Come e perché creare le web personas per il tuo sito web

Prima di creare un sito web è fondamentale chiedersi chi sarà l’utente che lo navigherà, cosa cercherà e come potrà trovare le risposte ad ogni sua esigenza. Per questo motivo il primo step è creare web personas che possano racchiudere le principali caratteristiche dell’utente ideale tanto da poter aumentare l’usabilità e la centralità del cliente nel processo di progettazione incentrato sulla user experience.

Che cosa sono le web personas

Prima di esaminare degli esempi, può essere utile comprendere cosa sia una web persona. Si tratta di una sintesi delle caratteristiche, dei bisogni, delle motivazioni e dell’ambiente di un modello ideale di utente del sito web.

Le personas, quindi, sono personaggi fittizi che rappresentano le caratteristiche primarie di un gruppo di utenti, identificato e selezionato come target chiave attraverso l’uso di dati di segmentazione. In questo modo l’azienda può progettare la migliore user experience per i propri clienti su tutti i touchpoint e favorire un alto tasso di conversione.

Il termine personas, utilizzato per indicare profili di potenziali utenti che utilizzano un sito web, venne coniato per la prima volta da Alan Cooper nel suo libro The Inmates Are Running the Asylum. 

Cooper aveva adottato lo strumento delle interviste ai possibili utilizzatori di software per poter soddisfare le esigenze e i desideri dei suoi utenti e per poter usare programmi user friendly.

Questo metodo di indagine venne adottato anche in altri ambiti e si passò dalla user persona fino alla buyer persona.

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Come costruire le web personas

Come afferma David Meerman Scott nel libro “Le nuove regole del marketing e del PR”, “la buyer personas è essenzialmente il rappresentante di una tipologia di clienti che voi identificate come aventi o un interesse specifico per la vostra organizzazione o per i vostri prodotti, oppure un problema di mercato che i vostri prodotti o servizi sono in grado di risolvere”. 

I dati diventano uno strumento decisivo per la definizione della personas. Partendo dall’analisi di clienti reali è possibile definire il tipo di persona che visita il nostro sito e creare degli archetipi che guidano la strategia di marketing e di posizionamento del brand.

Da questa definizione possiamo iniziare a costruire una web persona che deve contenere le seguenti informazioni:

  • caratteristiche personali
  • ruolo aziendale
  • lavoro e obiettivi di carriera
  • sfide lavorative
  • compiti
  • messaggi chiave

Per la creazione di un utente ideale di un sito si raccolgono dati più personali (socio-demografici, psicografici) e informazioni che riguardano l’eventuale risposta o preferenza da parte della persona rispetto al prodotto.

(fonte: Canva)

Linee guida per la creazione di web personas

  1. Una web persona non può non avere un nome assegnato.
  2. Bisogna ricordarsi che le personas sono solo modelli di caratteristiche e ambiente. In tal senso è utile definire tre o quattro web personas in grado di migliorare l’usabilità generale, mentre è necessario prenderne in considerazione di più per analizzare task specifiche.
  3. Si devono definire le caratteristiche personali che si differenziano in dati:
    – demografici: età, sesso, istruzione, occupazione;
    – psicografici: obiettivi, compiti, motivazione;
    – webografici: esperienza web, luogo di utilizzo (casa o lavoro), piattaforma di utilizzo (desktop, tablet, dispositivo mobile), frequenza di utilizzo, uso dei social media, siti preferiti all’interno e all’esterno della categoria.

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Web personas e customer journey

Il customer journey è il viaggio che viene compiuto dall’utente nelle varie fasi della costruzione di una relazione con un brand fino a diventare cliente. Al fine di comprendere e di intercettare i bisogni reali dell’utente è utile analizzare, costruire e tracciare un customer journey.

In questo modo si possono anticipare i comportamenti degli utenti, comprendere come mantenerli all’interno del percorso il più a lungo possibile, rendere l’esperienza d’acquisto unica, capire i problemi reali che impediscono l’acquisto e risolverli.

Nonostante sia ancora una pratica rara, il customer journey è una tecnica molto potente nella progettazione di siti web.

L’uso di web personas nella creazione di un customer journey permette di comprendere se tutte le esigenze di diverse tipologie di utenti possano essere soddisfatte attraverso la navigazione, i collegamenti e la ricerca per rispondere a domande specifiche.

