Sky UK introduce la pubblicità comportamentale in TV

Canali preferiti, programmi più seguiti e modalità di fruizione per mirare ad un target sempre più specifico.

Massimo Sommella

Managing Editor @ Ninja Marketing

Sky (Uk) sta portando il behavioural advertising “stile web” all’interno dei suoi servizi televisivi, come spiega Barry Collins in quest’articolo che vi traduciamo da PC Pro.

Un avviso inviato a tutti i suoi clienti li avverte di un cambiamento nei temini e nelle condizioni, che include il diritto da parte della compagnia di “usare le informazioni circa i programmi e i canali seguiti”.

Sky userà i dati per consigliare in maniera personalizzata i programmi da seguire ai clienti e per offrire adv su misura ritenuti “più pertinenti”.

In un articolo pubblicato sul mensile della compagnia Sky afferma che unirà questi dati sui programmi seguiti con alcune informazioni fornite dallo stesso cliente – come il codice postale e il mix di pacchetti tv – per creare un quadro che descriva quali tipi di prodotti e servizi possano essere più interessanti per lui.

Sostituendo i classici adv con questi, crediamo di riuscire ad essere più vicini ai vostri interessi”. Ad esempio se già si possiede Sky Broadband, un adv che sponsorizza questo servizio è decisamente inutile. I clienti inoltre vedranno molti adv di aziende geograficamente vicine a loro e chiunque si iscriva ad esempio al mix di canali per ragazzi “vedrà molti più adv di automobili per famiglie che di modelli sportivi”.

I nuovi termini e le condizioni inoltre rivelano l’ampia portata dei dati che la compagnia pensa di collezionare nelle schede di comportamento dei clienti: informazioni sui canali più seguiti, sui programmi, pubblicità e servizi interattivi a cui si accede, e informazioni sul tipo di fruizione preferita (live, record o fast-forward). Sky pensa anche di accedere all’indirizzo IP dell’utente e alle informazioni tecniche del suo set top box.

Una pratica controversa

Segmentare i clienti attraverso il behavioural advertising sul web è un pratica che ha causato non poche discussioni ultimamente.

Già nel 2009 Tim Berners-lee, il papà del web, criticò questa pratica affermando che “È come se si mettesse una cam nella stanza di qualcuno”. Analizzando il comportamento di una persona sulla rete si possono infatti ricostruire informazioni fortemente sensibili come i gusti sessuali, le opinioni politiche, lo stato di salute etc.

In Europa lo scorso mese si sono emesse nuove norme che obbligano i proprietari di siti web a chiedere il permesso degli utenti prima di immettere cookies sui loro computer.

Il governo inglese ha dichiarato che non verranno presi provvedimenti contro i titolari dei siti web almeno fin quando i dettagli della regolamentazione non saranno chiariti.

Come e se questa nuova regolamentazione sarà applicata ai servizi televisivi non è altrettanto chiaro.

Sky per ora non commenta.

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