Video Virali e Cesare Casiraghi – Intervista Shock su YouMark.com

Carissimi Ninja, questa settimana inizia con qualcosa di pazzesco!

Stiamo ancora cercando di decodificare le strane e opposte emozioni che ci stanno attraversando dopo aver visto questo video.

Si tratta di una “straordinaria” video-intervista realizzata da YouMark, in cui Anna Ricotti, marketing and product development director della Divisione Lovable (Gruppo Branded Apparel Italia), e Cesare Casiraghi, socio e direttore creativo di Casiraghi & Greco, – blasonata agenzia tradizionale che ha realizzato tra l’altro la comunicazione di CheBanca! – sono i protagonisti di un dibattito sui video virali, sulla loro efficacia e sul loro utilizzo strategico all’interno di una campagna di comunicazione.

Ciò che ci ha fatto “sobbalzare” in questa assolata giornata di febbraio, è constatare con i nostri occhi e orecchie il livello di conoscenza di queste tematiche da parte di un esimio rappresentante della comunicazione italiana.

Vi consiglio di guardarlo con attenzione – noi lo stiamo addirittura sbobinando – per capire lo stato dell’arte del mercato della pubblicità e il livello di conoscenza delle agenzie classiche in Italia di temi come viral e web marketing.

In questi giorni vi promettiamo risponderemo punto per punto ad alcune delle affermazioni più “inquietanti”.

visto su Youmark.no

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  • http://www.ninjamarketing.it Kiko Hattori Hanzo

    scusate mi ero perso un passaggio: anche il guerrilla marketing è una minchiata, roba da gente che non sa cos’è la comunicazione!

  • http://www.ninjamarketing.it Kiko Hattori Hanzo

    scusate mi ero perso un passaggio: anche il guerrilla marketing è una minchiata, roba da gente che non sa cos’è la comunicazione!

  • http://danielestop.blogspot.com Daniele

    direi che questo qua dovrebbe andare a cogliere le patate

  • http://danielestop.blogspot.com Daniele

    direi che questo qua dovrebbe andare a cogliere le patate

  • http://www.marketingusabile.blogspot.com Maurizio Goetz

    Gli autori hanno ragione, stanno usando il virale a loro vantaggio esattamente come il movimento Adbusters usava gli stilemi della pubblicità per distruggerla. Il fatto che voi amplifichiate tutto questo dimostra che nessuno è immune dalla provocazione ;) Io esisto, ma ho un po’ di raffreddore ;)
    Un saluto a tutti voi.

  • http://www.marketingusabile.blogspot.com Maurizio Goetz

    Gli autori hanno ragione, stanno usando il virale a loro vantaggio esattamente come il movimento Adbusters usava gli stilemi della pubblicità per distruggerla. Il fatto che voi amplifichiate tutto questo dimostra che nessuno è immune dalla provocazione ;) Io esisto, ma ho un po’ di raffreddore ;)
    Un saluto a tutti voi.

  • http://www.tropposulpezzo.com Jhonny

    Abbiamo beccato immediatamente il problema del caro Casiraghi: l’aspetto economico. Fare virale comporta investimenti economici assolutamente inferiori rispetto ad una campagna advertising su tv nazionali.

    Fortunatamente c’è Anna Ricotti che tiene botta degnamente così che forse si parli di creatività e di produzione creativa aldilà dei propri interessi.

    Altra piccola nota: fare virale comporta avere una competenza strettametne specifica. Tante sono le agenzie che dovrebbero svecchiarsi e – talvolta – lasciar posto a chi, più giovane ha competenze elevate.

    Jhonny

  • http://www.tropposulpezzo.com Jhonny

    Abbiamo beccato immediatamente il problema del caro Casiraghi: l’aspetto economico. Fare virale comporta investimenti economici assolutamente inferiori rispetto ad una campagna advertising su tv nazionali.

    Fortunatamente c’è Anna Ricotti che tiene botta degnamente così che forse si parli di creatività e di produzione creativa aldilà dei propri interessi.

    Altra piccola nota: fare virale comporta avere una competenza strettametne specifica. Tante sono le agenzie che dovrebbero svecchiarsi e – talvolta – lasciar posto a chi, più giovane ha competenze elevate.