Questo approccio ha diversi aspetti molto favorevoli:

  1. mette al centro il cliente;
  2. identifica le esigenze e i passaggi richiesti dai clienti;
  3. è utile per testare progetti e prototipi di siti già esistenti o da ideare;
  4. può essere utilizzato per analizzare l’efficacia della comunicazione della proposta su diversi siti web;
  5. può essere collegato a risultati di marketing specifici da raggiungere su un sito.

Creare delle personas permette alle aziende di avere una reale visione della propria audience creando percorsi e servizi capaci di rispondere alle reali esigenze del potenziale cliente.

Empatizzare con l’utente è il primo passo per connettersi con una persona in carne ed ossa che, al di là di uno schermo, cerca soluzioni alle proprie richieste. Comprenderne i bisogni e le caratteristiche è il mezzo per costruire una relazione stabile e duratura, in grado di trasformare quell’utente in cliente.

tiktok come piattaforma di employer branding

TikTok come piattaforma di employer branding: la ricerca in collaborazione con Kantar

Attrarre talenti e valorizzare le proprie persone sono gli elementi immancabili che influenzano positivamente l’immagine di un’organizzazione, allontanando stereotipi e pregiudizi che possono limitare le potenzialità di un’azienda come datore di lavoro.

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Come è possibile oggi reimmaginare l’employer branding?

Ci ha pensato TikTok, attraverso una ricerca svolta in collaborazione con Kantar e presentata in anteprima a JoyRiders – l’executive forum di TikTok dedicato ai CEO e CMO delle aziende più importanti in Italia, che ha l’obiettivo di indagare la percezione delle persone rispetto al ruolo di TikTok come piattaforma di employer branding ed educare le aziende rispetto alle potenzialità del digitale come piattaforma efficace in questo ambito.

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TikTok: un buon alleato nel costruire l’immagine aziendale

Le piattaforme digitali sono la chiave di successo per l’employer branding – l’83% degli utenti ha infatti espresso interesse nel vedere questo tipo di contenuti. Il tema dell’employer branding si intreccia quindi perfettamente con TikTok: secondo il 77% degli utenti intervistati, fare employer branding su TikTok consente di conoscere meglio un’azienda, la sua cultura e i suoi valori, contribuisce a cambiarne la percezione, a prepararsi al meglio per un colloquio e a ricevere offerte di lavoro.

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Siamo molto soddisfatti dei risultati emersi dall’analisi, in quanto rispecchiano perfettamente il posizionamento di TikTok come piattaforma che mette al centro l’autenticità e la creatività nella realizzazione di un contenuto, veicolato in un linguaggio credibile e reale. Il nostro obiettivo è aiutare le aziende a costruire la propria immagine autentica, mostrando le proprie potenzialità nell’attrarre e trattenere i talenti. Su TikTok tutti i tipi di contenuti da quelli più leggeri a quelli più impegnati diventano coinvolgenti e aiutano le persone a comprendere meglio i valori delle aziende, la vita in ufficio e le opportunità di crescita e permanenza” – ha dichiarato Giuliano Cini, Brand Partnerships Director per TikTok Italia e Grecia.

giuliano cini tiktok

TikTok supporta le organizzazioni a posizionarsi come “great place to work”: il 70% degli utenti afferma che creare uno storytelling relativo all’employer branding in piattaforma potrebbe cambiare la percezione che le persone hanno dell’azienda, facendola apparire piu’ innovativa (75%), con una forte identità (72%), attenta ad attrarre e trattenere talenti (72%).

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Il ruolo di TikTok in tutte le fasi di ricerca del lavoro

Subito dopo le piattaforme digitali specializzate (57%) e le agenzie per la ricerca del personale (52%), le piattaforme digitali sono i canali più popolari (47%) in ambito ricerca del lavoro. Su TikTok infatti l’hashtag #jobsearch ha collezionato 2 miliardi di visualizzazioni e #jobsearchtips oltre 246 milioni.

tiktok come piattaforma di employer branding - 2

Ricerca ed esplorazione in piattaforma significa scoprire lavori nuovi e lasciarsi ispirare per trovare ulteriori opportunità di carriera.

Il 24 % delle persone su TikTok ha infatti scoperto nuove aziende che non conosceva prima e il 37% ha voluto saperne di più su lavoro in una determinata azienda.

