A lezione di Mobile Games: la parola a Giordano Bruno Contestabile [INTERVISTA]

Come monetizzano le gaming app? Quali sono i trend per il 2013? Lo abbiamo chiesto ad un esperto!

Si parla sempre più spesso di app e di mobile marketing, ma sempre poco di uno dei mercati di punta del mobile: i videogiochi. Ne parliamo con Giordano Bruno Contestabile, Executive Producer alla PopCap Games, game company americana famosa per aver creato casual games come Plants Vs Zombies, Bejeweled e Zuma.

Giordano si occupa di strategia, sviluppo prodotto e marketing per il brand Bejeweled. Nel 2011 PopCap Games è stata acquisita da Electronic Arts, leader mondiale del mercato dei videogames.

Buongiorno Giordano. Da dove deriva la tua passione per il gaming? Come ti sei avvicinato a questo mondo?

Ho ricevuto il mio primo computer (un VIC-20) nel 1981. Avevo 4 anni, e immediatamente l’ho utilizzato nel modo più utile che conoscessi: giocare ai videogiochi. Naturalmente, all’epoca i giochi erano quantomeno primitivi e dovevano essere caricati da cassetta, quando non era addirittura necessario copiare il codice sorgente da una rivista.

In seguito, ho posseduto un Commodore 64, Amiga 500 (con modem, che mi premise di scoprire il mondo delle BBS, prima che Internet prendesse il sopravvento) e una serie di PC, tutti utilizzati per giocare. Tale è la mia passione che, mentre ancora frequentavo l’università, il mio primo lavoro fu come giornalista per riviste di videogiochi italiane come The Games Machine e PC Game Parade. Da allora, ho sempre lavorato nel settore, in particolare nel mobile gaming.

In Italia il gaming non è ancora visto così seriamente, anche se alcune aziende “indie” Dreampainters, Tinycolossus, Molleindustria stanno facendo grandi cose. Come mai?

Purtroppo, in Italia l’industria videoludica non ha mai preso piede, con la presenza di alcune aziende di distribuzione e di sviluppatori per conto terzi, ma non abbastanza per creare un ecosistema di successo.

Da anni, gli italiani che vogliono lavorare nel settore devono emigrare e cercare lavoro in aziende con sede in paesi come il Canada, l’Irlanda o la Germania, dove esistono le condizioni per la crescita dell’industria dei videogiochi: governi che attraggono aziende con detrazioni fiscali e incentivi, un sistema di visti di lavoro agevolati, università che propongono corsi specializzati, un mercato del lavoro flessibile… Le condizioni sono tante e, purtroppo, l’Italia non ne soddisfa nessuna.

Il successo di “indie” italiane è estremamente incoraggiante e penso che possa generare un maggiore interesse nello sviluppo di videogiochi in Italia, ma, a meno che il settore non sia finalmente visto come un mercato ad alto potenziale e incentivato a crescere rapidamente, penso che l’Italia rimarrà sempre alla periferia del mercato. È un vero peccato, dato che ci sono tantissimi Italiani di talento che lavorano all’estero nei videogiochi che sarebbero anche disponibili a rientrare se ci fossero le condizioni.

Quali sono i nuovi trend del mercato dei mobile games? Html5 o altre piattaforme di sviluppo clossplatform penetreranno ancora di più il mercato per integrare console, browser e mobile?

A mio parere i trend principali nel gaming sono: connected, mobile, social , cross-platform. Penso che cross-platform in particolare sarà il trend più importante dei prossimi anni, dato che l’obiettivo principale delle aziende di videogiochi è di essere in grado di raggiungere gli utenti ovunque si trovino e di fornire esperienze di gioco adeguate ad ogni momento della giornata.

La maggior parte di noi sta già giocando sul cellulare sull’autobus andando al lavoro, al computer in ufficio o sul divano di fronte alla TV: il prossimo passo è quello di connettere tutte queste esperienze in un unico universo. HTML5 e altre tecnologie promettono di rendere più facile lo sviluppo di giochi multipiattaforma, ma a mio parere sono solo una soluzione parziale, in quanto ritengo che l’esperienza di gioco debba essere adattata alle diverse piattaforme (invece che replicata) e che almeno per il momento applicazioni native abbiano un vantaggio significativo rispetto al web in termini di qualità e velocità.

I titoli in borsa di Zynga stanno crollando: è la fine del “social” gaming, o semplicemente la gente si annoia quando le meccaniche di gioco/monetizzazione vengono riproposte all’estremo?

Non posso commentare rispetto alla performance di altre aziende, naturalmente, ma non penso che quanto stia accadendo in borsa sia un segnale della fine del social gaming, in quanto giocare con amici o comunque altre persone è un istinto naturale che non passerà mai di moda.

Ritengo, invece, che sia in atto una transizione dalla prima generazione di giochi “social”, con meccaniche semplicistiche e un focus sul modello di business invece che sulla qualità del gioco, a una nuova generazione di giochi che utilizzano il “social” per rendere l’esperienza più coinvolgente e divertente. Inoltre, penso che l’esplosione del mobile gaming in termini di bacino utenti (più di un miliardo di persone giocano sul cellulare o su tablet) e utilizzo cambierà radicalmente il mercato.

Immaginiamoci un attimo il futuro: come vedi il mondo videogiochi tra 10 anni?

È difficile immaginare come sarà il mondo dei videogiochi tra 10 anni, anche perché il mercato è cambiato completamente negli ultimi 5 e penso che nessuno nel 2007 si sarebbe aspettato un’evoluzione così rapida.

In ogni caso, penso che tra 10 anni mobile sarà di gran lunga la piattaforma dominante per i giochi e che utilizzeremo I nostri cellulari anche per giocare in TV, trasferendo giochi sul grande schermo e usando il telefonino come metodo di controllo: in tal senso, penso che non avremmo bisogno di hardware dedicato o console.

Inoltre, avremo giochi personalizzati in base alla nostra esperienza e alle nostre preferenze ed emergeranno giochi multipiattaforma dove esperienze di gioco differenti su ogni piattaforma saranno connesse per creare un universo in costante evoluzione, dove le scelte di ogni singolo giocatore influenzeranno gli eventi per tutti gli altri.

La monetizzazione delle app è sempre più orientata all’in-app purchase. E’ un trend che reggerà?

Assolutamente sì. Il modello di business freemium funziona perché rimuove la barriera d’ingresso per gli utenti, che possono provare il gioco e poi decidere se vogliono continuare a giocare, ed eventualmente effettuare transazioni nell’app.

Questo ha permesso al mercato di raggiungere dimensioni che precedentemente sembravano impossibili. Basti pensare che fino a qualche anno fa era necessario spendere da 20 a 50 Euro per compare un gioco, mentre ora è possibile provare migliaia di giochi senza spendere un Euro! Ritengo che tra qualche anno la maggior parte dei giochi, su ogni piattaforma, sarà gratis con la possibilità di effettuare transazioni in-app. Come giocatore ne sono estremamente contento, dato che il risultato sarà una scelta di giochi molto più ampia.

Cosa consiglieresti ai nostri lettori che vogliono provare a lanciarsi nel mercato mobile con una propria startup?

Il settore dei giochi mobile è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni, e crescerà ancora di più nei prossimi, quindi ci sarà sicuramente spazio per molte start-up, alcune di esse sicuramente italiane. Il mio messaggio quindi è: se avete un team all’altezza, un’idea e soprattutto una grandissima passione per i video giochi, non aspettate oltre… Il mondo vi aspetta!