    Jhonny

  • http://www.drwho.it Dr_Who

    lo vedrò con calma e commenterò!

  • http://www.drwho.it Dr_Who

    lo vedrò con calma e commenterò!

  • http://www.ninjamarketing.it alex

    Caro Maurizio, cari tutti,
    la cosa che più mi da fastidio non sono i contenuti, ma i toni da bar brianzolo, tipici di molta (troppa)TV italiota.

    Ognuno la può pensare come vuole e sicuramente nessuno meglio di noi sa bene che ormai il mercato pulula di imbroiglioni che intravedono in queste nuove forme di marketing una ghiotta opportunità per RE-esistere. Questi loschi figuri ci sono nelle aziende (convinte di poter usare una relazione con i loro pubblici sui social network così come userebbero uno spot!) e nelle agenzie (che sperano di sopravvivere tentando di spacciare qualche promozione creativa per guerrilla marketing ).

    Quel che non mi va giù, ripeto, è questa tendenza tutta italiana a mandare avanti le opinioni e non le competenze. Il signor Casiraghi è uno che ha fatto la storia della pubblicità, credo che sia uno del gotha della comunicaizone italiana, ma forse “ignora” (come molti nelle aziende) alcuni concetti ed alcune dinamiche di una società che cambia prima che della pubblicità. E forse non era la persona giusta per trattare certi temi (molto più interessante l’atteggimento di ricerca di Anna Ricotti).

    Qui si tratta di avere il coraggio, ogni giorno, di rimettersi in discussione e di ripensare a molte delle categorie mentali che costituiscono il fondamento di un certo pensiero in decandenza ma ancora (ahimè) dominante.

    Abbiamo voglia, coraggio, forza e interesse a farlo noi operatori della comunicazione?
    In italia siamo in molti impegnati nella creazione di un nuovo settore del marketing che può già vantare al suo attivo figure professionali specializzate, con grande esperienza. In aziende e in agenzie. Stiamo portando il marketing non convenzionale dalla condizione di branca specialistica a quella di elemento essenziale del marketing mix. Ma soprattutto ci stiamo sforzando di rivedere i rapporti di forza tra indivduo e mercato, cercando di vincere questa ossimoro prima dentro di noi, cercando di vedere le cose non soltanto dal “punto di vista che ci conviene”. E’ questa l’unica forma di rivoluzione che può salvarci dalla crisi, che può salvare anche qeusto paese a rotoli mantenuto in piedi solo dal ricordo di pizza, musica e mandolini…

    Ormai sono pronto a vedere Clarissa Burt insieme a politic internsazionali che dice la sua a “Porta a Porta” sulla guerra in Iraq, ma sulla rete, in un portale che si occupa di comunicazione innovativa si può fare qualcosa in più, no? ;)

    detto questo mi fa piacere sapere la vostra e non nutro nessun rancore perosnale verso il sig. Casiraghi che mi sembra uno che il suo lavoro lo ha fatt sempre bene.
    Poi tiene pure un bel baffo !

  • http://www.ninjamarketing.it alex

    Caro Maurizio, cari tutti,
    la cosa che più mi da fastidio non sono i contenuti, ma i toni da bar brianzolo, tipici di molta (troppa)TV italiota.

    Ognuno la può pensare come vuole e sicuramente nessuno meglio di noi sa bene che ormai il mercato pulula di imbroiglioni che intravedono in queste nuove forme di marketing una ghiotta opportunità per RE-esistere. Questi loschi figuri ci sono nelle aziende (convinte di poter usare una relazione con i loro pubblici sui social network così come userebbero uno spot!) e nelle agenzie (che sperano di sopravvivere tentando di spacciare qualche promozione creativa per guerrilla marketing ).

    Quel che non mi va giù, ripeto, è questa tendenza tutta italiana a mandare avanti le opinioni e non le competenze. Il signor Casiraghi è uno che ha fatto la storia della pubblicità, credo che sia uno del gotha della comunicaizone italiana, ma forse “ignora” (come molti nelle aziende) alcuni concetti ed alcune dinamiche di una società che cambia prima che della pubblicità. E forse non era la persona giusta per trattare certi temi (molto più interessante l’atteggimento di ricerca di Anna Ricotti).