TikTok è il luogo dove il coinvolgimento genera azioni, infatti, nel 71% dei casi gli utenti su TikTok hanno avuto un’esperienza ingaggiante, 6 utenti su 10 sono motivati a inviare una candidatura di lavoro e il 37% ha visitato il sito di quell’azienda.

Su TikTok l’hashtag #careertok ha collezionato 1.4 miliardi di visualizzazioni.

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L’unicità di TikTok per attrarre e trattenere i talenti

Che tipo di contenuti piacciono maggiormente agli utenti in piattaforma?

Quelli legati a offerte di lavoro nel 50% dei casi, i consigli su come ottenere un cv efficace o su come prepararsi a un colloquio, lo storytelling legato alla flessibilità e all’importanza del work-life-balance, e infine i contenuti sulla vita in ufficio.

L’hashtag #lovemyjob ha collezionato oltre 7 miliardi di visualizzazioni.

L’autenticità è la via da percorrere per creare una connessione tra i talenti e le organizzazioni: le persone in azienda sono la chiave dell’autenticità, infatti 1 su 3 utenti preferiscono contenuti con i dipendenti che si espongono come testimonial dell’azienda.

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creare un buon clima

Come creare coinvolgimento tra i dipendenti

Sul posto di lavoro non si parla più solo di risorsa umana, ma di “persona”, i lavoratori di oggi non sono interessati esclusivamente allo stipendio, ma vogliono essere tenuti in considerazione in quanto individui, per questo il coinvolgimento del dipendente diventa un asset fondamentale.

Spesso la direzione strizza l’occhio alle teorie psicologiche relative alla motivazione, proprio per rendere partecipe il dipendente. Qualsiasi forma di partecipazione richiede però un sistema premiante, che non concerne soltanto la retribuzione e l’avanzamento di carriera: sempre più il dipendente richiede di essere coinvolto.

Perché è importante creare il coinvolgimento del dipendente

Per mantenersi competitiva sul mercato, l’impresa, necessita di attirare e mantenere i talenti. È frequente che le aziende incontrino maggiori difficoltà nel trattenere i lavoratori migliori, piuttosto che ad assumerli. Si tratta di quella che viene definita una “guerra per il talento”: per vincere la guerra è necessario creare coinvolgimento sul posto di lavoro, che non vuol dire, semplicemente, rendere felici o soddisfatti i dipendenti, ma qualcosa di più.

coinvolgimento dipendenti sul lavoro

Riguarda la capacità di creare un impegno emotivo nei confronti dell’azienda, è un investimento psicologico, è la volontà di contribuire al successo dell’impresa. Vuol dire sentirsi parte dell’azienda, indipendentemente dai potenziali benefit.

Il coinvolgimento aumenta la produttività: le aziende che creano coinvolgimento risultano avere un incremento di produttività del 21%, oltre che un miglioramento del morale della forza produttiva, come evidenzia un sondaggio Gallup. Il riconoscimento porta ad una maggiore motivazione nel dipendente, aumenta l’orgoglio per la posizione ricoperta, che, indirettamente, spingerà il lavoratore a prendere iniziativa e responsabilità.

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Le statistiche sul coinvolgimento in azienda

  1. Secondo un sondaggio Gallup, il 70% della forza lavoro non si sente coinvolta nell’attività che svolge, la maggior parte vede il posto di lavoro come un luogo negativo, e fa il minimo indispensabile per arrivare a fine giornata
  2. Il 73% dei dipendenti sarebbe disposto a lasciare il posto di lavoro se ricevesse una buona offerta
  3. Il basso coinvolgimento dei lavoratori rappresenta un costo per l’impresa, tra i 450-500 dollari l’anno. I lavoratori che non si sentono coinvolti non sono pronti ad assumersi responsabilità, e producono meno, cosa che si traduce in perdita per l’azienda
  4. Avere una buona e chiara cultura aziendale aumenta di 4 volte i ricavi. Il 47% di chi è in cerca di lavoro dichiara di considerare la cultura dell’azienda il motivo principale per lasciare l’attuale lavoro. La filosofia che guida l’azienda, ossia tutti quei principi che ne costituiscono il DNA e riflettono ciò che si rappresenta, sono un elemento chiave nella creazione del coinvolgimento
  5. Il 33% della forza lavoro attiva dichiara di cercare un nuovo lavoro nel momento in cui si sente annoiato e senza sfide
  6. Il 37% dei dipendenti ritiene importante che il riconoscimento gli venga comunicato espressamente: il 43% preferisce un riconoscimento face to face con il datore di lavoro, il 10% vorrebbe essere elogiato di fronte ai colleghi, il 9% in privato in modalità scritta
  7. Solo il 29% dei lavoratori è soddisfatto delle opportunità di crescita offerte dal posto lavoro. Il 41% considera la crescita professionale fondamentale per considerarsi soddisfatto, percentuale che tra i Millennial sale all’87%

