Il potere dell'hashtag: il fenomeno #tunnelgelmini

La notizia è di pubblico dominio, anche per chi segue poco le vicende del web: sabato 24 settembre la Rete e i network sociali – in particolare Twitter – hanno vissuto una giornata molto particolare, che dovrebbe essere nello stesso tempo di monito e di insegnamento per chi non ne comprende appieno le potenzialità.

Facciamo un passo in dietro: se scrivo #tunnelgeminini sapete tutti di cosa sto parlando, vero?

Premessa: nella giornata di venerdi 23 settembre una notizia fa in poche ore il giro del mondo. Al termine dell’esperimento OPERA durato tre anni, i fisici del CERN di GinevraEuropean Organization for Nuclear Research – annunciano che la velocità della luce potrebbe – il condizionale è d’obbligo – non costituire più un limite invalicabile per la materia, in quanto sarebbe stata superata da quella dei neutrini – componenti subatomici dalla massa praticamente nulla. Le misurazione dell’esperimento, ripetuto più e più volte, darebbero i neutrini – sparati a velocità tra i laboratori del CERN di Ginevra ed il Laboratorio sotterraneo del Gran Sasso – più veloci della luce di circa 60 nanosecondi nella copertura della distanza di 732 km. Una componente infinitesima, ma fondamentale per rivedere molte delle moderne teorie fisiche e, in ogni caso, conforme a quanto teorizzato dal grande Einstein

strenuo sostenitore dell’ordine costituito…fino a nuovo ordine!

Cosa c’entra tutto questo con il web? c’entra, c’entra.

La notizia, come detto, rimbalza in tutto il mondo, reale e digitale, attraverso tutti i media. L’occasione è di quelle da non lasciarsi sfuggire: con un comunicato stampa da alcuni definito evocativamente ‘littorio’, l‘On.le Maria Stella Gelmini, Ministro dell’Istruzione, loda apertamente i risultati della ricerca

‘La scoperta del Cern di Ginevra e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare è un avvenimento scientifico di fondamentale importanza. Rivolgo il mio plauso e le mie più sentite congratulazioni agli autori di un esperimento storico. Sono profondamente grata a tutti i ricercatori italiani che hanno contribuito a questo evento che cambierà il volto della fisica moderna. Il superamento della velocità della luce è una vittoria epocale per la ricerca scientifica di tutto il mondo

E prosegue poi precisando:

Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento, l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro“.

Costruzione del tunnel? quale tunnel?

Passa giusto qualche manciata di minuti e il web si scatena: esplode letteralmente Twitter, dove non è umanamente possibile star dietro alle centinaia di ‘cinguettii’ che ogni minuto si accavallano gli uni sugli altri, in una sorta di contest spontaneo alla battuta più fulminante.

Ne riporto alcuni tra quelli letti:

– Il #tunnelgelmini è il secondo tunnel più lungo al mondo. Il primo è il Tunnel Chuck Norris che collega l’Oklahoma a Giove;
– #tunnelgelmini già dato in concessione ai Benetton. Addio neutrini veloci!;
– Ragazzi il #tunnelgelmini esiste, ve lo giuro sulla Padania;
– Rubbia parla del #tunnelgelmini: un piccolo passo per un neutrino, un passo da gigante per la scienza. E ora via libera alla funivia lunare;
– Abbandonato il progetto del ponte sullo stretto. Sarà prolungato il #tunnelgelmini che collegherà il CERN anche alla sicilia;
– I neutrini che viaggiano all’interno del #tunnelgelmini non possono accendere i fari perchè comunque arriverebbero prima della luce;
– Trovata soluzione per il #PareggioDiBilancio: un 5% sui neutrini di rientro da #Ginevra tramite il #tunnelGelmini #Tremonti ubriaco di gioia;
– Anche il Trota, stupefatto, ha dichiarato: Seee! un tunnel tra il Gran Sasso e Ginevra, e come lo attraversa l’oceano? #tunnelgelmini;
– #tunnelgelmini replica della #gelmini pubblicata sul sito del Miur: il tunnel e’ riservato ai protoni. Sindacati dei neutrini già in piazza;
– Al via la gara per gli #autogrill nel #tunnelgelmini

e l’immancabile accostamento ad un altro famoso hashtag di pochi mesi fa, #sucate:

– E’ vero che il #tunnelgelmini passa anche per #Sucate?;
– Comunque, se ancora non l’avete capito, il #tunnelgelmini passa sotto #sucate!;
– E’ ufficiale: la Presidenza del Consiglio dà il patrocinio per l’ampliamento del #tunnelgelmini fino a #Sucate.

In molti commenti, a volte mal celato dall’ironia, emerge un senso di incredulità per il contenuto della dichiarazione ministeriale.
Come spesso accade, viene aperta un’apposita pagina Facebook ‘Il tunnel della Gelmini, che registra 8 mila fans in poche ore (siamo a quasi 28.000 nel momento in cui scrivo); centinaia di blog si occupano dell’argomento; non mancano servizi in alcuni telegiornali (si, anche la tv) e su importanti quotidiani nazionali.

Il Ministro si affretta a smentire, ma il rimedio appare da subito peggiore del male: la politica del ‘mi avete frainteso‘ non appaga la Rete.

Ma torniamo a noi: al di là del fatto in sè, cosa ci insegna questa vicenda?

Il web ha un potere immenso di propagazione di idee, notizie, informazioni, un potere che può essere usato consapevolmente a proprio vantaggio, ma che può anche ritorcersi contro chi lo utilizza.

Come nella vicenda #tunnelgelmini, l’effetto ‘amplificazione’ che il comunicato stampa cercava si è, in realtà, tradotto in una amplificazione sì, ma di un errore di comunicazione contenuto al suo interno. Twitter, poi, e l’uso mirato dell’hashtag utilizzato dalla community hanno fatto il resto.

Sono tante le considerazioni che potrebbero scaturirne, anche prendendo spunto dalle discussioni che ne sono seguite. Mi chiedo, in particolare, se non sia arrivato il momento, per chi ci governa, di provare ad utilizzare i internet e i social media con maggiore consapevolezza, conoscenza dei fenomeni e comprensione delle dinamiche, non limitandosi al botta e risposta del comunicato/smentita tipico di una certa stampa – internet non è stampa – e di epoche altre.

Il mondo è cambiato, e con esso le modalità comunicative, i tempi di azione/reazione e le dinamiche, anche relazioni, che lo governano. Chi non lo comprende, e non riesce ad utilizzarlo, ne è inevitabilmente tagliato fuori o ne diventa oggetto, anzichè soggetto.

Unisco a questa un’altra riflessione che è anche un’auspicio: che le prove generali di #sucate e di #tunnelgelmini siano solo esempi di ciò che la Rete può – e forse deve – fare anche su fronti più seri, senza aspettare le ‘primavere arabe’.

Cominciando, magari, da ora.