OnDaMove: social networking e deal in un'unica app [INTERVISTA]

"Spot Me" invece di "Check In", "Wimbies" invece di "Deals": come un'app italiana cambia il geotagging!

Check in e Deal sono termini entrati nel linguaggio comune, legati ai nuovi orizzonti del social networking e dell’e-commerca dove a farla da padroni sono colossi stranieri come Foursquare e Groupon.

Il mercato delle apps che lavorano sotto questo aspetto è però sempre in fermento: la Mobile Experience  è entrata nella nostra vita di tutti i giorni cambiando i paradigmi del commercio, rivoluzionando le tecniche più tradizionali del marketing di prossimità e cambiando i confini dei nostri spazi sociali come ci ha spiegato Cosimo Accoto nel suo articolo C’è più spazio per internet.

In questo panorama, anche qui in Italia le realtà aziendali e gli sviluppatori si stanno rivolgendo verso questi nuovi trends: abbiamo perciò incontrato  Giovanni Giuseppe Savini e Roberto Red Rossi, rispettivamente co-founder e social media strategist per il progetto che sta dietro l’app OnDaMove, che promette di rivoluzionare il geotagging. Come? Ve lo spiegano loro in questa intervista!

Salve ragazzi, intanto grazie per questa intervista! Iniziamo spiegando ai nostri lettori come è nato il progetto dell’app OnDaMove.

Grazie a te!  😀

OnDaMove rappresenta uno sviluppo dell’innovativo concetto di GeoTagging che sta diventando sempre più popolare e cruciale sia per gli utenti, sempre più interessati a condividere opinioni e contenuti attraverso gli smartphone, sia per le aziende che intendono capire l’evoluzione on-line del comportamento dei consumatori.

Lo scopo principale del progetto è fornire alle persone un nuovo strumento che permette la creazione e la condivisione di nuovi contenuti, come fotografie e recensioni, che diventano pilastri di nuove tecniche di marketing e di “democratizzazione” dell’innovazione. Gli utenti possono infatti interagire costantemente in maniera globale, osservare le tendenze locali e usufruire di offerte studiate in base ai propri interessi.

Il progetto è stato ideato da Giovanni Giuseppe Savini, laureato alla Bocconi, durante un periodo di studio all’ETH di Zurigo. L’idea ha da subito trovato appoggio presso l’università svizzera e, poco dopo, ha iniziato a concretizzarsi grazie al supporto di un team di giovanissimi laureati presso di diversi Paesi e con diversi background di esperienze. Mammad Mahmoodi (Sharif University of Technology e Università Bocconi) co-founder della start-up, Roberto Rossi (social media strategist) si occupa del marketing, Andrea Malinverni (Ebay) technology evangelist, Melissa Doroldi e Jacopo Ferrari sono i designer.

Insieme ad altri giovani collaboratori il team si sta velocemente allargando e questo è molto importante perché ci permette di mantenere un ampio carattere multiculturale che è essenziale per poter creare un servizio dove l’utente è posto al centro e diventa protagonista della start-up.

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Leggiamo da ondamove.it che “OnDaMove rappresenta la rivoluzione del geotagging”: spiegateci dunque che cosa ha di rivoluzionario quest’app.

OnDaMove vuole non solo dare la possibilità alle persone di geolocalizzarsi e condividere la propria posizione intesa come luoghi solitamente frequentati. A questo ci pensa già bene Foursquare.

Il primo valore aggiunto è la possibilità di interagire con le persone che troviamo vicine a noi tramite la chat integrata nell’applicazione, interazione che vogliamo scaturisca in un incontro di aggregazione reale tra le persone.

I wimbie, secondo valore aggiunto, (simili agli special di 4sq) servono appunto a fare in modo che le persone si ritrovino insieme presso una location per poter usufruire della promozione attivata dall’esercente della suddetta. Ed è qui che avviene l’incontro tra gli utenti e il lato commerciale dell’applicazione.

In pratica l’utente cosa fa quando accede all’applicazione? Quali sono le funzioni e i contenuti messi a disposizione?

L’utente ha la possibilità in primis di spottarsi (da Spot it!) e prendere posizione all’interno della mappa. Secondariamente, può vedere chi sono e dove sono gli amici di Ondamove che hanno deciso di localizzarsi e prendere contatto con loro tramite il sistema di messaggistica interno.

Stessa attività è possibile nei confronti degli utenti non facenti parte del cluster “amici” ma che si sono comunque geolocalizzati mediante la app. E questo è uno dei punti di forza!