comunicare crea coinvolgimento

Comunicare vuol dire coinvolgere

Per permettere ai dipendenti di sviluppare un senso di appartenenza e coinvolgimento è necessario rafforzare la comunicazione interna. La comunicazione è infatti il fattore chiave per creare coinvolgimento: i dipendenti informati saranno più sicuri di sé sul lavoro e quindi motivati.

Secondo un sondaggio solo il 17% delle persone ritiene che la comunicazione della propria azienda sia efficace, e 1 dipendente su 3 non si fida della comunicazione del proprio capo.

Un dipendente che non ha le necessarie informazioni relative al lavoro è costretto a cercarle da solo o chiedendo aiuto ai colleghi, cosa che può comportare perdita di tempo e frustrazione.

La comunicazione aziendale deve essere un flusso continuo di condivisione delle informazioni, all’interno e all’esterno, suddivisibile in 4 tipologie specifiche:

  1. comunicazione interna verso l’alto, da un subordinato ad un superiore, realizzata attraverso sondaggi, feedback, rapporti
  2. comunicazione interna verso il basso, dal superiore al subordinato, che si concretizza attraverso lettere, promemoria, direttive verbali
  3. comunicazione laterale interna, tra i colleghi, che spesso riveste un ruolo cruciale nel coinvolgimento, svolta con chat, email o software intranet
  4. comunicazione esterna, con i clienti, fornitori e partner

I Consigli per creare coinvolgimento

  • Assumere un buon manager è il primo passo da compiere: il manager è responsabile del 70% del coinvolgimento dei subordinati. Una personalità empatica e trascinante saprà motivare e coinvolgere con facilità
  • Fornire le risorse di cui si necessita per lavorare, tecnologie, strumenti, accessori, nulla deve mancare al dipendente per renderlo soddisfatto
  • Mostrare apprezzamento non è un particolare insignificante, al contrario, è il modo migliore per creare un clima positivo basato sulla fiducia
  • Premiare i dipendenti, con remunerazioni extra ma anche, ad esempio, con del tempo libero
  • Iniziare a coinvolgere il dipendente già dal suo primo giorno di lavoro, non lasciare che sviluppi un sentimento di ostilità, difficile da modificare nel futuro

3 errori di chi non crea coinvolgimento

  1. Non promuovere una connessione umana tra i dipendenti: la solitudine è nemica della produttività che influenza negativamente
  2. Non ottimizzare i processi interni: sovraccaricare di email e riunioni non necessarie crea distanza rispetto al lavoro
  3. Non promuovere la mission aziendale: i valori e gli obiettivi dell’azienda vanno ripetuti ogni volta sia possibile, in tutte le riunioni, in modo che vengano bene compresi ma, soprattutto, interiorizzati dai dipendenti

Quanto ha influito il Covid sul coinvolgimento in azienda?

La pandemia ha rivoluzionato il mondo del lavoro italiano, costringendo ad un improvviso lavoro da remoto. L’influenza che questo ha avuto sul fattore coinvolgimento è legato alla capacità che ogni singola azienda ha avuto nel gestire la situazione.

Il 60% dei datori ha dichiarato di aver aumentato l’ascolto ma non con l’utilizzo di strumenti formali, solo il 31%, infatti, ha condotto dei sondaggi o dei focus group tra i dipendenti.

Il 22% dei lavoratori ha ammesso di avere difficoltà a staccare la spina nel lavoro da casa, il 38% di sentirsi spesso esausto a causa delle riunioni online. D’altra parte, però, il 73% sostiene di essere più produttivo nel lavoro da casa, l’87% dichiara di sentirsi motivato se l’azienda è in grado di fornire i giusti aggiornamenti.

