I 10 termini che devi assolutamente conoscere per fondare una Startup

La terminologia tecnica ed i concetti più frequentemente richiamati nel mondo delle imprese nascenti.

Di seguito riporto alcuni dei termini tecnici, spesso sconosciuti a chi si avvicina al mondo delle startup; ho cercato di ordinarli secondo il “ciclo di vita” di una startup, cioè ordinati secondo il momento in cui l’evento che ogni termine rappresenta si verifica all’interno dell’evoluzione del tuo progetto d’azienda. Buon Divertimento 😉

1-Proof of Concept o PoC

Letteralmente è la “prova” del concept, il testing pratico del prodotto che vorremmo immettere sul mercato attraverso la nostra startup, consiste in una realizzazione di base di un certo progetto, al fine di verificarne il corretto funzionamento, quantomeno in relazione ai suoi aspetti principali. Questo livello di testing risulta di fondamentale importanza quando il nostro concept è un applicativo poiché garantisce la possibilità di testarlo “in vitro”, facendone emergere gli aspetti deboli.

2-Business model

Il modello di business, è la quintessenza del funzionamento della startup, si tratta uno schema semplice ed intuitivo che sintetizza a primo impatto come la startup si inserisce nel mercato. Ci sono vari metodi per rappresentarlo, quello più diffuso è il Canvas Business Model. Le sue sezioni sono in grado di far trapelare eventuali criticità negli aspetti fondamentali del funzionamento del Business, e di conseguenza, le criticità che potrebbero coinvolgere la dinamica reddituale della tua futura azienda.
Costituisce anche la base per lo svolgimento del Business Plan, ancora molto utilizzato nel vecchio continente, poiché il BP spesso deve esprimere dati previsionali anche su periodi triennali, e con un Business Model strutturato risulta più semplice pervenire a considerazioni numericamente più realistiche.

3-Fund

Letteralmente sono i fondi, gli investimenti. Frequentemente costituiscono il calcio di partenza poiché sono diretti a coprire i primissimi costi di sviluppo dell’idea al fine di consentirti un ingresso nel mercato. In genere vengono concessi in cambio di quote della società nascente, da uno o più investitori. I momenti in cui i finanziamenti si rendono necessari, tuttavia, possono essere vari e ripartiti in più punti del ciclo di nascita e vita di una azienda, ogni singola fase è detta round di finanziamento. Possono coprire, oltre ai costi di starting up, eventuali costi di ampliamento dell’azienda, di lancio di nuovi prodotti, di sviluppo di nuovi progetti.

Si desumono attraverso la Capitalization Table detta anche Cap Table, che descrive schematicamente i round di investimento, l’ammontare degli stessi, le fonti di finanziamento e l’utilizzo. Dalla Cap Table è facile desumere informazioni riguardanti il Burn Rate, ovvero il tasso al quale una startup è in grado di “bruciare” gli investimenti in capitale ricevuti, per giungere alla fase in cui si generano “Revenues”. In base alla fase operativa (sviluppo di prototipo, ingresso nel mercato etc) in cui si verificano gli investimenti, inoltre, si possono distinguere fondi cosidetti “seed”, “early” Round A, B. Le entità finanziatrici inoltre, in ambito start up, spesso sono: 4-Angels e 5-Ventures

4-Angels

Gli Angels investors, sono gli investitori “buoni”, coloro che si occupano di investire nella tua idea quando mai ti saresti aspettato che qualcuno lo facesse. In genere compiono finanziamenti di tipo seed (semina), si tratta di finanziamenti di importo inferiore a 500.000$ o finanziamenti di tipo early compresi tra i 500 mila ed 1mln. Ovviamente non sono enti di beneficenza e quando erogano somme è perchè deve trattarsi di un operazione con un valore atteso logicamente elevato.
In questo caso vale la regola FFF per definire gli angels, distinguendoli in Family, Friends and Fools, per delineare l’origine di questo tipo di finanziatori.

