Facebook sostituisce "Subscribe" con "Follow": cosa si cela dietro questo cambiamento?

Proviamo a capire le vere intenzioni che hanno spinto Facebook a introdurre il "Follow" al posto del "Subscribe".

La notizia è di qualche giorno fa, ed è di quelle che aprono più di un argomento di discussione tra appassionati ed addetti ai lavori: Facebook è in procinto di sostituire il tasto “Subscribe” (in Italia “Ricevi Aggiornamenti”) con quello “Follow”.

“Mercoledì scorso abbiamo iniziato l’aggiornamento del termine ‘sottoscrivi’ per farlo divenire ‘segui’ in tutto il sito, perché lo troviamo un termine che suona meglio per le persone che utilizzano il servizio. Niente cambia sul funzionamento della funzione.”

Queste le parole di un portavoce di Facebook alla NBC News e che, ovviamente, hanno generato un immediato richiamo al rivale per eccellenza di Facebook, Twitter, che utilizza il termine “Follow” fin dalla sua nascita.

Un percorso già avviato da tempo

L’introduzione del concetto di “follower”, però, non è una novità assoluta per Facebook. Infatti, già durante la scorsa estate sul blog degli sviluppatori venne pubblicata una guida per Open Graph su come sviluppare un’azione di “Follow” dei propri amici sulle applicazioni sociali di siti esterni a Facebook senza la necessità di scaricarle.

Nel Settembre 2011, poi, il team di Mark Zuckerberg ha introdotto il pulsante “Ricevi gli aggiornamenti”, uscendo di fatto per la prima volta da un’area di condivisione “familiare” ed estendendo la rete di contatti che è possibile costruire sul social network, prima limitati al numero massimo di 5.000 amicizie. Con la sottoscrizione, quindi, si è superato il concetto per il quale Facebook nasceva per ricongiungere vecchie amicizie o crearne di nuove introducendo il concetto di “interesse”, soprattutto verso i personaggi pubblici presenti sul social network.

Il recente cambiamento semantico, che entro qualche settimana sarà completato, completa il percorso intrapreso da Facebook ed ha effettivamente senso: ci si “iscrive” ad un club, una palestra, una mailing list, mentre si “seguono” giornalisti, musicisti o rappresentanti politici.

I risvolti nella “guerra” con Twitter

Un cambiamento che appare quindi insignificante, ma che in realtà richiama una situazione di contrasto molto più profonda. Difficile, infatti, credere che questo shift sia stato annunciato “casualmente” lo stesso giorno in cui sono scomparse su Twitter le anteprime delle immagini di Instagram (di proprietà di Facebook). In realtà, appare più come una doppia risposta da parte di Mark Zuckerberg, già preannunciata quando parlammo dell’intenzione di Twitter di introdurre dei filtri alle proprie foto.

Un piccolo cambiamento dai grandi risvolti, sia perché la risposta di Twitter non tarderà ad arrivare, sia perché il processo di apertura di Facebook verso una concorrenza sempre più agguerrita a Twitter su struttura e contenuti sembra appena iniziata. A chi la prossima mossa?

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