Il 96% ha avvertito l’impegno del datore di lavoro nel mettere veramente al primo posto la sicurezza del dipendente in una situazione di emergenza. Questo è chiaramente un elemento fondamentale nello sviluppo del coinvolgimento.

coinvolgimento in smart working

Le statistiche emerse dal periodo di lavoro remoto forzato sono comunque utili per chi intende continuare con tale modalità, anche ora che l’emergenza è terminata. In un lavoro svolto a distanza è bene tenere presente alcuni consigli utili per sviluppare il coinvolgimento:

  1. Sviluppare un’adeguata strategia di comunicazione interna che preveda una comunicazione regolare
  2. Spingere i dipendenti alla collaborazione attraverso una comunicazione laterale
  3. Incoraggiare i dipendenti a partecipare ad ogni conversazione
  4. Mostrare apprezzamento per il lavoro svolto

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Come entrare in contatto con la tua target audience su TikTok

Come connettersi con la propria target audience su TikTok

Raggiungere il pubblico giusto su TikTok può aiutare il tuo brand a creare connessioni autentiche, fidelizzare i clienti e incrementare le vendite.

Ma andiamo con ordine e proviamo ad esaminare i metodi principali per intercettare e comprendere il nostro pubblico di destinazione prevedendo azioni mirate grazie all’utilizzo di TikTok Ads Manager.

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Conosci il tuo pubblico di destinazione su TikTok

Secondo uno studio sui consumatori, condotto da Neuro-Insight, la potente combinazione di pertinenza e coinvolgimento di TikTok crea un’esperienza più piacevole e consente agli utenti di essere più ricettivi ai messaggi del marchio e alle call to action.

Per i brand, questa combinazione di coinvolgimento e pertinenza si traduce in tassi di risposta più elevati da parte del pubblico rispetto ai media tradizionali, creando interessanti opportunità per creare connessioni profonde con il pubblico.

Ma prima di poter entrare in contatto con potenziali clienti su TikTok, è utile conoscere meglio il pubblico di destinazione.

Ecco alcuni consigli:

  • Comprendi le tue subculture: è una buona idea trascorrere del tempo di qualità su TikTok per conoscere la tua community e far conoscere loro il tuo marchio. Con che tipo di contenuto gli piace interagire? Qual è l’umore? Il tono? Conoscere il tuo pubblico aiuterà i tuoi messaggi di marketing a colpire nel segno. Inizia registrandoti con un account aziendale TikTok. Questo ti fornirà approfondimenti sul pubblico e altre risorse per aiutarti a sviluppare la tua strategia.
  • Esplora gli hashtag: digita un interesse o una parola chiave nella barra di ricerca dell’app TikTok per vedere quali hashtag vengono utilizzati e con quale frequenza. Questi hashtag forniscono un gateway per trovare le tue sottoculture e i loro interessi. Esplora hashtag, tendenze e approfondimenti creativi nel Creative Center.
  • Coinvolgi il tuo pubblico: unisciti alla conversazione e prendi il tuo posto nella community. La creazione di contenuti originali è un ottimo modo per partecipare, ma anche le azioni più piccole contano. Commentare i video, rispondere ai post e seguire i creator pertinenti sono tutti modi per entrare a far parte della community.

Applica le tue conoscenze al targeting

Ora che conosci meglio il tuo pubblico, sei pronto ad agire in base a tali informazioni per creare il giusto targeting per gli annunci. Su TikTok Ads Manager, avrai quattro opzioni principali per raggiungere il pubblico giusto.

1. Pubblico personalizzato e simile

Su TikTok è possibile creare segmenti di pubblico personalizzati utilizzando le informazioni delle precedenti campagne di marketing o altri dati proprietari. Tali segmenti possono essere inclusi o esclusi dalla campagna pubblicitaria.

Ad esempio, si può scegliere di indirizzare l’annuncio a persone che hanno visitato il sito web del brand, si sono iscritte alla newsletter o hanno interagito con i post su TikTok, e di escludere coloro che hanno già acquistato il prodotto che si vuole promuovere. Inoltre, TikTok Ads Manager permette di creare segmenti di pubblico simili, cioè gruppi di utenti che condividono alcune caratteristiche con follower e clienti esistenti.