    Qui si tratta di avere il coraggio, ogni giorno, di rimettersi in discussione e di ripensare a molte delle categorie mentali che costituiscono il fondamento di un certo pensiero in decandenza ma ancora (ahimè) dominante.

    Abbiamo voglia, coraggio, forza e interesse a farlo noi operatori della comunicazione?
    In italia siamo in molti impegnati nella creazione di un nuovo settore del marketing che può già vantare al suo attivo figure professionali specializzate, con grande esperienza. In aziende e in agenzie. Stiamo portando il marketing non convenzionale dalla condizione di branca specialistica a quella di elemento essenziale del marketing mix. Ma soprattutto ci stiamo sforzando di rivedere i rapporti di forza tra indivduo e mercato, cercando di vincere questa ossimoro prima dentro di noi, cercando di vedere le cose non soltanto dal “punto di vista che ci conviene”. E’ questa l’unica forma di rivoluzione che può salvarci dalla crisi, che può salvare anche qeusto paese a rotoli mantenuto in piedi solo dal ricordo di pizza, musica e mandolini…

    Ormai sono pronto a vedere Clarissa Burt insieme a politic internsazionali che dice la sua a “Porta a Porta” sulla guerra in Iraq, ma sulla rete, in un portale che si occupa di comunicazione innovativa si può fare qualcosa in più, no? ;)

    detto questo mi fa piacere sapere la vostra e non nutro nessun rancore perosnale verso il sig. Casiraghi che mi sembra uno che il suo lavoro lo ha fatt sempre bene.
    Poi tiene pure un bel baffo !

  • ninjafonzie

    Sono scioccato! Ma si è reso conto il sig. Casiraghi di essere caduto più volte in contraddizione!
    Ma soprattutto prima di parlare di una tematica così importante, nel mondo attuale della comunicazione, sarebbe bene conoscerla fino in fondo e non in modo superficiale.
    Forse pensava di essere al bar!!!

  • ninjafonzie

    Sono scioccato! Ma si è reso conto il sig. Casiraghi di essere caduto più volte in contraddizione!
    Ma soprattutto prima di parlare di una tematica così importante, nel mondo attuale della comunicazione, sarebbe bene conoscerla fino in fondo e non in modo superficiale.
    Forse pensava di essere al bar!!!

  • http://www.marketingusabile.blogspot.com Maurizio Goetz

    La realtà è che negli Stati Uniti, c’è stato un forte dibattito sulla comunicazione che cambia. Le agenzie creative, hanno affrontato alla luce del sole i diversi problemi che hanno dovuto affrontare, basta leggere Advertising Age (www.adage.com) per rendersene conto. In Italia, il dibattito è totalmente assente, ci si riempie la bocca di termini nuovi, ma si continua a ragionare con schemi mentali vecchi e a compartimenti stagni.

    Cosa sta facendo il gotha dei creativi? Come il blog dell’ADCI è morto? Perchè si continua a parlare di premi, Festival di Cannes e pizzette?

    Io ho tentato di avviare questo dibattito sul blog dell’ADCI, in cambio mi hanno accusato di essere uno “sfracella coglioni”.

    Beh i problemi non li ho certamente inventati io, come dieci anni fa la totale assenza di presidio di Internet da parte delle agenzie creativa ha permesso la nascita delle Web Agencies, oggi stanno nascendo nuove agenzie creative che stannoc crescendo in fretta e acquisendo clienti di primaria importanza.

    Se alle agenzie tradizionali va bene così, perchè noi dovremmo preoccuparci?

  • http://www.marketingusabile.blogspot.com Maurizio Goetz

    La realtà è che negli Stati Uniti, c’è stato un forte dibattito sulla comunicazione che cambia. Le agenzie creative, hanno affrontato alla luce del sole i diversi problemi che hanno dovuto affrontare, basta leggere Advertising Age (www.adage.com) per rendersene conto. In Italia, il dibattito è totalmente assente, ci si riempie la bocca di termini nuovi, ma si continua a ragionare con schemi mentali vecchi e a compartimenti stagni.

    Cosa sta facendo il gotha dei creativi? Come il blog dell’ADCI è morto? Perchè si continua a parlare di premi, Festival di Cannes e pizzette?

    Io ho tentato di avviare questo dibattito sul blog dell’ADCI, in cambio mi hanno accusato di essere uno “sfracella coglioni”.

