Lo stato attuale del venture capital USA e alcune riflessioni sul nostro ecosistema [INFOGRAFICA]

Un'analisi dello stato attuale del mercato USA delle startup e del ventur capital e alcune riflessioni post Kultur Convivio.

Lo stato attuale del venture capital USA e alcune riflessioni sul nostro ecosistema [INFOGRAFICA]A quanto appare dall’infografica che vi proponiamo oggi l’attività dei venture capital (riferita al territorio USA) gode in generale di buona salute. Mi permetto di dire che questi dati rappresentino in realtà un buon segno per tutti gli startupper del mondo e quindi anche per l’Italia. D’altra parte non è possibile fare raffronti senza dare dati concreti e sicuramente la situazione nel nostro paese non è nemmeno lontanamente comparabile con quella americana.

Proprio l’altro giorno al Kultur Convivio un gruppo di investitori e venture italiani si sono confrontati sulla situazione nel nostro paese e sono emerse in sintesi due questioni (ormai stranote tra chi legge o si occupa di startup).

La prima è che è un po’ carente in particolare dalla parte dei giovani imprenditori italiani una preparazione adeguata per affrontare un mercato che è diventato sempre più globale e complesso. Si è parlato per esempio dell’incapacità di parlare il linguaggio dei venture e di capire veramente i meccanismi di investimento, che si traduce in pratica nell’incapacità di capire i termini degli accordi tra gli imprenditori e gli startupper (term sheet) La seconda è che il sistema paese non è ancora pronto (e in parte anche gli stessi investitori hanno ammesso la propria responsabilità) a sostenere la nascita di nuove imprese, in particolare perché rispetto al sistema USA manca quasi totalmente il concetto e il mercato delle acquisizioni.

Il dato emerso infatti spiega che sono pochi, da parte degli investitori, gli investimenti intermedi, i cosiddetti round B. Ciò vuol dire che vengono fatti diversi investimenti di tipo seed (utili nella fase iniziale di creazione del minimum viable product) e pochissimi investimenti grossi che permettono di raggiungere un numero maggiore di exit.

Sarebbe davvero necessaria una riflessione seria, ma per non essere troppo negativi vi posso dire che quei pochi investitori che stanno credendo nel nostro paese sono molto organizzati e determinati. Devo dire inoltre, e in questo non mi trovo d’accordo con ciò che è emerso durante l’evento, che esistono giovani davvero in gamba che non hanno nulla da invidiare agli amici americani.

L’ultima cosa che vorrei dire prima di lasciarvi all’infografica, è che un gruppo misto di investitori e professionisti di contenuti editoriali sta seriamente lavorando ad un progetto che vuol far avvicinare il pubblico televisivo al mondo delle startup attraverso un linguaggio divertente e “leggero”. Il modello richiamerà quello di Dragon’s Dan, che rappresenta sicuramente una bibbia per gli startupper di tutto il mondo.

Speriamo di sentire presto delle news a riguardo! Vi lascio all’infografica contando sul fatto che possa generare una discussione su queste tematiche.

Infografica Startup Bubble 2.0

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