Twitter e terremoto: come la solidarietà cavalca la social sfera

Twitter diventa sempre più un potente strumento di comunicazione, soprattutto nei momenti di crisi

Francesco Gavatorta
Francesco Gavatorta

Editor Social @Ninja Marketing

Avevamo già osservato nei mesi scorsi come la social sfera fosse diventata recettiva alle grandi catastrofi naturali: dal terremoto a Torino (di cui avevamo parlato nel post Terremoto a Torino, la notizia corre sui social) della scorsa estate fino al recente Tsunami in Indonesia (Sumatra e l’allarme Tsunami su Twitter).

Stamattina intorno alle ore 9, un forte terremoto ha colpito tutto il Nord Italia, rendendo ancor più complicata la situazione nella zona dell’Emilia Romagna già interessata da un fenomeno sismico la scorsa settimana.

A prescindere dalla velocità di reazione (la notizia è stata data prima dal popolo dei social network che non dai canali ufficiali di comunicazione) che giustifica un approccio più “personale” di ogni utente, da qualche ora si sta verificando una vera e propria gara di solidarietà attraverso Facebook e Twitter.

Su quest’ultimo in particolare, grazie al sistema del retweet, si stanno diffondendo a una velocità incredibile informazioni chiave per la pubblica utilità e appelli alla collaborazione, in grado di fornire supporto ai soccorritori. Vediamone qualcuno:

Un fenomeno già osservato in Giappone lo scorso anno in occasione del terribile sisma che colpì il paese nel mese di marzo.

Da osservatori e studiosi dei social media, non possiamo che constatare come anche questi strumenti stiano finalmente raggiungendo una piena maturità, così come gli utenti che li popolano abbiano sempre più consapevolezza di come – al di là dell’aspetto ludico – vi siano enormi potenzialità di comunicare anche in situazioni particolarmente critiche.


Un salto di qualità che non possiamo non sottovalutare, considerando come ancora in troppi considerino strumenti come Twitter solo spazi d’incontro senza alcuna utilità.


Certo, ancora qualche episodio discutibile può capitare: ma è bello constatare che gli stessi utenti rigettino certi tipi d’utilizzo richiamando all’ordine brand un po’… incauti.