    Beh i problemi non li ho certamente inventati io, come dieci anni fa la totale assenza di presidio di Internet da parte delle agenzie creativa ha permesso la nascita delle Web Agencies, oggi stanno nascendo nuove agenzie creative che stannoc crescendo in fretta e acquisendo clienti di primaria importanza.

    Se alle agenzie tradizionali va bene così, perchè noi dovremmo preoccuparci?

  • http://www.aghenorblog.com/2009/02/24/il-marketing-virale-non-esiste/ Il marketing virale non esisten ed è una buffonata | Aghenor di Stefano Vitta

    [...] i Ninja hanno pubblicato questa interessante video-intervista realizzata da YouMark, in cui Anna Ricotti, [...]

  • http://www.kawakumi.com/2009/02/24/meglio-lourdes-che-un-virale/ Meglio Lourdes che un virale! | kawakumi.com

    [...] L’allarme è partito dal covo degli amici Ninja. [...]

  • http://www.ninjamarketing.it/2009/02/24/viral-video-marketing-survey-cosa-pensano-le-agenzie/ VIRAL VIDEO MARKETING – Cosa ne pensano le agenzie (quelle serie)! | Ninja Marketing / Non-Conventional Marketing Do

    [...] come dimostrano documenti come questo, i clienti non trovano dal lato agenzie e centri media dei partner competenti, in grado di ideare [...]

  • http://www.supercazzola.it Mascetti

    Non riesco a vedere il video, provo stasera da casa.
    Per quanto riguarda Casiraghi e i suoi cimenti sul viral marketing, rimando a questa testimonianza di Advexpress, per chi accede: http://www.advexpress.it/interna.asp?sez=23&info=59872

  • http://www.supercazzola.it Mascetti

    Non riesco a vedere il video, provo stasera da casa.
    Per quanto riguarda Casiraghi e i suoi cimenti sul viral marketing, rimando a questa testimonianza di Advexpress, per chi accede: http://www.advexpress.it/interna.asp?sez=23&info=59872

  • http://virtualtalks.blogspot.com VRiccardo

    Sono nella maniera più assoluta d’accordo con Casiraghi. E mi chiedo come si possa non esserlo.
    Credo sinceramente che la maggior parte delle persone che ha ascoltato l’intervista ha voluto sentire solamente quello che gli fa comodo, senza invece capire quello che Casiraghi voleva davvero dire.
    Ma in fondo, vediamo cosa ha detto di tanto strano da sollevare tutto il popolo del viral e del non-convenzionale (che forse è già diventato più convenzionale del già convenzionale).
    Prima cosa: ha detto che un video è davvero viral se ha la capacità da solo (ed è questo il punto), senza nessuna azione di comunicazione digitale a supporto (vedi varie attività di seedings, buzzing, addirittura display, etc.), di propagarsi tra gli utenti. E dove sarebbe la stupidaggine detta?
    Seconda cosa: che non si deve parlare di video viral ma piuttosto di progetti viral dove il video è solamente il trigger per la diffusione del messaggio. E dove sarebbe la stupidaggine?
    Terza cosa: che le metriche per la misurazione della riuscita di una attività viral ancora non sono chiare nè tantomeno i progetti viral possono essere correlati ad azioni dirette sulle vendite. Non riesco davvero a capire dove stia la stupidaggine, aiutatemi.
    Capisco però che Casiraghi appartenga alla “old school” della comunicazione e in quanto tale venga preso di mira, qualunque cosa dica, da chi appartiene alla “new school” solo basandosi su questioni di appartenenza. O forse Casiraghi ha detto semplicemente una verità che le sedicenti agenzie di viral non vogliono sentirsi dire?
    E chi sta scrivendo è una persona che si occupa di internet e di comunicazione digitale da 15 anni e non ha l’abitudine di sparare a zero senza aver analizzato criticamente le cose che vengono dette.

