L'advertising in Rete – I trend del 2008

L’advertising in Rete - I trend del 2008

Un recente articolo pubblicato da e-Marketer avanza alcune previsioni per il 2008 relativamente agli investimenti in comunicazione on line.

Il report evidenzia che per l’anno in corso, il volume complessivo di spesa pubblicitaria in Rete dei media statunitensi si aggirerà attorno al 9.3% del budget complessivo destinato alla comunicazione. Non male considerando che la percentuale si traduce in circa 2.7 miliardi di dollari.

Tuttavia, contrariamente a quanto accaduto nei mesi addietro, alcune voci di bilancio subiranno un ridimensionamento: per l’on line video e il social network advertising, infatti, i fondi stanziati non supereranno il 10% del budget complessivo riservato alle operazioni in Rete.

Questi dati rimandano ad alcune trasformazioni previste per l’anno in corso.

La prima riflette il fenomeno della Long Tail e della conseguente esponenziale frammentazione dei media.
Si prevede, infatti, che quanto più gli ad network affineranno la capacità di concentrare specifici gruppi di consumatori tanto più ai pubblicitari sarà concessa la possibilità di raggiungere audience sempre più vaste in maniera mirata.

La seconda novità riguarda specificatamente Internet: per la capacità non comune agli altri mezzi di consentire una agevole interazione tra consumatori e marketer, per la penetrazione sempre più incisiva e la varietà di utilizzo, Internet si attesterà come hub centrale della pianificazione media in grado di offrire un patrimonio di parametri di misurazione che aiuti i marketer a giustificare e perfezionare i loro piani media integrati.

Ma è il terzo trend quello destinato a sortire l’effetto maggiore.

L’interruption-disruption model sul quale per decenni l’industria pubblicitaria è stata eretta è in via d’estinzione.
Infatti, per rispondere alla capacità dei consumatori di selezionare e produrre contenuti autonomamente – senza subire sospensioni o interruzioni da parte degli annunci commerciali – gli advertiser si vedranno in qualche modo “costretti” a produrre anch’essi contenuti di rilievo che si sostituiscano ai classici annunci e spot tv.

La comunicazione on line, dunque, deve andare nella direzione della conversazione, deve essere essere in grado di intrattenere, far divertire creare un vissuto all’interno delle comunità alle quali gli stessi consumatori prendono spontaneamente parte.

Previsioni interessanti per un 2008 su cui investire e ancora tutto da verificare.

Appuntamento fra 12 mesi per il resoconto finale…

Scritto da

Roberta Collina

Laureata in Scienze della Comunicazione e specializzata in Comunicazione di Impresa, Roberta Collina comincia a muovere i primi passi nel Web 2.0 ... continua

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