Donna e Dignità. Da soggetto a oggetto della cultura dei Valori: il report dell'evento

Il Convegno Nazionale si è svolto il 31 marzo a Roma presso la Camera dei Deputati.

Creare immagini è una grande responsabilità“. Questo, nelle parole della giornalista Rai Tatiana Ribichesu, è il cuore del Convegno che si è svolto a Roma il 31 marzo 2011.

I relatori TP parlano dei principi etici a fondamento della professione pubblicitaria – “Professionalità, rispetto e deontologia non sono solo parole” afferma Maurizio Rampani, Direttore Generale TP – e della necessità di rilanciare su cultura e formazione, per permettere ai giovani talenti ed alle eccellenze del settore di proporre idee creative creando nuovi percorsi comunicativi di qualità.

Marilina Celotto, Amministratore Delegato Met-Consulting, a proposito di talenti parla di “consapevolezza di donna come forza creativa consapevole del proprio talento e delle proprie energie”.”Auspico per noi donne la libertà di esprimere il nostro talento” dice. “Non più oggetto ma soggetto, che si riappropri delle sue energie più profonde e viva in armonia i suoi ruoli diversi. Il talento femminile è una risorsa importante su cui puntare per vincere le sfide del mercato”. “Mi piacerebbe che oggi in questo convegno possa nascere un movimento delle donne per le donne.”

E a questo proposito Biagio Vanacore, Presidente TP, lancia la proposta: “Noi oggi vogliamo rilanciare un principio, siamo qui per chiedere di fare, insieme, un percorso, creando una nuova campagna di comunicazione che sappia comunicare le donne vere italiane.”

 

Molte le onorevoli che hanno aderito all’invito e partecipato: i vari interventi che si sono susseguiti hanno delineato un panorama variegato di opinioni che però convergono sulla preoccupazione a proposito della necessità di una rappresentazione dignitosa della figura femminile. Per citarne alcuni:

On. Alessandra Mussolini, Presidente Commissione parlamentare per L’infanzia e l’adolescenza

“Io non sono preoccupata della donna scollata, io sono preoccupata della donna messa in condizioni di umilazione”. “Occorre il buon senso, occorre amare le donne così come occorre amare quello che loro fanno”.

On. Emilia Grazia De Biasi, Componente commissione Parlamentare Cultura, Scienze e Istruzione

“Io non penso che la pubblicità sia il demonio. E non penso che la pubblicità sia il linguaggio decisivo dell’umiliazione della donna.” “Io credo che con onestà noi dobbiamo guardare ad un certo linguaggio pubblicitario (tipicamente italiano) che è fortemente lesivo della dignità delle persone ed in particolare delle donne”. ” Vediamo esibiti “pezzi di corpo” che sarebbero vietati dal codice di autoregolamentazione. “Io ritengo che ci si debba guardare dal registro del fondamentalismo, la libertà sessuale è una grande conquista delle donne, però se il tema in oggetto è generare il desiderio, allora un codice di autoregolamentazione è necessario.”

On. Valentina Aprea Presidente Commissione Parlamentare Cultura e Istruzione

“I problemi non sono tanto nelle pubblicità che preparano i professionisti, che hanno saputo anche modificare i loro messaggi nel tempo grazie al lavoro dellecommissioni parlamentari”. “Io come tanto italiani della mia generazione conservo il mito di Carosello.Mi danno fastidio le pubblicità che ostentano ruoli di donne stereotipati”. “Credo che possiamo insistere sul fare cultura anche attraverso la pubblicità per degli uomini migliori, delle donne migliori, ma specialmente delle nuove generazioni migliori.” “Si può fare cultura, si può trasferire anche nella pubblicità un’immagine più legata alle situazioni reali senza distruggere l’elemento onirico che la caratterizza.”

On. Grazia Francescato

La mia sensazione è che negli ultimi decenni siamo passate dalle pari opportunità al pari opportunismo”. “Io credo che la norma serva, è necessaria ma non sufficiente.” “Le donne migliori sono invisibili”. “La grande sfida è quella di promuovere un grande salto della coscienza collettiva, della coscienza critica”.

E poi ancora l’On. Anna Paola Concia, Componente della Commissione Parlamentare Giustizia, che ha sottolineato l’importanza della regolamentazione e soprattutto dell’autoregolamentazione pubblicitaria, e la necessità di premiare le eccellenze e le buone prassi in questo campo. Come ad esempio il Premio Immagini Amiche, citato nell’intervento di Daniela Brancati, scrittrice e giornalista.

Infine ricordiamo i saluti dei ministri on. Altero Matteoli Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, on. Mara Carfagna Ministro per le Pari Opportunità, e la partecipazione di Francesco Miscioscia, Vicepresidente TP con delega ai rapporti istituzionali, Pasquale Diaferia, Direttore creativo socio TP – ADCI, che ha introdotto nel suo intervento un video che raccoglieva una serie di adv dedicati all’elogio dell’imperfezione delle donne e Alberto Coltri, Presidente Fondazione Pubblicità Progresso, che ha presentato una serie di video a tema sulla responsabilità sociale, nel rapporto interrelato tra pubblicità e società civile.

A chiudere i lavori gli interventi di Gianna Angelini, vicepresidente TP con Delega ai rapporti con le università e Tiziana Pittia, vicepresidente TP.