Otto storie di crowdsourcing, sul web il bene vince contro il male

Le donazioni online ci spiegano quanto sia veloce e facile aiutare chi ha bisogno

Il  crowdsourcing è una metodologia di collaborazione con  la quale le imprese chiedono un contributo attivo alla rete ( attraverso delle open call), delegando ad un insieme distribuito di persone, che si aggregano attorno ad una piattaforma web, lo sviluppo di un progetto o, come negli esempi che vi riporterò fra poco, la partecipazione a campagne di beneficenza. Di seguito otto storie di vera e propria gentilezza ottenuta con il crowdsourcing, così come le racconta Fast Company.

KAREN KLEIN VA IN VACANZA

Karen Klein è vedova da 17 anni, lavora in una scuola media a Greece negli Stati Uniti e vive una vita di rinunce a causa del suo unico, basso stipendio. Un giorno, mentre si recava al lavoro è stata vittima di pesanti violenze verbali da parte degli stessi bambini con cui lavorava ogni giorno. Il mondo di internet è venuto a conoscenza di questa brutta storia a causa di un video, girato e messo online dagli stessi bambini, in cui si vede Karen mentre viene ripetutamente offesa per ben 10 minuti! Il popolo del web non ha potuto non dire niente, quindi è subito partita una vera e propria corsa alla solidarietà per aiutare Karen a dimenticare l’accaduto. Max Sidorov, un cittadino comune del Canada,  lanciò la campagna “Regala una vacanza a Karen H. Klein”, sul sito IndieGoGo. In poco più di 48h il sito raccolse più di 500,000$ grazie a 24,000 donatori, molto più dei 5,000$ a cui voleva arrivare! Più di 6.000 persone firmarono anche una petizione su Change.org in cui chiedevano a Barack Obama di cancellare le tasse sul capitale raccolto per Karen.

 

BEARLOVE E’ BUONO. IL CANCRO NO

La questione nacque con la pubblicazione illegale delle strisce comiche di Matthew Inman da parte del sito FunkyJunk. Inman denunciò subito l’accaduto, ma ottenne solo la minaccia di una causa federale se non fosse arrivato a un patteggiamento che prevedeva il versamento da parte dell’autore di 20,000$.  Matthew patteggiò, ma decise di raccogliere i soldi tramite donazioni e devolvere poi la somma alla National Wildlife Federation e alla American Cancer Society. Il popolo di internet, non esitò a partecipare e soddisfò la richiesta in soli 64 minuti! Alla fine la campagna “BearLove Good. Cancer Bad” raccolse 210,294$ permettendo così a Inman di allargare la lista dei beneficiari della somma di altre due o tre enti.

QUALCOSA SULL’ABORTO

Maggie Koerth-Baker,  editore scientifico di BoingBoing, scrisse un’emozionante post in cui condivise i suoi pensieri e i suoi dubbi sull’aborto. I suoi pensieri sbarcarono su Twitter ed ebbero un gran numero di condivisioni e commenti, ben 260 solo sulla pagina di BoingBoing. La conversazione che portò avanti su Twitter fu di aiuto per moltissime persone che si trovavano davanti alla difficile scelta.  Maggie, dopo i tantissimi feedback ricevuti, scrisse “Grazie a tutti quelli che hanno offerto supporto e hanno condiviso le loro storie. Questa esperienza è stata molto importante per me” Concluse con: “ Internet, I <3 you!”

XENI JARDIN CONDIVIDE LA SUA VITA

Xeni Jardin, co-fondatrice ed editor del sito BoingBoing, stava tweettando dall’ospedale in cui stava facendo una mammografia quando scoprì di avere il cancro. Una settimana dopo, postò un toccante intervento in cui incoraggiava le persone affette dalla malattia a confrontarsi e a parlare di come si potesse affrontare al meglio la malattia. Il popolo di internet rispose con grande supporto e incoraggiamento, ben 599 commenti! Jardin continuò a tweettare le sue esperienze giornaliere nonostante le difficoltà legate alla malattia.

MIKE BLOCK VUOLE SOLO 9 DENTI

Il musicista Mike Block venne investito da un taxi a Manhattan mentre attraversava la strada, si ruppe 9 denti e si danneggiò la mascella. Per pagare la sua parcella medica di ben 70,000$ il cantante, senza assicurazione sanitaria, indette una campagna tramite IndieGoGo. Offriva lezioni di musica, concerti in casa, canzoni personalizzate e altro in cambio di denaro per pagare una parte del debito di 17,000$. Raccolse tutti i soldi in sole 24h e ben 48,001$ alla fine della sua campagna! Così il musicista potè sistemare i denti e, dopo un pò di tempo, completò anche un nuovo album, originariamente intitolato “Tooth”, ma poi rinominato “Brick By Brick” per sottolineare l’importanza della partecipazione del web.

UNA BANANA SPLIT PER RYAN ROBERTS

Ryan Roberts aveva solo 21 mesi quando i medici gli diedero solo una settimana di vita a causa di un disturbo congenito al cuore. Un amico della famiglia Roberts decise così di dare vita a una pagina su Facebook sulla malattia di Ryan, in cui era contenuto un messaggio molto importante per la famiglia del piccolo “Il loro unico desiderio era quello che tutti potessero avere una banana split per cena, perchè il loro piccolo non potè mai averla”. Il co-organizzatore della pagina decise di  creare un Banana Split Party, e così fece. L’evento online venne realizzato il 7 giugno e subito, quasi 50,000 persone vi “parteciparono”. Questa iniziativa dette coraggio ai genitori di Ryan, “vedere tutte quelle famiglie e quelle facce felici attorno a una banana split mi aiuta ad andare avanti” disse Diane Roberts a TODAY Moms.

AVETE VISTO QUEST’UOMO?

Quando il regista anticonformista John Waters decise di viaggiare  negli Stati Uniti in autostop per girare il suo nuovo film “Carsick” volle condividere le sue esperienze tramite Twitter e Instagram. Grazie ai social la sua iniziativa ebbe un’enorme visibilità  e in tanti si offrirono di portalo in giro per terminare il suo viaggio. Al termine del suo viaggio il regista soddisfatto disse “ E’ stata un’esperienza unica e meravigliosa, erano tutti gentilissimi”!

AIDAN HA LA SUA BANDA

Quando ad Aidan Jack Seeger di 6 anni, venne diagnosticata la ALD, una grave malattia terminale, i suoi genitori non avevano idea di cosa stesse uccidendo il loro figlio. Dopo la terribile notizia, decisero di creare un sito e una pagina Facebook per poter avere informazioni, scambiare consigli con altre persone affette dalla malattia e condividere le loro storie. Iniziarono anche una campagna pubblica in cui veniva chiesto di sensibilizzare le persone a far controllare i proprio figli alla nascita, in modo da evitare di scoprire troppo tardi la malattia. I contenuti delle pagine su Aidan si viralizzarono in modo impressionante, portando la famiglia a decidere di estendere la campagna anche nel mondo offline con poster, banner, cartelloni e disegni artistici che vennero poi messi all’asta a New York. Purtroppo, dopo un pò di tempo Aidan venne a mancare, ma la sua memoria rimane viva ancora oggi grazie al grande lavoro della “banda” Seeger e dei loro sostenitori.

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