  • http://virtualtalks.blogspot.com VRiccardo

    Sono nella maniera più assoluta d’accordo con Casiraghi. E mi chiedo come si possa non esserlo.
    Credo sinceramente che la maggior parte delle persone che ha ascoltato l’intervista ha voluto sentire solamente quello che gli fa comodo, senza invece capire quello che Casiraghi voleva davvero dire.
    Ma in fondo, vediamo cosa ha detto di tanto strano da sollevare tutto il popolo del viral e del non-convenzionale (che forse è già diventato più convenzionale del già convenzionale).
    Prima cosa: ha detto che un video è davvero viral se ha la capacità da solo (ed è questo il punto), senza nessuna azione di comunicazione digitale a supporto (vedi varie attività di seedings, buzzing, addirittura display, etc.), di propagarsi tra gli utenti. E dove sarebbe la stupidaggine detta?
    Seconda cosa: che non si deve parlare di video viral ma piuttosto di progetti viral dove il video è solamente il trigger per la diffusione del messaggio. E dove sarebbe la stupidaggine?
    Terza cosa: che le metriche per la misurazione della riuscita di una attività viral ancora non sono chiare nè tantomeno i progetti viral possono essere correlati ad azioni dirette sulle vendite. Non riesco davvero a capire dove stia la stupidaggine, aiutatemi.
    Capisco però che Casiraghi appartenga alla “old school” della comunicazione e in quanto tale venga preso di mira, qualunque cosa dica, da chi appartiene alla “new school” solo basandosi su questioni di appartenenza. O forse Casiraghi ha detto semplicemente una verità che le sedicenti agenzie di viral non vogliono sentirsi dire?
    E chi sta scrivendo è una persona che si occupa di internet e di comunicazione digitale da 15 anni e non ha l’abitudine di sparare a zero senza aver analizzato criticamente le cose che vengono dette.

  • http://www.supercazzola.it Mascetti

    Avrei qualcosa da dire su quanto raccontato da Casiraghi. Per ovvi motivi non posso. Mi limito a correggere le date che ha citato per il suo progetto cosiddetto “virale”. Era il 2005, non il 2003. E youtube esisteva eccome.

  • http://www.supercazzola.it Mascetti

    Avrei qualcosa da dire su quanto raccontato da Casiraghi. Per ovvi motivi non posso. Mi limito a correggere le date che ha citato per il suo progetto cosiddetto “virale”. Era il 2005, non il 2003. E youtube esisteva eccome.

  • http://www.marketingusabile.blogspot.com Maurizio Goetz

    Va anche detto per essere onesti fino in fondo, che ci sono troppi progetti in cui la viralità ovvero la trasmissibilità del messaggio è fine a se stessa e in cui non c’è una vera strategia. Sono davvero pochissimi i casi di successo, per questo è importante non generalizzare, ma nemmeno celebrare una forma di comunicazione che non è buona per tutte le stagioni. Per questo io cerco di mantenermi obiettivo (se ci riesco)

  • http://www.marketingusabile.blogspot.com Maurizio Goetz

    Va anche detto per essere onesti fino in fondo, che ci sono troppi progetti in cui la viralità ovvero la trasmissibilità del messaggio è fine a se stessa e in cui non c’è una vera strategia. Sono davvero pochissimi i casi di successo, per questo è importante non generalizzare, ma nemmeno celebrare una forma di comunicazione che non è buona per tutte le stagioni. Per questo io cerco di mantenermi obiettivo (se ci riesco)

  • http://www.viralavatar.com viralavatar aka Daniele Montem

    Mi chiamo Daniele Montemale (aka viralavatar) e lavoro nel viral marketing da due anni e mezzo. Ho iniziato a copenhagen quando in italia nn si parlava ancora di viral neanche nelle agenzie. A quei tempi… solo le agenzie veramente creative che amavano sperimentare si cimentavano nel viral marketing..
    Quanto visto in questo video credo rispecchi benissimo la realtà italiana non solo della pubblicità ma della società stessa.
    Sfatiamo qualche mito:
    - Il viral marketing non è prima di tutto solo video come quasi tutti (comprese le agenzie) pensano.
    - Il viral marketing non deve fare un milione di visite o 500 mila o 100 mila. Deve arrivare al target creando RELAZIONE e INTERAZIONE.
    - Il viral marketing non funziona solo sui grandi brand. Posso fare del buon viral anche a livello locale. Io sto facendo dei buoni numeri per la mia scuola di tango a BARCELONA!!!!!

