SaveTheInternet.com: Un’armata di video virali per la difesa della Net Neutrality

Net Neutrality - Save The Internet

Net Neutrality, ovvero la neutralità della rete, si riferisce ad un modello meritocratico e neutrale dell’infrastruttura trasmissiva della Rete rispetto ai contenuti che vi transitano.

Una rete neutrale si riferisce ad una rete che non discrimina i pacchetti di informazioni e li gestisce con la logica FIFO (First in, First out): chi prima arriva, prima viene servito. Non esistono priorità assegnate al trasporto di certe informazioni rispetto ad altre.

Il problema, nel recente passato, non si poneva: i modi di uso della rete non richiedevano requisiti particolari. Oggi non è più così, o meglio, non e’ più solo così. Il nuovo mercato del VoIP (Voice over IP, la telefonia tramite protocollo IP) e dei contenuti video con l’IPTV, sta letteralmente esplodendo. Perché ciò possa accadere occorre un’infrastruttura di rete veloce, dato che i ritardi non sono più consentiti perchè distruggono i servizi offerti. E’ a questo punto che nasce la necessità di una rete non neutrale: i pacchetti relativi a comunicazioni VoIP o IPTV necessitano di andare più veloci degli altri.

Fin qui nessun problema.

Una rete che dà priorità solo in base alla tipologia dei pacchetti – quelli audio e video viaggiano più velocemente degli altri – ottimizza le performance senza creare problemi: è un modello meritocratico. Si parla, invece, di rete non neutrale quando dà priorità ai pacchetti di un operatore rispetto ai pacchetti di un altro operatore. Una sorta di modello di avanzamento dei pacchetti non per merito, ma per raccomandazione.

Cosa sta succedendo?

Le reti, come infrastrutture, costano e sono di proprietà degli operatori che vorrebbero poterle rendere non neutrali, ovvero dare priorità ai proprio servizi a scapito degli altri, in taluni casi negando addirittura accesso ad altre risorse di rete.

Un esempio all’italiana?

Una gran fetta della infrastruttura di rete in Italia è di Telecom Italia, soprattutto per quello che riguarda l’ultimo miglio. Se la rete non fosse neutrale, Telecom potrebbe rallentare, anche fino a renderli inutilizzabili, i servizi di operatori telefonici VoIP differenti – uno su tutti Skype.

Un provider di banda larga non neutrale potrebbe decidere di discriminare o rallentare per ragioni commerciali la trasmissione ad egli scomodi. Negli USA ci sono già stati i primi casi: alcuni provvedimenti della Corte Suprema hanno parificato i provider di banda larga a quelli delle TV via cavo, con il risultato che alcune compagnie telefoniche proprietarie anche delle infrastrutture di trasmissione hanno cominciato a rallentare la telefonia via Internet.

In un primo momento sembrava che la politica si schierasse a favore della neutralità ma, alla fine, la prima fumata è stata nera.

Mentre Tim Berners-Lee, il padre del World Wide Web, dichiara con toni apocalittici che ora Internet rischia di perdere la caratteristica più importante, la sua struttura aperta; mentre Google, Skype, Amazon e, naturalmente, YouTube si affrettano a schierarsi a difesa della neutralità, una proattiva community di attivisti, blogger e podcaster impazza sulla rete in nome di quella democrazia sulla quale Internet è nata e si è evoluta.

SaveTheInternet.com è il loro nome, i video virali la loro arma. E’ così che un’armata di video diventa il mezzo più efficace e impattante per diffondere nella Rete il messaggio di un Better Internet e raccogliere adesioni per una petizioni in difesa della Internet Neutrality in opposizione alle discutibili decisioni della Corte Suprema Statunitense.

Video suggestivi, ironici, irriverenti e autoprodotti, nei quali riecheggiano parole e concetti tanto amati dagli internauti: per to peer, instant communication, social networking.

Alcuni, sebbene dai toni apocalittici, in puro American Style, rappresentano degli ottimi documentari per chi volesse saperne di più sulla questione e sui termini del dibattito.

Il popolo di Internet, riunito in un network mondiale, urla i propri diritti.

Lo fa seguendo le modalità classiche dei Netstrike in Rete e affidando i propri messaggi alla viralità dei video.

Vale forse la pena ascoltarli e contribuire alla trasmissione virale dei loro messaggi: perché se viviamo la Net Neutrality come un diritto, difenderla diventa un dovere.

Correlati Commenta

  • kleshamusic

    coppa cannavaro……geniale
    geniale…..

  • abaco

    guerrilla???
    la campagna è molto bella ma questa frase mi trova un bel po’ contrariato:
    “La Nike con questa campagna è riuscita a sfruttare un evento mondiale come la Coppa del Mondo di calcio per il lancio di un’edizione limitata di scarpe: l’esatta logica della guerrilla !”

    attenzione!!! allora anche chi usa gattuso e totti come testimonial sta facendo guerrilla???
    lascio cadere così la mia osservazione, sperando che stimoli un’interessante discussione

  • Sukàmi

    abaco ???
    No, secondo me chi usa Totti e Gattuso non sta facendo guerrilla ma, sta facendo una semplice pubblicità in TV e su stampa. Totti e Gattuso sono testimonial in uno spot televisivo ! Nulla più di questo. Non ci vedo nessun processo creativo e nessuno sforzo mentale nel prendere due campioni del mondo di calcio e fargli fare i testimonial per uno spot televisivo. La Nike, secondo me, ha fatto molto di più. Di certo, questa è una campagna stampa corredata di un video che pubblicizza dei brand inventati e presentati in un certo modo e con un certo stile. E’ virale e d’impatto: per questo, secondo me, è guerrilla. La TV è ben lontana da queste cose.

  • abaco

    tv???
    il problema che io sottolineo è proprio rispetto al mezzo

    per me non guerrilla la campagna NIKE, come non lo è ovviamente quella Vodafone, come non lo è nemmeno qualsiasi campagna stimoli il passaparola

    si è sempre parlato degli spot più “simpatici” quando ci si trova nei luoghi di quotidiana aggregazione
    a questo punto dovremmo considerare guerrilla molte altre campagne compresi lo spot calimero, il signor buoooonasera, il 1288????

  • Sukàmi

    abaco ???
    Ti rendi conto che non fai altro che parlare di TV !? Porti solo esempi di spot passati in TV ! Poi, come fai ad affermare che non è guerrilla una campagna che stimoli il passaparola: come fai a diffonderla, come fai a farla conoscere, come fai a stupire la gente se la tua azione di guerrilla rimane circoscritta al solo luogo e al solo momento in cui è stata realizzata ? Un video serve a portare la guerrilla anche a chi, per ovvie ragione fisiche, spaziali e temporali, non poteva fruire la guerrilla dal vivo. Però, una domanda, a questo punto te la devo fare: cos’è per te un’azione di guerrilla ?

  • abaco

    guerrilla
    aspetta, capiamoci
    quello che volevo dire è che non basta il passaparola per etichettare una campagna come guerrilla

    io credo che il punto fondamentale sia l’utilizzo dei mezzi tradizionali in maniera innovativa

    la campagna della nike non mi pare lo faccia, è una buona campagna ma fondamentalmente non è guerrilla

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