Nell’Era delle tecnologie, del mobile, dell’esplosione dei Social Network, riusciamo a comunicare con chiunque da qualsiasi dove. Ripensare ai primi cellulari senza sms fa sorridere… Sembra lontano. Soprattutto perché oggi lo scambio e l’acquisizione di informazioni è diventata la cosa più veloce, semplice e immediata che ci sia. Ma non è così per tutti!
C’è chi “naviga”, anzi, tenta di connettersi a 56K, ma anche chi vive in luoghi incontaminati dalle tecnologie rimanendo fuori da questi giochi e isolati dalla condivisione.
Impossibile vivere senza informazione online? (continua…)
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È di qualche giorno fa un articolo di Repubblica, o meglio del suo supplemento Affari & Finanza, sulla crisi che sta colpendo la free press italiana ed europea. Il motivo, considerando che la free press nasce come modello di businnes a costo zero per gli utenti e ricavi basati solo sulla pubblicità, è facile da spiegare.
Come si apprende dall’articolo, nei primi tre mesi del 2009 la pubblicità in Italia sulla free press è calata del 10%, non molto rispetto al meno 30% sui quotidiani a pagamento, ma abbastanza da farne la prima vittima del crollo degli investimenti pubblicitari.
Nel nostro Paese questa crisi ha colpito tutte le testate gratuite, a partire da 24Minuti, de Il Sole 24 Ore, quotidiano gratuito distribuito gratis nel pomeriggio a Milano e Roma, e che dal primo aprile ha chiuso battenti.
Ma non navigano in acque migliori e-Polis, City e il capostipite Metro, che sarà pure il primo quotidiano a Roma e a Milano, ma ha risentito più degli altri, non solo in Itala, di questa crisi. Leggo invece, del gruppo Caltagirone, al primo posto per la distribuzione in Italia, sembra sia l’unico a resistere…
Che i Social Network stiano cambiando le nostre abitudini è un dato di fatto evidente per chiunque li utilizzi un minimo. Che essi stiano anche modificando il nostro modo di percepire il mondo e ricevere informazioni su di esso è chiaramente dimostrato dagli ultimi fatti di cronaca (per l’Italia basti pensare al terremoto in Abruzzo). Ora pare che i vari Facebook, Twitter e compagnia bella stiano effettuando un ulteriore passo nel loro perfetto inserimento nell’ambito della società contemporanea.
A metà aprile Amazon, uno degli e-shop più grandi del mondo, aveva messo un filtro che escludeva di fatto dai suoi cataloghi più di 50.000 libri con argomenti o autori omosessuali. Scrittori del calibro di Gore Vidal, James Baldwin e E. M. Forster non erano più rintracciabili nella classificazione della libreria virtuale. Ufficialmente, la decisione era stata presa perché i libri contenevano materiale per adulti e i filtri servivano a non molestare la sensibilità della base di clienti di Amazon. Ovviamente la cosa non è sfuggita agli utenti del sito, che non hanno preso affatto bene la mossa della più grande biblioteca online del pianeta.

Klickable permette di creare video cliccabili, ovvero video in cui gli oggetti al loro interno sono interattivi.
L’universo di internet ha subito un forte scossone con l’esplosione dei social network.
Questi si sono strappati il successo l’un con l’altro a suon di numero di utenti: come nel caso della sfida myspace-facebook vinta (pare) dal secondo.
Accanto a questi network di massa, però, è sorta una piccola giungla di social network minori e esclusivi.
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