Il cicloturismo sostenibile di That's Amore Bike Rental [UNITED STARTUP!]

Il cicloturismo sostenibile di That's Amore Bike RentalL’ospite di oggi è Jerry De Concilio, fondatore di That’s Amore Bike Rental, il quale ci parlerà della sua idea imprenditoriale e di come il concetto di responsabilità sociale di impresa possa diventare una vera opportunità di business. Jerry è il primo che si è prenotato per essere intervistato da me in questa rubrica. Ci sono ancora diversi posti liberi, per cui se avete avviato anche voi una startup fatevi avanti!!

Le solite premesse necessarie

Una piccola premessa, anzi due. La prima è che d’ora in poi accetterò solo ed esclusivamente proposte che arrivano da imprese in fase di startup (qui una bella definizione di startup). L’esperienza di That’s Amore, per quanto interessante, non può piu’ rientrare in questa categoria essendo un business già piu’ che avviato. Nonostante ciò ho cercato di toccare degli argomenti che possano essere utili anche per chi sta avviando una startup. La seconda premessa è che finalmente questa rubrica ha un nome: “United Startup”. Ringrazio Mirko per la proposta e devo dire che rispecchia in pieno il senso di questa rubrica. Al fondo dell’intervista trovate sempre la versione video! Buona lettura!

Cos’è That’s Amore Bike Rental

(Ciao Jerry.. raccontaci un po’ cos’è That’s Amore Bike Rental.. in quali mercati opera..dicci qualcosa del tuo progetto)
Sostanzialmente questo progetto opera nel settore del cicloturismo. L’attività è nata quasi per scherzo rientrando da un viaggio autostradale e osservando un automobile olandese con tantissime biciclette sul tetto. In quel momento ci siamo chiesti come mai queste persone non avessero pensato di creare una realtà imprenditoriale operante in Italia. Attraverso un’indagine di mercato ci siamo accorti che in effetti non c’erano imprese italiane che si occupassero di cicloturismo al punto da poter offrire la possibilità di fare un tour autonomo. Il primo passo è stato avviare un’attività di noleggio di attrezzature dedicate al cicloturismo. Generalmente la clientela tipo non è composta da giovani, bensì da ultracinquantenni che provengono da ogni parte del mondo. Ad oggi, dopo un anno e mezzo di attività, non abbiamo avuto alcun cliente italiano e ciò ha comportato alcuni perfezionamenti in corso d’opera.

(Come mai il nome that’s amore?)
That’s amore perchè, essendo nata come un’attività rivolta al pubblico straniero, si voleva almeno utilizzare un marchio che richiamasse l’Italia. Per questo abbiamo scelto il titolo della famosissima canzone di Dean Martin. La cosa nacque per scherzo insieme ad un’amica che lavorava in radio. Non a caso tutti i colori sono rossi richiamano la passione, l’Italia, e il poter vendere in chiave moderna quella che è la vecchia ideologia del paese italiano, della Dolce Vita, degli anni 60.

Cycling Club in Naples (1930) - Il nonno di Jerry

La fase di startup e le difficoltà incontrate

(Quali sono state le fasi di sviluppo della tua idea? Dicci se hai incontrato delle difficoltà nel tuo percorso. Raccontaci qualcosa dell’inizio della tua storia, della tua fase di startup).
Innanzitutto io ho ereditato la passione per la bicicletta da un nonno che è stato ciclista negli anni 30. Ho ereditato la passione per la bicicletta non per il ciclismo, per il vivere le due ruote, e questa è una cosa che mi sono portato negli anni. L’idea è nata nel confrontarsi in un mercato vuoto, nell’aver avuto un’illuminazione e aver detto “perchè non farlo io?”. Non a caso l’attività nacque con l’acquisto di attrezzature, ovvero del minimo indispensabile (la prima bicicletta, le prime borse, le prime luci, la prima tenda) per avviarla. Le difficoltà sono state poche nell’aspetto distributivo e del piazzamento del prodotto sul mercato perchè eravamo quasi gli unici a poter essere facilmente raggiungibili nella rete. Le difficoltà operative sono state quelle di dover reinvestire volta per volta gli utili derivanti da ogni singola vendita. Questo ha permesso nell’arco di un anno l’ammortamento di tutti i costi di startup, ma essendo il progetto totalmente autofinanziato, ciò ha comportato un anno di sacrifici.

