Dal low cost al no cost? Come viaggiare nell'era del consumo collaborativo

dopo il viaggio low cost il viaggio no cost?

Si è appena conclusa la BTO, un appuntamento  dal sapore innovativo nel campo della comunicazione turistica e non solo, raggiungendo anche quest’anno risultati di alto livello che la proiettano a divenire punto di riferimento internazionale. Durante la kermesse, è stata presentata a cura di Web Travel Marketing la ricerca collaborativa dal titolo provocatorio “Dopo il viaggio low cost il viaggio no cost?”

Si sa benissimo che le abitudini delle vacanze sono cambiate ultimamente, vuoi per contingenze economiche, vuoi per contingenze legate alla Rete, vuoi, soprattutto per fattori legati ai mutamenti socio antropologici della concezione di “fare vacanza”.

Viaggiare no cost

La ricerca ha analizzato le seguenti attività presenti in Rete :

Couchsurfing: letteralmente “saltare da un divano all’altro”; è una rete mondiale di ospitalità che mette in connessione i viaggiatori e i residenti delle comunità locali.

Airbnb: permette a chiunque abbia una proprietà privata o commerciale di affittarlo. Viene chiamato l’Ebay dei viaggi ed incontra l’esigenza di chi vuole una sistemazione adatta alle sue esigenze, ad un prezzo ragionevole e con il benefit aggiunto dell’esperienza locale e dell’amicizia.

Roadsharing: è il punto di incontro fra chi cerca echi offre passaggi auto per risparmiare, inquinare meno e fare nuove amicizie. Condividi i tuoi viaggi in totale sicurezza risparmiando.

Helpx: il motto è lavorare per avere vitto e alloggio. È un modo per viaggiare a basso costo vivendo l’esperienza di essere utili agli altri, fare amicizia, vivere davvero i luoghi che si visitano. Il network permette anche di trovare nella comunità il compagno di viaggio più adatto.

Wormshowers: un sito che mette in contatto gli amanti del cicloturismo che cercano ospitalità reciproca.

I maggiori trends emersi durante la ricerca sono i seguenti:

Il consumo collaborativo

I recenti cambiamenti nel panorama economico non hanno fatto altro che intensificare il fenomeno del consumo collaborativo con enormi ripercussioni sull’organizzazione delle imprese, sui modi di viaggiare e sullo stile di vita dei turisti: un’esplosione di condivisione, scambio, valori, fiducia sociale, comunità. La ricerca si basa principalmente sui nuovi modelli di consumo “turistico” collaborativo, che vengono nutriti ed allargati dalle reti sociali che la tecnologia e il Web 2.0 pone in essere. Grazie ad Internet ed  al Web 2.0 che queste forme, quali Couchsurfing, Roadsharing, Helpx, prendono piede in modo del tutto spontaneo e partecipato, riponendo l’essenzialità nel valore di fiducia sociale: in un mondo che ci mette l’uno contro l’altro siamo disposti a creare reti sociali, condividendo gli aspetti intimi della nostra vita, andando a riporre fiducia in una persona dall’altra parte della terra. Le comunità online, che siano di nicchia o meno, rappresentano l’ecosistema naturale  per affrontare l’aggregazione della conoscenza “accresciuta”  e della distribuzione  in modo che il valore già creato può essere ampliato e condiviso con più persone.

Crisi economica vs crisi identitaria

L’esperienza turistica viene considerata una “normale” attività quotidiana [Monica Fabris] e pertanto piuttosto di non “riuscire” a concedersi qualche viaggio, si “sperimentano” le nuove pratiche: travel no cost. Ma non è solo una questione di crisi economica quanto di una crisi identitaria. Il viaggiatore postmoderno è alla continua ricerca di un viaggiare autentico che gli permetta strutturare un’identità sociale, con il conseguente rifiuto del turismo tradizionale a cui oppone una raffinata disponibilità all’incontro ed alla socializzazione con altri viaggiatori e persone del luogo.

Re-incanto del turismo

E’ il re-incanto del mondo, la tendenza sociale tipicamente contemporanea a ricercare e ricreare, attraverso la propria esperienza vissuta, i confini di un mondo re-incantato, ovvero magico, mistico. A differenza del turismo moderno, spinto da un modello verso l’affrancamento individuale e verso il trionfo dell’individualismo, la post modernità è caratterizzata da un movimento di segno contrario, ovvero da tentativi di riaggregazione sociale il cui denominatore comune è la dimensione comunitaria.
Il turismo è dunque da ritenersi non più tanto un viaggio alla scoperta di ciò che  è al di furi dal sé, quanto una continua e costante ricerca introspettiva del sé, un viaggio nella sfera soggettiva:

Un “viaggio di scoperta”, uno stimolo a [ri]conoscere, a [ri]scoprire, a [ri]svelare se stessi [ri]generare fiducia in un mondo migliore, umano, condiviso.

Autenticità

la percezione dell’autenticità della propria esperienza turistica sembra essere un fattore determinante nella nascita del sentimento di soddisfazione legato alla vacanza (Fridgen, 1984). Sono molte le persone che raggiungono il grado più alto di soddisfazione solo quando ritengono di aver vissuto un’esperienza autentica e unica partecipando in maniera piena e spontanea alla vita del luogo. (Ryan, 1991). Le persone organizzano la loro esperienza principalmente sotto forma di racconti, cioè di narrazioni che contengono motivazioni e narrazioni del sè.

Concludendo

Le motivazioni che sono alla base di queste nuove modalità sono legate esclusivamente alla volontà si di viaggiare, ma soprattutto di conoscere luoghi e persone del posto in modo del tutto spontaneo, autentico ed originale. La Rete li avvicina prima, durante e dopo l’esperienza turistica.

Infine è ora di rendersi conto che la condivisione è effettivamente un modo per fare affari ed è un bene per i consumatori e per il pianeta. Gli “antichi” metodi di condivisione e di scambio , sia che si tratti di una bici, di un’automobile o di una stanza, sono tornati. Possiamo affermare che queste “ abitudini rispolverate” saranno la base della nuova “economia”: in cui la “redistribuzione del valore” non è più meramente riconducibile ad un mero valore “tangibile”, ma immateriale.

Un consiglio? Stay Tuned!

Ora non resta che vederti la ricerca!

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