    Per avere maggiori info sul viral marketing e in generale sul non conventional marketing, vi invito a leggere (gratuitamente) la mia tesi (2008) sul Viral marketing
    http://www.scribd.com/doc/12806688/Rete-Virale-Daniele-Montemale-aka-Viralavatar

    grazie

    Daniele aka Viralavatar
    viralavatar.com

  • http://www.viralavatar.com viralavatar aka Daniele Montemale

    Mi chiamo Daniele Montemale (aka viralavatar) e lavoro nel viral marketing da due anni e mezzo. Ho iniziato a copenhagen quando in italia nn si parlava ancora di viral neanche nelle agenzie. A quei tempi… solo le agenzie veramente creative che amavano sperimentare si cimentavano nel viral marketing..
    Quanto visto in questo video credo rispecchi benissimo la realtà italiana non solo della pubblicità ma della società stessa.
    Sfatiamo qualche mito:
    - Il viral marketing non è prima di tutto solo video come quasi tutti (comprese le agenzie) pensano.
    - Il viral marketing non deve fare un milione di visite o 500 mila o 100 mila. Deve arrivare al target creando RELAZIONE e INTERAZIONE.
    - Il viral marketing non funziona solo sui grandi brand. Posso fare del buon viral anche a livello locale. Io sto facendo dei buoni numeri per la mia scuola di tango a BARCELONA!!!!!

    Per avere maggiori info sul viral marketing e in generale sul non conventional marketing, vi invito a leggere (gratuitamente) la mia tesi (2008) sul Viral marketing
    http://www.scribd.com/doc/12806688/Rete-Virale-Daniele-Montemale-aka-Viralavatar

    grazie

    Daniele aka Viralavatar
    viralavatar.com

  • Viki

    Cari Ninja! Domani discuto la tesi in Marketing non-convenzionale, quindi sono fresco di milioni di letture sul tema. Non per questo sono diventato un esperto ma almeno mi sono fatto un’idea molto chiara (di sicuro più chiara del buon Casiraghi) del concetto di viralità. Quello che gli direi è di pensare al primo video di Carosello, alla prima volta che qualcuno ha pensato di occupare la prima pagina di un giornale con la pubblicità di un sapone, del primo billboard apparso ai lati di una strada. Non sono state queste forse idee tanto creative e di successo capaci di ripetersi nel futuro e diventare prassi?
    Quello che è virale oggi sarà convenzionale/tradizione domani (Ninjamarketing docet), e sono sicuro che il buon Casiraghi non avrà problemi ad utilizzarlo ma prima di lui milioni di altri operatori avranno già sfruttato la freschezza dell’idea.
    Maestri Alex Hokuto No Ken e Kiko Hattori Hanzo sono andato bene?
    Buona giornata a tutti!

  • Viki

    Cari Ninja! Domani discuto la tesi in Marketing non-convenzionale, quindi sono fresco di milioni di letture sul tema. Non per questo sono diventato un esperto ma almeno mi sono fatto un’idea molto chiara (di sicuro più chiara del buon Casiraghi) del concetto di viralità. Quello che gli direi è di pensare al primo video di Carosello, alla prima volta che qualcuno ha pensato di occupare la prima pagina di un giornale con la pubblicità di un sapone, del primo billboard apparso ai lati di una strada. Non sono state queste forse idee tanto creative e di successo capaci di ripetersi nel futuro e diventare prassi?
    Quello che è virale oggi sarà convenzionale/tradizione domani (Ninjamarketing docet), e sono sicuro che il buon Casiraghi non avrà problemi ad utilizzarlo ma prima di lui milioni di altri operatori avranno già sfruttato la freschezza dell’idea.
    Maestri Alex Hokuto No Ken e Kiko Hattori Hanzo sono andato bene?
    Buona giornata a tutti!

  • http://www.drwho.it Dr_Who
  • http://www.drwho.it Dr_Who
  • http://www.iloveclients.com I Love Clients

    Non avevo visto il tuo post.
    Ieri ho postato l’intervista sul mio spazio e detto quello che ne penso.
    Ma quello non sarà il Casiraghi che giocava a calcio? Visto quello che dice…

  • http://www.iloveclients.com I Love Clients

    Non avevo visto il tuo post.
    Ieri ho postato l’intervista sul mio spazio e detto quello che ne penso.
    Ma quello non sarà il Casiraghi che giocava a calcio? Visto quello che dice…

  • http://news.aaa-copywriter.it/ AAA Copywriter

    Che i comunicatori tradizionali difendano il modo di lavorre che conoscono e che hanno sempre usato non dovrebbe sorprendere nessuno. E che non gli interessi evolversi è ovvio.

