Red Bull: quando il “VIP trip” si trasforma in un incubo

L'azienda austriaca offre un "Vip trip" che di vip ha ben poco ai vincitori di un contest.

Massimo Sommella

Editor & Project Manager Ninja Marketing

Non è tutto oro quel che luccica. Da sempre abbiamo lodato le iniziative del brand Red Bull ma come per tutti anche il marketing dell’azienda austriaca ha mostrato qualche falla.

Il contest lanciato dall’azienda recitava “Vinci un VIP trip per il Gran Premio di Formula1 in Belgio”. Tutto si sarebbero aspettati i due fratelli vincitori del contest fuorché viaggiare con una compagnia low cost, pernottare in uno spa hotel senza spa, condividere un letto matrimoniale e lasciare la gara prima della fine.

Invece di avere un volo diretto per Bruxelles, ai due fratelli infatti è stato offerto un volo low cost su Colonia (Germania) e hanno poi dovuto raggiungere con mezzi propri l’hotel in Olanda.

L’hotel in questione, secondo il contest “un quattro stelle di lusso con Spa” non solo non si trovava nel paese della gara, ma non offriva alcun centro benessere al suo interno. Inoltre i due fratelli non hanno potuto richiedere letti separati.

Una volta arrivati al circuito del Gran Premio i due fratelli non hanno trovato alcun pass VIP ad attenderli ma sono stati sistemati in tribuna coperta assieme ad altri migliaia di fan. I due inoltre hanno dovuto lasciare prima la gara per esser sicuri di raggiungere in tempo l’aeroporto e prendere il volo di ritorno, questa volta da Bruxelles.

L’ Advertising Standards Authority (ASA) dopo aver ricevuto il reclamo dei due “vincitori” ha fortemente criticato Red Bull per la dicitura errata del contest e per non aver specificato chiaramente che il viaggio, oltre i voli, dovevano organizzarlo da soli.

Red Bull dal canto suo ha tenuto a specificare che mai nessuno ha parlato di biglietti VIP ma che la dicitura VIP faceva riferimento ad “una delle più prestigiose gare in calendario della Formula1” e all’intero pacchetto riservato ai vincitori (voli più hotel 4 stelle).

L’ASA ha però chiarito che la dicitura VIP è legata ad un trattamento esclusivo o comunque “non standard” e che quindi i due fratelli hanno interpretato correttamente la comunicazione Red Bull supponendo di ricevere un volo di linea e biglietti VIP.

Le risorse messe a disposizione dal brand non si sono rivelate adeguate a gestire la promozione in maniera equa ed efficiente” – ha concluso l’ASA – aggiungendo che la dicitura “Vip trip” ha violato il codice ASA.

Per ora Red Bull ha offerto un compenso ai vincitori solo per il fatto di aver dovuto abbandonare la gara prima della fine.

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