Dell in crisi: comprata da Microsoft per 24 miliardi

I cali sulle vendite di pc segnano la crisi nel mondo informatico, al punto che Dell prende la decisione di lasciare la Borsa

Approvato l’accordo da 24,4 miliardi di dollari raggiunto ieri da Michael Dell, Silver Lake e Microsoft con i finanziatori.
Dell, che è terzo produttore mondiale di pc, lascia il Nasdaq dopo 25 anni: esordiva nel 1988 con un’Ipo da 30 milioni, dopo soli 5 anni dalla sua fondazione, e nel 2012 dichiara la crisi, segnata da un calo di vendite di Pc del 3,5%, spiegata dal mercato in crescita di tablet e smartphone, facendosi infine acquisire da Microsoft con una valutazione inferiore della metà rispetto a 5 anni fa.

La crisi della società era già iniziata nel 2007, quando il suo fondatore aveva deciso di lasciare il ruolo da Ceo, azione che venne evitata proprio per non permettere al gruppo di precipitare.
Michael Dell però iniziava a pensare ad una profonda trasformazione dell’intera struttura aziendale per rivolgersi ad un nuovo mercato, passando dalla produzione di pc all’offerta di tecnologie e servizi per le Pmi. Esempi di operazioni del genere provengono dalle scelte di Ibm e Hewlett-Packard, esperienze fortunate verso cui Dell si orienta.
Ma la trasformazione non sarebbe stata possibile senza divincolarsi dalla Borsa, così si è finalmente giunti all’accordo.

A finanziare il debito sono Bank of America Merrill Lynch, Barclays, Credit Suisse e Rbc Capital Markets: si tratta della più grande operazione di LBO dall’inizio della crisi, su cui Dell è pronta a scommettere il rilancio della compagnia.