    Che altro c’è da dire?

    Alex

  • http://news.aaa-copywriter.it/ AAA Copywriter

    Che i comunicatori tradizionali difendano il modo di lavorre che conoscono e che hanno sempre usato non dovrebbe sorprendere nessuno. E che non gli interessi evolversi è ovvio.

    Che altro c’è da dire?

    Alex

  • http://annatorc.wordpress.com/2009/02/27/quei-furbacchioni-del-viral-mktg-intervista-shock/ Quei furbacchioni del Viral Mktg – Intervista Shock « Anna Torcoletti

    [...] Forse dovrei iniziare il post ringraziando Dr_Who per avermi segnalato quest’intervista e da una parte lo faccio ma dall’altra mi mordo le mani per averla ascoltata a [...]

  • http://www.frozenfrogs.it Gianluca Arnesano

    Beh fa sorridere … e non me la prenderei neanche tanto. L’altro giorno ho chiesto al mio macellaio cosa ne pensava delmercato ittico e mi ha risposto più o meno le stesse cose :)

    Saluti
    Gianluca Arnesano

  • http://www.frozenfrogs.it Gianluca Arnesano

    Beh fa sorridere … e non me la prenderei neanche tanto. L’altro giorno ho chiesto al mio macellaio cosa ne pensava delmercato ittico e mi ha risposto più o meno le stesse cose :)

    Saluti
    Gianluca Arnesano

  • babs

    ma signori miei, lo spot lovable, che l’azienda definisce virale, lo avete visto?

  • babs

    ma signori miei, lo spot lovable, che l’azienda definisce virale, lo avete visto?

  • http://www.ninjamarketing.it Kiko Hattori Hanzo

    li trovate qui http://www.youtube.com/user/LovableAndYou. quello del party non mi sembra niente male.

  • http://www.ninjamarketing.it Kiko Hattori Hanzo

    li trovate qui http://www.youtube.com/user/LovableAndYou. quello del party non mi sembra niente male.

  • http://www.ninjamarketing.it/2009/03/06/master-of-viral-marketing-il-seeding-questo-sconosciuto/ Master of Viral Marketing – Il seeding questo sconosciuto | Ninja Marketing / Non-Conventional Marketing Do

    [...] E’ quindi un errore pensare che i video si diffondano da soli. [...]

  • torn

    grande risultato di you mark , lovable , e casiraghigreco&.

    Tutti ne parlano , in tanti andremo a vedere i siti lovable e dell’agenzia e magari you mark per trovare altre interviste golose e tutto senza un euro di investimento in comunicazione.
    vale anche nel 2009 un bel “l’importante è che se ne parli?”

    PS ho una grande stima di Cesare Casiraghi

  • torn

    grande risultato di you mark , lovable , e casiraghigreco&.

    Tutti ne parlano , in tanti andremo a vedere i siti lovable e dell’agenzia e magari you mark per trovare altre interviste golose e tutto senza un euro di investimento in comunicazione.
    vale anche nel 2009 un bel “l’importante è che se ne parli?”

    PS ho una grande stima di Cesare Casiraghi

  • http://ejwd.wordpress.com/2009/04/05/tempi-duri-e-convergenti/ Tempi duri e convergenti… « EJWD news&buzz
  • Pubblicitario Mascherato

    …siamo alle solite molto rumore per nulla e creatività scarsissima, in Italia basta far vedere 2 tette, o per lo meno dare l’idea che si vedranno per creare un caso…

  • Pubblicitario Mascherato

    …siamo alle solite molto rumore per nulla e creatività scarsissima, in Italia basta far vedere 2 tette, o per lo meno dare l’idea che si vedranno per creare un caso…

  • http://www.ninjamarketing.it/2009/04/21/master-of-viral-marketing-parliamo-di-tracking/ Master of Viral Marketing – parliamo di Tracking

    [...] 2. Dell’ attività di seeding, ovvero quel processo attraverso il quale il nostro contenuto viene diffuso in rete (rispondendo anche all’ intervista shock pubblicata da YouMark.com); [...]

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