Altro esempio, se possediamo un elenco di clienti fidelizzati è possibile caricarlo in TikTok Ads Manager e creare un pubblico simile basato su quella lista. Il sistema aiuterà a trovare altri segmenti di pubblico che condividono caratteristiche simili ai clienti fedeli, migliorando così le prestazioni della campagna.

2. Dati demografici

Il targeting demografico permette di indirizzare gli annunci alle persone, in base a caratteristiche come età, sesso, località e lingua.

Questo metodo è utile per raggiungere un’ampia portata all’interno della community di TikTok. In TikTok Ads Manager, è possibile concentrarsi su specifici dati demografici come:

  • il genere
  • l’età
  • la posizione geografica
  • la lingua

3. Interessi e comportamenti

Su TikTok, è possibile indirizzare il pubblico in base ai propri interessi e comportamenti sulla piattaforma.

Come entrare in contatto con la tua target audience su TikTok

Ad esempio, è possibile mostrare gli annunci a coloro che hanno interagito maggiormente con determinati tipi di contenuti, categorie di creator, categorie di video o hashtag. Questo tipo di targeting può essere molto specifico, basato anche su parole chiave.

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4. Dispositivo

TikTok Ads Manager offre la possibilità di scegliere specifiche del dispositivo per il targeting. Questo può essere utile soprattutto per i marchi di elettronica e giochi. Ad esempio, è possibile indirizzare in modo specifico i dispositivi Android nella propria campagna di marketing se la nostra app è stata creata solo per Android. Le opzioni di targeting per dispositivo includono il sistema operativo, la versione del sistema operativo, il modello del dispositivo, il tipo di connessione e il prezzo del dispositivo.

In sintesi, i marchi possono raggiungere il pubblico giusto su TikTok utilizzando una combinazione di informazioni come dati demografici, interessi, comportamenti e specifiche sul dispositivo. Tuttavia, è importante divertirsi e sperimentare con la piattaforma, cercando di conoscere i propri clienti e capire come interagiscono tra loro.

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heineken silver- vikings- ninja marketing

Da Prime Video a Patagonia fino ad Heineken, ecco le 7 pubblicità più belle di aprile

Momento di grande fermento per i più grandi brand che si preparano per l’eccezionale evento di Cannes. Nell’attesa di vedere grandissime realizzazioni, godiamo nel frattempo delle più belle pubblicità di aprile, periodo quieto in fatto di creatività in cui, comunque, non mancano alcuni lavori di rilievo.

PUBLICIS ITALY/ LE PUB |The Laundry Screen

Le Pub presenta The Laundry Screen un progetto particolare realizzato per Prime Video nei quartieri spagnoli, il cuore di Napoli. Il racconto di una comunità appassionata, la storia di un popolo caldo, scaramantico, vivo, allegro e pittoresco in attesa della proiezione della partita definitiva che ha fatto vincere alla sua squadra di calcio il suo terzo scudetto.

Ci muoviamo tra i vicoli del quartiere, viviamo una tenera emozione nel vedere non mega schermi led ma semplici lenzuola stese tra un balcone e l’altro e sorridiamo con il cuore, proprio come in un film d’altri tempi.

 

HEINEKEN SILVER | All The Taste. No Bitter Endings

Tra le pubblicità più belle di aprile non poteva di certo mancare l’ultima realizzazione di Heineken che ci delizia con la sua creatività costruita sull’ironia. Una volta si usava chiedere la mano al padre dell’amata. Ai vichinghi assetati di vendetta o chissà, di una buona bibita, invece si dà in dono la speciale Heinken Silver con pochi carboidrati, per un finale che non deve essere amaro. Mai!

 

PEOPLE LIKE US | Autocorrected Pay Gap

L’organizzazione no-profit People Like Us sostiene i professionisti del marketing e della comunicazione in generale, promuovendo posti di lavoro più inclusivi. Si rivolge in particolare agli individui provenienti da minoranze etniche come quella asiatica, nera e mista.

Nella sua campagna, People Like Us mostra come questi professionisti avvertano a lavoro una certa forma di esclusione, ad iniziare dallo stravolgimento del proprio nome. I cartelloni mostrano infatti l’autocorrezione dei nomi stranieri, sostituiti in modo erroneo.

