Digital advertising, le 6 trasformazioni più significative

Dall'html5 ai nuovi sistemi operativi iOS. Vi proponiamo le maggiori novità del web.

Un susseguirsi di nuove tecnologie e tendenze stanno modificando velocemente e totalmente il panorama del marketing on line.

Click Through rate: “ei fu…”!(?)

A diciassette anni dall’avvento della pubblicità on line, un problema continua a dominare incontrastato il mondo Digital Advertising: il CTR (Click Through rate)! Tutti concordi gli operatori del settore nel vaticinare un futuro e quanto mai prossimo tramonto della variabile, per la sua poca precisione nel determinare il rapporto tra click e impression e quindi l’andamento di una campagna pubblicitaria. Sostituito in un primo momento  dal più attendibile CTOR (click to open rate) che a differenza del CTR rimane inalterato quando un utente clicca più volte su un messaggio pubblicitario, oggi trova il suo acerrimo nemico in una sturt up americana che ha lanciato la “No clicks campaign” che cerca di togliere al click il primato nelle valutazioni pubblicitarie. L’idea è quella di affidare tutto al tempo in cui il mouse rimane su un annuncio per valutare in termini di minuti quanto si rimane esposti ad un messaggio pubblicitario.

La fusione tra mobile e desktop.

Ormai è quasi assente la linea di demarcazione tra i mobile device (in particlare tablet) e i desktop/laptop pc. Infatti i sistemi operativi utilizzati per questi ultimi ormai vengono implementati su tutti i supporti mobili . Basti pensare alla Apple che oramai ha fuso completamente i due sistemi OSX e iOS. Nella stessa direzione vanno anche i tentativi di Google.

Supercookie vincit omnia!

Come dichiarato da Eric Schmidt  “Le informazioni sono la cosa più preziosa che abbiamo. Lo erano secoli fa, inutile stupirsi che lo siano anche oggi” per cui non c’è nulla di più importante che sapere esattamente cosa piace alle persone che frequentano il web. E’ polemica attuale quella della privacy degli internauti in merito alle novità annunciate da facebook rispetto ad esempio alla timeline.

Ma davvero siamo così spiati?

Ebbene si,  i cosiddetti Supercookies servono proprio a questo: tracciare un accuratissimo profilo di tutti gli utenti on line. A differenza dei normali cookies, messi sotto accusa fin dal 1996 e facilmente cancellabili dai nostri pc,  non è possibile né identificare né disinstallare questi nuovi fantastici amici. Secondo i ricercatori della Stanford University e di Berkeley, questa nuova generazione di software spia è usata da siti statunitensi di prima grandezza come quello di Hulu e Msn.com.

Presumibilmente i dati confrontati con una lista di più di mille siti per vedere se uno di questi sia stato visitato o meno. Tutto questo consente ai privati di offrirci annunci personalizzati. Ad esemplificare la questione riportiamo le parole di Eli Pariser: “Quand’ero piccolo, sono cresciuto in un’area rurale del Maine, Internet era la finestra sul mondo. Oggi, con tutti questi sistemi di tracciamento, il web è su misura e affaccia solo sul cortile di casa mia”.

HTML5.

Ascesa definitiva prevista per il 2014 per l’HTML5 . Tante le novità che si propone questo nuovo linguaggio infomatico quante le posizioni differenti in merito al suo utilizzo da parte di Publishers e advertisers.

A tal proposito Adobe , che continua a difendere l’utilità di Flash per i giochi e altre applicazioni, ha annunciato un prodotto separato per aiutare i progettisti a costruire gli annunci in HTML5.

Ad-tech, il consolidamento.

E’ di qualche mese fa la notizia dell’acquisto da parte di Big G di AdMeld,  ditta specializzata in ottimizzazione degli annunci e spazi pubblicitari per gli editori e fornitore di servizi di gestione pubblicitaria appunto.

“Combinando i servizi e  competenze di Admeld con le tecnologie e  l’offerta di Google, stiamo investendo in quello che speriamo sarà un’era migliore per  strumenti di gestione per editori più importanti,” ha detto Neal Mohan, vice presidente del business per la visualizzazione degli annunci pubblicitari di Google, in un blog post.

L’operazione ammonta più o meno sui $ 400 Milioni e Google integrerebbe le tecnologie di Admeld nella propria piattaforma pubblicitaria AdSense. Admeld vanta di un’ottima reputazione nel mondo dell’advertisement, e ha clienti come Answers.com, FOX News e Discovery. L’investimento è senz’altro sensato in quanto garantirebbe molto probabilmente la leadership assoluta nel settore a Big G,  per questa ragione ci sono dubbi sull’innalzamento di un “cartello” da parte dell’Anti-Trust.

Contenuti specializzati: quanto costano?

Secondo Sqad società intelligence degli annunci,  il CPM (costo per impression) pagato per gli annunci display è rimasto sostanzialmente stabile rispetto all’anno passato, ma le cose si fanno più complicate quando si confrontano le diverse categorie. Intrattenimento e siti di finanza hanno visto il loro aumento medio CPM di 50 centesimi o più, mentre il settore automobilistico, stile di vita, casa / siti moda è sceso di almeno lo stesso margine. La Conclusione di Sqad è che i contenuti specializzati, sono economiamente ancora molto vantaggiosi.

 

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