenti che arrivano nel bar grazie ad IndaBox).

Attualmente, anche con i Bar, siamo in fase promozionale; tutti i bar attualmente coinvolti non pagano alcuna fee. L’obiettivo è sviluppare contestualmente rete dei bar ed utenza, in modo da garantire un numero minimo di spedizioni verso ciascun bar, e quindi avere più probabilità di convertire i Bar in veri e propri “paganti/clienti”.

Avete trovato difficoltà nel coinvolgere i bar?

Con i bar gestiti da persone giovani l’approccio non è difficile; sono molto più “open” e capiscono immediatamente l’innovatività e la valenza del servizio; con i bar gestiti da persone più anziane, meno abituate ad internet ed al modo di pensare “web”, le difficoltà sono molto maggiori.

5) Quali sono i prossimi passi?

I prossimi passi sono:
– trovare investitori che fungano da acceleratori all’espansione;
– incrementare la pressione dell’ADV;
– differenziare la fee da far pagare all’utente in base alla dimensione del pacco inviato;
– allargare la rete a livello geografico.
Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, atttualmente il servizio è attivo solo sulla città di Torino; il prossimo passo è dunque proprio relativo all’ampliamento del servizio a livello geografico, iniziando dalla provincia di Torino, arrivando a Milano, fino a coprire tutto il territorio nazionale.

Ricordiamo quindi che tutti i bar possono provare gratuitamente IndaBox, con un periodo di prova di 4 mesi totalmente gratuiti. Se siete interessati potete aderire online, direttamente sul sito, compilando una semplice form.