Microsoft accusa Gmail di spiare gli utenti

Strategia aggressiva per l'azienda di Redmond che sceglie di attaccare frontalmente Google sulla questione della privacy per spingere gli utenti ad usare il suo nuovo Outlook.com

Puntare sulle caratteristiche distintive del prodotto per sottrarre quote di mercato a quel colosso da 425 milioni di utenti che è Gmail sarebbe stato poco incisivo. Allora meglio giocare duro tentando di mettere in cattiva luce l’avversario.

Deve essere stata questa l’idea dei creativi di Microsoft impegnati nell’ideazione dello spot per il lancio di Outlook.com, il nuovo servizio di posta elettronica che entro l’estate prossima sostituirà completamente Hotmail.

“Non farti fregare da Gmail” (Don’t get scroogled by Gmail) è l’idea sui cui è costruito tutto lo spot. Protagonisti una coppia di giovani: controllando la posta, Jeff nota all’improvviso un annuncio pubblicitario molesto. Susan gli spiega prontamente che Google scandaglia ogni sua mail per offrigli pubblicità mirate. Tutto molto diretto, semplice e didascalico.

Intervistato da Adweek.comStefan Weitz, senior director dei servizi online di Microsoft, ha dichiarato:

“Abbiamo osservato cosa sta accadendo a Google con le gaffe sulla privacy. È una questione che non prendono chiaramente sul serio come dovrebbero. È importante che i politici lo notino”

Lo spot di Microsoft ha infatti una doppia ambizione: incidere sulla percezione del consumatore medio che, nella maggior parte dei casi, vive beatamente ignaro dei pericoli che Gmail può costituire per sua la privacy, ma anche sensibilizzare lobby e politici di Washington.

Lo spot è dalla sua parte confortato dai dati statistici. Secondo un sondaggio commissionato dalla stessa Microsoft risulta infatti che il 70% degli utenti non era a conoscenza dell’utilizzo da parte di Google dei dati presenti nelle email private per la profilazione pubblicitaria e che l’88% disapprova la pratica.

A supporto della campagna Microsoft ha creato un apposito sito, www.scroogled.com, e ha pianificato inserzioni pubblicitarie sulle maggiori testate nazionali come il Wall Street Journal e il New York Times.

Il sito incoraggia le persone a commentare su Twitter, a condividere le loro esperienze, sottoscrivere una petizione contro Google e ovviamente passare al più rispettoso Outlook.

La risposta del re dei motori di ricerca non si è fatta attendere. Contattata da ABC News in merito all’iniziativa di Microsoft, Samantha Smith, portavoce dell’azienda ha dichiarato.

“La pubblicità fa sì che sia Google che molti altri servizi offerti siano gratuiti. Lavoriamo duramente in modo che le inserzioni siano sicure, non intrusive e rilevanti.”

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