5-Venture

I Ventures Capital sono, diversamente dagli Angels Investors, degli investitori strutturati che si occupano di ricercare le startup a più alto contenuto innovativo, in quanto sono le aziende con più capacità di successo nel mercato. I finanziamenti dei VC sono sempre rivolti a qualsiasi startup lasci prevedere la possibilità di elevati e rapidi guadagni in qualsiasi settore ed, in genere, con l’intenzione di entrare nel capitale della startup e sostenerne lo sviluppo, per, poi, appena raggiunto l’apice del successo e del valore di mercato, vendere la quota, ad un prezzo di gran lunga superiore, per riutilizzare i soldi in altri progetti “di ventura”, giacché, la logica ed il target del VC, non è, quasi mai, quella dell’investitore a lungo termine.

6-Revenue

Si tratta dei ricavi e di conseguenza di una parte sostanziale della dinamica reddituale attraverso la quale la tua startup, eventualmente, genererà profitti. Nel business model i ricavi sono una componente fondamentale alla cui gestione è necessario dedicare una cura approfondita, detta appunto Revenue Management o Yeld Management. La gestione dei ricavi tende infatti a massimizzare questi ultimi e ad ottimizzarli al fine di sviluppare tutte le capacità reddituali possibili. La tecnica più conosciuta consiste nel modificare i ricavi per unità sulla base del reale andamento della domanda.

7-Mentor

Il mentor durante il processo di starting up risulta una figura molto importante, soprattutto per chi, come la maggior parte degli startuppes, muove i primi passi nel mondo imprenditoriale. I suoi suggerimenti possono essere un utile supporto per lo startupper, specie nella fase di creazione e strutturazione del business plan. La presenza di un mentor accresce, agli occhi di un finanziatore, il valore della start up e il costo della sua consulenza non risulta essere oneroso.
Nel video che segue Evan Nisselson ci spiega quanto può risultare fondamentale la presenza di un mentor nel processo di creazione d’impresa.

8-Mission e Vision

Questi due termini introducono l’aspetto “filosofico” dell’attività di impresa, ovvero quel filo conduttore che pervade tutto lo sviluppo e l’evoluzione dell’impresa e coinvolgono aspetti quali la leadership, l’organizzazione, il team. Questi due concetti sono l’uno interdipendente rispetto all’altro poiché la Missione è la bussola applicativa che porta verso la Visione. La missione è appunto quella serie di obiettivi e programmi che l’azienda si impegna a raggiungere. La visione invece, come definita da Luca Stanchieri nella Palestra di Wind Business Factor, è “Il futuro di un’azienda di successo, quando ancora l’azienda deve incominciare ad operare.” Ovvero è quell’aspetto che spinge l’imprenditore a dedicare anche 15 ore al giorno alla realizzazione del suo progetto, quell’aspetto che genera la passione nel creare la sua azienda.

9-Spin-off

Lo spin-off consiste nell’esternalizzazione di un processo interno ad un’azienda, o di personale interno, in una unità esterna, detta “unità di spin-off” appunto.
Spesso lo spin-off è una nuova impresa che riceve apporti in denaro o in natura dall’azienda principale, ma non necessariamente solamente da essa.
Di conseguenza l’essenza dello spin-off consiste nell’aiutare un aspirante imprenditore a trasformare un’idea, una potenzialità, un’opportunità produttiva, tecnologica o di mercato, che qualcun altro non vuole o non può sfruttare in termini commerciali, in una nuova impresa.

10-Outsourcing

L’outsourcing è, come nel caso dello spin-off, un’attività di esternalizzazione di un processo particolare, ma si rispetto allo spin-off non prevede la costituzione di un’attività economica.
Fulvio Rubini ha esaminato in ben due articoli quali sono i vantaggi e gli svantaggi dell’outsourcing.
La pratica è diventata alquanto frequente per le startup per 4 motivi principali:
-Genera un taglio dei costi.
-Consente di trovare risorse con competenze altamente specifiche.
-Si può affidare l’attività ai migliori esperti di un determinato mercato.
-Consente di essere flessibili poiché è una risorsa di cui si può usufruire On Demand.