Mobile Shopping: a caccia del nuovo acquisto con l'aiuto del 3G [Case Study]

Il Mobile può coinvolgere tutto il processo dello shopping: vediamo come.

Una recente ricerca Nielsen sulle abitudini Mobile degli americani rivela che il 79% di essi si affida al Mobile per fare shopping. Si tratta di un trend che inizialmente lascia molto perplessi. Io stesso ho pensato: com’è possibile che quasi otto individui su dieci (specialmente le donne per le quali lo shopping è, notoriamente, puro divertimento) rinunci a fare spese dal vivo, provare in prima persona i prodotti, condividere con gli amici il momento di un grande acquisto, specie in tempi come questi?

La verità è che il Mobile Shopping non è solo l’acquisto di merce via App o 3G: c’è molto di più dietro. Commentiamo insieme i dati Nielsen per comprendere meglio questo fenomeno che, seguendo la scia delle tendenze, dovrebbe aumentare a breve anche qui in Italia.

Mobile Shopping: come funziona

La maggior parte delle persone vive una vita intera pensando che lo shopping sia l’acquisto di articoli più o meno utili, e la cosa non causa loro particolari problemi.

Chi vive di marketing, però, sa bene che lo shopping è principalmente “un’attività ricreativa di natura psicologica” (Robert Prus) e prevede vari stadi: la caccia alla preda, il giro tra gli scaffali di vari negozi, il confronto con amici, parenti e personal influencers, l’attimo prima dell’acquisto, la felice conclusione, l’acquisto, la sensazione di possesso (nel caso di acquisti importanti).

Il Mobile può coinvolgere tutto il processo dello shopping, compreso, talvolta e non sempre, l’acquisto.

Il Momento Zero della verità, un attimo prima

Quasi 10 anni fa Procter e Gamble diede un termine al primo attimo in cui un consumatore incontra sugli scaffali il prodotto che lo accompagnerà per molto tempo: il First Moment Of Truth. Google ed il processo tecnologico hanno fatto si che i consumatori avessero la possibilità di approfondire le informazioni su un prodotto anche lontano dai grandi centri commerciali, attraverso videorecensioni, pareri di altri acquirenti, gruppi di acquisto, associazioni di consumatori.

Il mobile accentua e accelera questo Momento Zero, poichè egli può reperire informazioni in qualsiasi momento, anche in associazione ad altri prodotti che ha appena trovato dal vivo, per confrontarne le caratteristiche. La seguente slide mostra gli utilizzi preferiti del Mobile Related Shopping.

Shopper impertinenti: visitare un concorrente nella casa dell’altro

Grazie al Mobile, possiamo fare ricerche sui nostri potenziali acquisti ovunque ci troviamo, anche in un altro negozio, come se al Momento Zero si fosse aggiunto lo “Spazio Zero della verità”! In questo senso, paradossalmente, a causa del Mobile diventa fondamentale valorizzare i propri spazi, il proprio punto vendita: siccome non esistono porte e muri virtuali, bisogna coinvolgere il consumatore, trattenendolo piacevolmente nel mondo reale e nel 3G.

A riprova di questo, ecco una slide in cui si mostra la percentuale di utilizzo dei Mobile Devices nei negozi. I punti vendita che presuppongono acquisti più onerosi (o più geek, nel caso dei negozi di elettronica) sono posti in cui si utilizza di più il Mobile Device. Non solo: la slide dimostra come, a seconda dei punti vendita, con lo smartphone si adottino comportamenti diversi, come scaricare un coupon o leggere le review!

 

Pagamenti Mobile: un portafoglio Wi-Fi

I consumatori americani si mostrano ormai meno diffidenti nei confronti della moneta mobile: sebbene gli androidiani siano un po’ più indecisi dai loro compagni della Apple, nella media il 58% degli utenti dimostra anche un minimo interesse ai pagamenti mobile (il 34% di essi è molto interessato o impaziente che ciò diventi di uso comune).

Acquisti da App in aumento

Parlando della fase cruciale dello Shopping, l’acquisto, possiamo dirvi che 1 consumatore su 4 ha utilizzato l’App di uno tra questi importanti retailer: Amazon, Best Buy, WallMart, eBay, Target. Se aggiungiamo gli utenti Mobile a quelli Internet based, comprendiamo come più della metà del campione ha fatto almeno le prime fasi dello shopping senza necessariamente entrare nei negozi: si tratta di un aspetto da non sottovalutare per i principali retailer italiani (quasi tutti i più importanti hanno già provveduto alla loro app).

La differenza di genere per retailer confermano i luoghi comuni sempre confermati dalle rilevazioni di massa: mentre eBay ed Amazon hanno una presenza neutra, Best Buy (elettronica) è preferito dagli uomini, Target (abbigliamenti ed accessori) dalle donne!

Shopping al quadrato: più Local, più Mobile

Proprio come nel tempo hanno fatto i pc, i Mobile devices accentuano il confronto tra le persone, e quindi tra l’acquirente ed i propri influencer (che sia il sito o l’app di recensioni, l’amico fidato o la persona famosa su twitter), rendendo lo shopping più selettivo e  frenetico, perchè non ci sono spazi che delimitano un posto dall’altro (posso ad esempio controllare le offerte del negozio accanto a quello in cui mi trovo).

Come ottimizzare questa situazione di alta competitività? Sicuramente, sarebbe d’aiuto adattarsi: affermare la propria presenza e trattenere i clienti nel mondo reale dal vivo, fornirci di una retail App dalla quale trasparisca la brand identity nel virtuale.