Sul tavolo degli imputati, Google continua le sue scalate. [TREND]

Accusato dalle authorities di tutto il mondo, Big G rilancia con il nuovo programma Google Venture ed una miriade di nuove acquisizioni.

I siti web dei quotidiani europei sono stati impegnati nell’esaminare la sanzione da ben 100.000€ che il Garante Francese per la privacy informatica ha imposto a Google per aver “sniffato” dati sensibili delle reti wi-fi attraverso le G-Car, che hanno setacciato la Francia ed il mondo per catturare le immagini di street view. La sentenza è stata seguita dopo sole ventiquattro ore dalla bocciatura dell’Antitrust USA sull’accordo che ha dato vita a Google Books.
In questa bufera burocratica pochi si sono, invece, soffermati sulla riorganizzazione del processo interno di investimento in startups che coinvolge tutti i piani del colosso.

Più di 70mln$ in 8 fortunate startups

Sembra che dall’inizio del 2011 Mountain View abbia compiuto capitalizzazioni strutturate in circa 8 startups, attive in 8 campi completamente differenti, dalle tecnologie che applicano previsioni meteorologiche a fini assicurativi, a società esperte nella produzione di Software avanzati per la gestione Marketing nelle aziende, con investimenti a cadenza praticamente bisettimanale.
Il ramo di Mountain View che si occupa di investimenti in startups è attivo dal 2009 con il nome di Google Ventures, ma dallo scorso 18 marzo ha cambiato le sue modalità di approccio al mercato, nel corso di una riunione negli uffici californiani, introducendo il nuovo sistema con cui Larry Page e Sergey Brin intendono abbracciare le nuove aziende.

Stando a quanto annunciato da Techcrunch, da lunedì 21 marzo tutti i 25.000 dipendenti di google hanno ricevuto i dettagli del nuovo programma, che permette di segnalare, tramite un portale interno, le startups che potrebbero essere di interesse di Google, ed in caso queste risultassero appetibili per BigG, tanto da portarlo ad investirvi, il dipendente che ha segnalato la startup riceve un bonus pari a 10.000$ come compenso per l’attività di “talent scouting”.
Il sistema in sè è molto semplice ma è la bussola con la quale guardare alle prossime mosse di Larry Page, che dal 4 aprile prossimo sarà il nuovo CEO di Google.

I punti critici di Google

In questo senso, gli aspetti burocratici e giudiziari di questa settimana possono essere d’aiuto per individuare come si muoverà il colosso nei prossimi mesi.
In particolare si è posta l’attenzione sulla raccolta dati riguardo le reti wi-fi dei residenti in Francia e sulla posizione predominante e apparentemente inattaccabile di Google Books.
Da qualche mese in realtà, gli aspetti di Mountain View che più fanno discutere sono ben quattro, due riguardano la privacy degli utenti che risulterebbe violata oltre che con le Google Cars anche attraverso un algoritmo che sembra in grado di scansionare i testi dei messaggi di Gmail al fine di memorizzarne le parole chiave garantendo l’anonimato degli utenti; gli altri due ambiti riguardano invece la scalata per l’acquisizione di ITA Software, società specializzata nella ricerca voli, ancora sotto l’analisi dell’Authority americana per la concorrenza, ed il caso Google Books.

Nel dettaglio:
Google Books: La questione è stata sollevata, in questo caso, come abuso di posizione favorevole di mercato;
il ricorso, infatti, è stato presentato da Amazon e Microsoft che lamentavano un posizionamento inefficiente sulle SERP di Google.
Entrambi hanno, inoltre, contribuito a fondare un’alleanza chiamata Open Book Alliance che nella mission del sito dichiara:
we will promote fair and flexible solutions aimed at achieving a more robust and open system.
Come facile intuire, dopo la sentenza del tribunale, che di fatto, vanifica l’accordo tra Google e gli editori americani, la Open Book Alliance rimarrebbe monopolista nel mercato.
Diversamente dal ricorso presentato, in realtà la sentenza del giudice Danny Chin, condanna un “bug” presente nella gestione dei copyright da parte di Google, più che l’abuso di posizione di mercato dominante.
Inoltre, in questo senso la migliore soluzione perviene in questi giorni da Bruxelles, il neonato progetto Arrow, cofinanziato dalla Commissione Europea che tramite database permette di risalire ai detentori di Copyright anche per le opere considerate “orfane”.

Il caso ITA Software: questo tipo di scalata, del valore di 700 milioni di dollari, ha, ancora una volta, annoverato Microsoft tra gli oppositori di Mountain View, questa volta allineato con Expedia ed altri portali che svolgono il ruolo di Online Travel Agency.
La startup in questo caso è specializzata nello sviluppo di tecnologie per la ricerca e prenotazione di voli, e il ricorso sottoposto all’analisi dell’Antitrust ha ancora una volta come oggetto la posizione predominante che Google guadagnerebbe implementando un sistema di quel tipo.

Sul fronte dei ricorrenti troviamo ancora una volta Bing che è già in grado di effettuare ricerche riguardanti i voli, e la prenotazione viaggi online attraverso una serie di API fornite da Expedia.com e Kayak.com.
Questo tipo di portali da sempre sono in grado di assorbire fino al 50% della spesa di un turista tramite l’acquisto anticipato di camere d’albergo e posti aerei, e tramite l’utilizzo (abuso in certi casi, ndr) di un fortissimo potere contrattuale, sottraendo in questo modo ricavi che diversamente potrebbero essere destinati al sistema economico della destinazione.
Per approfondimenti: Disintermediazione.it
Anche in questo caso, se l’antitrust dovesse bocciare l’acquisto di ITA Bing ed i suoi alleati rimarrebbero monopolisti, con gravi rischi per tutta la filiera del comparto.

Quali tipi di startup sono nel mirino

Nell’immediato futuro Google sarà sempre più competitivo riguardo la capitalizzazione di Startups ad alto potenziale, e come si legge nella sezione “Where we invest” del portale di Google Ventures:

“Many of our investments are in the areas you might expect, such as consumer Internet, software, and mobile — but we’re also backing companies in areas that might surprise you — from human anti-body discovery to smart grid platforms.”

Mountain View ha di fronte a se vasti orizzonti e settori in cui poter agire, anche se ciò di cui necessita nell’immediato sono servizi atti a contrastare l’avanzata di Facebook in termini di geolocalizzazione, oltre che business models innovativi quanto eticamente sostenibili, in particolar modo per quei settori in cui le proprie politiche sono state bocciate perchè considerate anticoncorrenziali.
Considerando che la capitalizzazione minima effettuata dall’inizio del 2011 è pari a 5mln$, conviene che gli startupper con prototipi funzionanti e business models innovativi si facciano avanti.