L’attenzione è rivolta soprattutto verso la retribuzione di queste minoranze, spesso non equa e che risente della disparità in ambito professionale come in quello di genere. In una ricerca condotta infatti dall’organizzazione nel 2022, si è evinto come i lavoratori di origine nera, asiatica e le minoranze etniche siano pagati il ​​16% in meno rispetto ai loro colleghi.

people like us - ooh - pubblicità aprile

people like us 2 ooh - pubblicità aprile

HEINZ | Ketchup Fraud

Più di qualche ristoratore del nord America è stato beccato con le mani nel ketchup, intento a travasare un’anonima salsa in una bottiglia Heinz. Non vale!

Certo questa scorretta pratica non è nuova, come testimonia proprio il brand in una dichiarazione del 2000 sul Wall Street Journal in cui ha rivelato che almeno il 20% dei ristoratori ha ammesso la scorrettezza. Heinz però ha saputo sfruttare l’accaduto a suo favore, ironizzando sul misfatto e sottolineando quanto famoso sia il suo nome come sinonimo di qualità e fiducia, perché “Anche quando non è Heinz, deve essere Heinz”.

Heinz Ketchup Fraud - pubblicità aprile -ninja marketing

PATAGONIA | Wht’s Next?

Patagonia compie 50 anni ed è sempre incentrato e concentrato verso il futuro.

Tra le pubblicità più belle di aprile, quella di Patagonia ci parla di un futuro sostenibile, di qualità, di collaborazione, soprattutto ora che il cambiamento climatico richiede necessariamente un intervento congiunto.

Può dunque il capitalismo evolversi nella creazione di partner non competitivi? Può la società ricostruirsi sui valori della collaborazione e delle connessioni di qualità? Patagonia ci crede, portando avanti la promessa di un’azienda incentrata sul connubio tra natura, persone, prodotti e valori di qualità.

 

BARBIE | First Barbie Doll with Down Syndrome

In collaborazione con la National Down Syndrome Society, Barbie ha creato la sua prima bambola rappresentativa della sindrome di Down.

Della Collezione Fashionista, in cui il brand si è immerso completamente in un mondo più inclusivo e vicino alle diversità, questo modello ha avuto una testimonial d’eccezione: la modella britannica Ellie Goldstein, affetta dalla stessa sindrome e diventata celebre grazie alle passerelle di Gucci.

Barbie amplia la sua gamma di bambole che rappresentano per i bambini un mondo in cui rispecchiarsi ed un modo per sentirsi tutt’uno con la società.

Questa Barbie, insieme alle altre ci ricorda quanto sia importante il potere della rappresentazione: questi modelli possono effettivamente aiutare i bambini a riconoscersi in una società più inclusiva e, attraverso la manifestazione delle diversità, danno loro la reale possibilità di farli sentire uguali agli altri.

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POND’S MEN | The Oily Warrior

Pensavate che l’air kiss – il bacio di saluto senza toccarsi le guance – sia stato inventato dalle influencer per non rovinarsi il trucco? No, vi sbagliate, ha origini ben più antiche e dalle motivazioni molto più ragionevoli! Una pubblicità di sicuro semplice ma che unge bene il concetto.

 

Adori l’Advertising? Allora dà un’occhiata qui:

Le 8 pubblicità più belle di marzo: Barilla, Coca-Cola, Philips e altri big brand

Le collaborazioni più belle di Heinz e Absolut Vodka

Le pubblicità più belle di gennaio: BMW, British Airways, i 3D billboard di Meta e le altre

Le indimenticabili pubblicità dei Levi’s 501 per celebrare i suoi 150 anni

trend di tiktok per il 2023

7 trend di TikTok che devi assolutamente conoscere

Quali sono i trend di TikTok da conoscere per il 2023? Che tu sia un creator affermato o che ti stia appena tuffando nell’app dedicata agli short video, hai assolutamente bisogno di capire da dove partire e che direzione prendere.

Che tipo di contenuti favorirà l’algoritmo? La piattaforma potrà contare su maggiori entrate pubblicitarie quest’anno? Che cosa coinvolge maggiormente il pubblico?

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Qui di seguito, ti presentiamo le principali tendenze di TikTok da conoscere per il 2023.

