COOL HUNTING – I Cool Hunter, coloro che respirano lo spirito del nostro tempo

COOL HUNTING - I Cool Hunter, coloro che respirano lo spirito del nostro tempo

CoolFigo, di tendenza: in inglese significa freddo ma, se ci pensate bene il nesso c’è: una cosa figa è una novità, un qualcosa di fresco perché appena pensato e creato – e poi nei paesi anglosassoni si usa cool per dire figo ormai da secoli !

HuntingCaccia, da cui Hunter=Cacciatore: nel senso di ricercare, scovare, intercettare.

Cool HunterCacciatore di tendenze

Semplice, no ? Bene, ora dimenticatelo!

La questione è molto più semplice e meno ludica di quello che sembra. Un mattino di primavera del 1997, quel gran simpaticone di Malcom Gladwell, dopo una notte passata a rimuginare sull’economia in mutamento dei grandi brand e la neonata pratica di saccheggio dalla strada, si sveglia e inventa la parola cool hunter. Lui, che sa perfettamente di cosa sta parlando, da studioso ed esperto dei mutamenti sociali qual è, probabilmente era ignaro dell’eco che tutto ciò avrebbe generato.

E da allora giù con articoli e dibattiti sulle testate americane più famose – Times, New Yorker, Sunday, Vogue, etc. – per parlare di questa nuova professione e del fatto che ci fossero personaggi particolarmente intuitivi e trendy che passeggiando per le strade di tutto il mondo riuscivano a percepire, con largo anticipo, quali sarebbero stati i futuri prodotti di successo. Fino a Naomi Klein ( 2001 ) che, attraverso il suo pluricitato libro No Logo, ha fatto conoscere anche a noi italiani questo termine – con conseguenti dibattiti di carattere etico, che ora non sto qui a riportare.

Il punto è che grandi multinazionali come Disney, CocaCola, Nike, effettivamente hanno iniziato a pagare fior di quattrini per visionare i report delle agenzie di cool hunting, innalzando in questo modo ancor più l’immagine e l’aura di mito che aleggiava attorno alla figura dei cool hunter.

Sensitivi semiotici, rabdomanti, profeti di stile e neologismi a non finire: il tutto per riuscire a dare un nome a coloro che sembravano in grado di predire il futuro !

Ma la realtà è un’altra !

L’immagine del cool hunter che va in giro per il mondo con la macchina fotografica e il taccuino per prendere appunti resta solo un’idea romantica. Sono sottigliezze complicate da spiegare, ma il punto é che forse sarebbe più corretto parlare della pratica del cool hunting, piuttosto che dell’individuo-cool hunter.

Fare cool hunting non significa altro che saper respirare lo spirito del nostro tempo.

Significa analizzare il presente per capire dove sta andando e come si sta muovendo la società, cosa le piace e cosa cercherà in un prossimo futuro: è in un certo senso anticipazione che non vuol essere però predizione, d’altronde non potrebbe esserlo.

I cool hunter non sono profeti né sensitivi, bensì persone in grado di parlare il linguaggio del nostro tempo, di vedere e cogliere segni che apparentemente sembrano nascosti. Sanno muoversi tra i vari dispositivi culturali di cui la società dispone, sanno interpretarne i ritmi. Il loro compito è essenzialmente catturare il messaggio latente e decodificarlo, dare risalto a qualcosa che già esiste ma che non è ancora un bisogno, un desiderio determinato.

Questa pratica, a metà strada tra l’antropologia e l’analisi di marketing, è ormai utilizzata da moltissime aziende che hanno bisogno di cogliere in anticipo le tendenze del mercato. E’ quel che fanno tanto gli uffici marketing di un’impresa, quanto le agenzie di cool hunting o gli istituti di ricerca – e credetemi, sono tanti !

E’ il cambiamento degli scenari socio-culturali che lo ha voluto e, il sistema non ha fatto altro che adeguarsi. Così come è accaduto con il guerrilla marketing, il viral marketing e lo stickering: cambiato il consumatore e il suo linguaggio, è cambiato anche l’approccio dei brand e il loro linguaggio. Non esistono più target, ma singole personalità, o nei casi più fortunati tribù, da decodificare e capire, per poi farsi capire.

Il vero significato del fare cool hunting non è andare alla ricerca della figata del momento ma, entrare nella società, calarsi all’interno e dall’interno capire qual è il linguaggio più adatto per comunicare con essa. Al di là di ciò che è o non è cool!

Non possiamo più pensare di intenderla in questo modo. Quel meccanismo di presunto spionaggio non è più al passo coi tempi. Il vero cool hunting, se abbiamo accettato di chiamarlo così, muta col mutare dei tempi e oggi, quando tutto si muove ormai alla velocità della luce, dobbiamo spazzar via il cool hunter-guru e decretarne la morte, anzi, considerare l’idea che probabilmente siamo già tutti potenziali cool hunter!

La Rete, grazie alla gente che ha voglia di dire, scoprire e passare informazione e conoscenza il prima possibile e ovunque nel mondo e grazie, anche, alle sue caratteristiche di condivisione e collaborazione del sapere, ha reso accessibile a tutti le medesime informazioni. In qualsiasi momento vogliamo, tutti noi, abbiamo accesso agli stessi mezzi e alle stesse modalità di comunicazione e, il più delle volte, il nostro modo di agire somiglia molto al fare cool hunting!

Ora, se volete chiamarli cool hunter, fatelo pure – anche per il piacere di coloro che vi diranno: Cul-…che? Ah ah ah! – ma tenete bene a mente quanto detto fin ora cercando di dare il giusto peso e il giusto significato al tutto.

Da Kokoro, con l’umile intento di far chiarezza.

Approfondimenti

Per leggere di più sull’argomento, per sapere chi pratica ufficialmente cool hunting, quali sono le agenzie e gli istituti di ricerca più conosciuti e chi sono i big clients che se ne servono, date uno sguardo ai links qui sotto.

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