Il meccanismo di “spot” permette a persone che non si conoscono di interagire tra di loro e condividere informazioni e/o gusti riferiti ad un luogo e non solo.

Tra le altre attività ci sono i Wimbies, la possibilità di commentare i luoghi, di caricare foto che il sistema salva all’interno del profilo Fb un po’ come Instagram, la classificazione degli utenti in base alle informazioni inserite nel profilo e more to come…

Dal word-of-mouth al word-of-mouse e infine al word-of-tap: chi sono e quale è il ruolo delle “celebrità” in questo contesto?

Le celebrities sono tali in quando amano condividere le loro attività e spostamenti con le persone. Pensiamo a tutte le fashion blogger e non solo.

Gli account vip su Ondamove servono proprio a questo, a dare la possibilità a chi si vuole fare seguire di comunicare i propri spostamenti e attività e, perché no, organizzarne di personali e richiamare così l’attenzione dei “followers”.

“OnDaMove, Spot Yourself”: e la privacy?

Come per 4sq l’utentè è libero di spottarsi e di comunicare la propria posizione nella applicazione e condividerla anche su Fb.

Nel momento in cui non si desidera far sapere dove siamo nessuno ci obbliga a farlo tramite OnDaMove.

Di interessante in questi senso è la history degli spot, nel senso che ogni utente sotto la voce hotspot avrà lo storico dei suoi ultimi 5 spot effettuati per cui gli utenti potranno vedere che tipo di abitudini di geolocalizzazione ognuno di noi ha e decidere se sia utile/interessante chiederci la connessione.

OnDaMove significa anche “deal”: spiegateci anche questo aspetto.

Dimenticate gli special di 4sq e i Deal di Groupon! Noi abbiamo i Wimbies, offerte promozionali decise direttamente con i gestori dei punti vendita, dei ristoranti, dei bar e delle catene della distribuzione.

I wimbie sono promozioni basate sul numero ovvero si attivano a partire da un numero preciso di persone che si geolocalizzano in un luogo e scadono al raggiungimento di un numero definito di volta in volta con il titolare dell’esercizio commerciale.

I pregi del sevizio sono che i proprietari possono definire a priori la mole economica della promozione, controllare l’andamento mediante back end della app e monetizzare direttamente dagli user di OnDaMove che aderiscono all’offerta commerciale e/o allo sconto o promozione.

Immaginate un onda di persone che si muove per raggiungere il determinato locale che il venerdì sera offre il wimbie “2 aperitivi al prezzo di uno” fino al raggiungimento di 100 persone. Vi immaginate la scena risultante?

Quali credete siano i vantaggi di un’app come questa che guarda anche all’e-commerce? L’app si rivolge ai piccoli retail o anche ai grandi brand?

Come detto prima non ci poniamo limiti. Potrebbe essere rivolta i piccoli commercianti per attirare più business presso il loro punto vendita come ai grossi retailler che hanno esigenza di raggiungere i budget e terminare le scorte a fine stagione di determinati prodotti in giacenza in magazzino.

Ormai tutte le applicazioni tengono conto dei maggiori social network: come si comporta OnDaMove che è anche una community?

Ondamove oltre ad essere una community di certo non si limiterà al suo network ma guarda con grande interesse alla condivisione sui social delle attvità dei suoi utenti. Lo sharin su Facebook è già presente, a breve quello su Twitter… E la realtà aumentata è un altro sviluppo al quale stiamo stringendo l’occhio…

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OnDaMove esiste anche come piattaforma sul web: come mai questa scelta?

Perché limitarci all’interazione tramite mobile, quando in Italia la maggior parte dei ragazzi gira con il laptop nello zaino e le connessioni WiFi nelle città finalmente sembrano essere una realtà in forte sviluppo? Perché quindi porre dei limiti di accessibilità e utilizzo agli utenti?!

Le nuove tendenze del marketing sembrano sempre più rivolte ad una nuova concezione di “prossimità”: quali sono secondo voi gli orizzonti che il mobile può aprire in questa direzione?

Ormai anche in Italia dopo tanto parlare di Smart City e di cittadini digitali, sembra che ci siano buone prospettive di sviluppo soprattutto della mentalità delle persone.

Catturare le persone mentre passeggiano per strada tramite offerte di prodotti e servizi profilati sui propri gusti e bisogni crediamo sia il futuro del proximity marketing e il grosso potere che le reti mobile stanno guadagnando nel web. I trend una volta annunciati vanno anticipati…

Ecco il link al download dell’app su iTunes e Google Play:

 

 

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