Trovare clienti attraverso i social media

(Come hai fatto conoscere il tuo servizio ai tuoi utenti? In che modo hai utilizzato i social media per esempio?)
Già prima di intraprendere quest’iniziativa credevo che il blog potesse essere un’opportunità di confronto tra azienda e il mercato stesso, l’utente finale. Tutto quindi è partito da un blog. In molti mi dicono “perchè il blog, apriti un sito”. Non gli ho mai dato retta perchè questo strumento mi ha garantito una buona indicizzazione sui motori di ricerca. Abbiamo realizzato delle piccole campagne di Google Adwords, ma molto limitate e solo per brevi periodi. Tutto è stato accompagnato dal microblogging, Twitter, che noi usiamo anche come strumento di customer service. Spesso i preventivi ci vengono chiesti tramite un messaggio in Twitter. Il nostro cliente ha un’età e una fascia di reddito medio alta e utilizza la telefonia mobile anche per andare su internet. Dunque può rintracciarci facilmente anche attraverso questi servizi. Non c’è stata alcuna campagna tradizionale perchè non crediamo che il tradizionale faccia al caso nostro.

(Un’attività innovativa anche in questo senso quindi…)
Il social media lo usiamo per consolidare il rapporto umano a seguito dell’avvenuto acquisto del nostro prodotto. La persona viene da noi, ci prova e diventa testimonial del nostro prodotto. Anche semplicemente diventando fan nella nostra FanPage il cliente inizia a instaurare un passaparola negli strumenti che noi gli mettiamo a disposizione. Se le persone ci conoscono è perchè c’è già chi ci ha provato e passaparola all’interno di queste piattaforme.

La relazione tra responsabilità sociale e business

Esperienza di cicloturismo(Vedo sul tuo blog che avete fatto delle scelte precise per quanto riguarda la responsabilità sociale di impresa. Vorrei sapere in che modo questo ha aiutato il tuo business. quali sono state le scelte che avete fatto e quali risultati ha portato)
Noi crediamo di essere forti sotto questo argomento e ce ne vantiamo. I mezzi che consegnano le biciclette sono a natural gas, a metano. La bicicletta è lo strumento oggetto delle vacanze che poi noi andiamo ad offrire. Tutte le biciclette sono costruite in Europa secondo standard di test europeo. Abbiamo un impatto ambientale che non esiste e allo stesso tempo ci teniamo a dare possibilità ai territori di preservare la loro storia, le loro caratteristiche, le loro abitudini tramandate nei secoli. Un esempio chiave è la fattoria. Portando i nostri clienti che vengono da ogni parte del mondo da loro, diamo in un certo senso lavoro alle piccole realtà territoriali. Il cliente non avrebbe potuto fare questo autonomamente. Allo stesso tempo la fattoria non avrebbe avuto gli strumenti promozionali per raggiungere un target di questo tipo.

(In qualche modo quindi aggiunge del valore all’esperienza del cliente)
L’esperienza del cliente, come dice anche la nostra mission, è praticamente irriproducibile. Cerchiamo inoltre di fare sistema con altre realtà che operano nel nostro settore. In questo modo proviamo a dare una caratteristica specifica al territorio italiano… sarebbe bello se in molti promuovessero il concetto di “scegliere l’Italia perchè puoi fare questo”. Oggi, essendo in pochi, i volumi di ricerca per quanto riguarda il cicloturismo sono davvero minimi su Google. Facendo sistema potremmo accrescere questi numeri, dando lavoro a molte piu’ persone e sviluppando un tessuto economico ecocompatibile.

Un consiglio per i giovani imprenditori

(L’ultima domanda. Vuoi dare un consiglio ai giovani imprenditori che stanno pensando di aprire la loro impresa? Per incoraggiarli a farlo)
Secondo me, in un momento di particolare economia mondiale, l’unica cosa da fare è puntare sul porsi con trasparenza.. Spesso noi in Italia abbiamo paura e vergogna di mostrarci innovativi come se questo possa diventare il presupposto per cui la gente ti prenda in giro. Consiglio vivamente ai giovani che possono investire in maniera graduale e reinvestire, di provarci. Anche se questo significherebbe sacrificare un periodo della propria vita credo che ognuno dovrebbe “farsi con le proprie ossa”, e se vuole può farlo. Certo, avere un buon investitore alle spalle potrebbe aiutare a partire con un passo in avanti, con delle maggiori opportunità, avere maggiori strumenti a disposizione. Quello che però ripeto è importante è avere una comunicazione innovativa e piazzarsi sul mercato nella stessa lingua che parlano le persone comuni, che non parlano come noi, da imprenditori, ma da clienti.