È morto Bin Laden? E i social network impazziscono

Francesco Gavatorta
Francesco Gavatorta

Editor Social @Ninja Marketing

Proprio così: Osama Bin Laden è morto. Una notizia che l’America e il mondo intero aspettavano da 10 anni circa, dal maledetto 11 settembre 2001, ore 8.45 a.m. di New York, quando la Torre Nord dal World Trade Center fu colpita da un volo di linea partito da Boston.

Ovviamente, notizie di questa portata nell’epoca del Villaggio Globale del Social Network non vengono ignorate. E se i siti di news si riempiono di editoriali, commenti e cronache della festa scatenatasi in ogni parte degli Stati Uniti, Twitter e Facebook diventano la piattaforma di diffusione della notizia.

Partiamo da Twitter, e come nel caso del terremoto in Giappone in particolare dal numero di tweet rilasciati dopo l’annuncio.

Come si può osservare, il trend è pressochè azzerato prima delle 3 di questa mattina, quando con la conferenza stampa tenuta dal presidente Obama vi è una prima reazione molto corposa, nonostante l’annuncio sia stato dato in orario notturno. Il trend presenta poi una lieve discesa. Da dove arriva tutto questo traffico? Sbirciando su Tweet-o-Meter (ma era prevedibile) si può osservare, come nel caso di Tokyo lo scorso 11 marzo, il baricentro del flusso sia una città direttamente interessata dall’evento (anche se in questo caso, per ragioni morali): New York.

 

L’uomo che ha twittato inconsapevolmente della morte di Bin Laden è stato il pakistano Sohaib Athar (aka @ReallyVirtual) che si è reso conto che c’era qualcosa di strano che stava accadendo ad Abbottabad. Ecco il suo primo tweet, a cui sono seguiti aggiornamenti:

E Facebook? Ovviamente, il popolo di Mark Zuckerberg non sta a guardare.

Le fan page intitolate alla dipartita del terrorista più ricercato del mondo sono già molte, in particolare colpisce come si siano rianimate anche quelle che sono state aperte negli anni passati come forum di discussione.

Colpisce anche come vi sia, manco a dirlo, ironia nel commentare la morte di Bin Laden proprio attraverso l’apertura di spazi su Facebook: un esempio? The guy who killed Osama ora ha già 53.800 fan, e c’è da scommetterci, aumenteranno ancora.