  1. La fiducia del pubblico rimarrà un bene prezioso per i creatori di TikTok
  2. La SEO sarà sempre più importante su TikTok
  3. I contenuti didattici di breve durata spaccano
  4. La spesa pubblicitaria aumenterà nel 2023
  5. I contenuti che suscitano gioia raggiungeranno più pubblico
  6. Le micro-community diventeranno ancora più piccole
  7. I brand si affideranno ai contenuti generati dagli utenti

#1 La fiducia del pubblico rimarrà un bene prezioso per i creatori di TikTok

È probabile che tu abbia già sentito la frase “TikTok made me buy it“, ma ti sei chiesto cosa spinge qualcuno a fare un acquisto dopo aver visto un breve video? Tutto si riduce a una cosa semplice ma essenziale: la fiducia.

I TikToker di successo sono affidabili e le persone si fidano del fatto che i loro creatori preferiti abbiano in mente i loro interessi. Secondo il Trend Report 2023 di TikTok, il 72% degli utenti che hanno acquistato un prodotto o visitato un sito web dopo essere andati su TikTok ha dichiarato di aver guardato una recensione di un creatore di cui si fida.

Per promuovere le vendite su TikTok, i creatori e i marchi dovranno costruire questa fiducia con il loro pubblico: niente più annunci ingannevoli o contenuti clickbait. Si tratta di uno dei trend di TikTok più importanti.

Cosa possono fare i creator su TikTok (e puoi fare anche tu)

Come il numero di follower, anche la fiducia del pubblico nei tuoi confronti è qualcosa che si costruisce nel tempo. Quando crei contenuti, devi sempre pensare al tuo pubblico. Come trarranno beneficio da ciò che stai creando? Si è sempre tentati di seguire l’ultimo trend di TikTok, ma se si vuole guadagnare la fiducia del’audience, è necessario chiedersi in che modo i propri contenuti possano aggiungere valore agli spettatori.

LEGGI ANCHE: Content Marketing: ecco come intercettare la Generazione Z

#2 La SEO sarà sempre più importante su TikTok

L’ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO) consiste nel far crescere la tua portata organica assicurandoti che i tuoi contenuti siano facilmente ricercabili. Questo processo di solito consiste nel popolare i siti web con le parole chiave che le persone potrebbero cercare su Google.

Ma la SEO è importante anche per TikTok, perché la piattaforma sta rapidamente diventando il motore di ricerca preferito dalla generazione Z e questa tendenza è destinata a continuare nel 2023.

Trend di TikTok: cosa possono fare i creator su TikTok

Per posizionare i tuoi video in alto nei risultati di ricerca di TikTok, devi avere una buona conoscenza del tuo pubblico di riferimento. Individua le parole chiave più importanti nella tua nicchia e includile nei tuoi contenuti. Dalle didascalie, agli hashtag, alle voci fuori campo, ci sono molti modi possibili per incorporare le parole chiave nei vostri contenuti. In questo modo, i contenuti avranno maggiori possibilità di essere visti dal pubblico giusto.

#3 I contenuti didattici di breve durata spaccano

L’apprendimento in forma breve prevede contenuti educativi distribuiti in pezzi di dimensioni ridotte, il che lo rende perfetto per una piattaforma come TikTok.

Nel suo Digital Learning Trends 2023 Report, la piattaforma di corsi online Thinkific ha previsto che il microapprendimento avrà un grande impulso quest’anno. In particolare, il 41% delle persone intervistate ritiene che i contenuti brevi siano ideali per scoprire nuovi argomenti. Inoltre, più della metà preferisce consumare i contenuti sul proprio telefono piuttosto che altrove.

@lafisicachecipiaceCome mai gli studenti non riescono a staccare i quaderni? È una questione di fisica♬ suono originale – LaFisicaCheCiPiace

Cosa possono fare i creatori di TikTok (e puoi fare anche tu)

È probabile che ci sia un argomento o una nicchia specifica di cui sai più del vostro pubblico, quindi prova a creare qualche TikTok per condividere le tue conoscenze. E se non sei già un esperto? Jay Clouse, il creator educator dietro la newsletter Creator Science, suggerisce di posizionarsi come un principiante curioso, pronto a condividere le proprie scoperte man mano che impara.

#4 La spesa pubblicitaria aumenterà nel 2023

La crescente popolarità di TikTok ha reso la piattaforma uno dei canali di marketing più caldi per aziende e marchi.

Secondo eMarketer, la spesa pubblicitaria su TikTok dovrebbe raggiungere gli 8,75 miliardi di dollari nel 2023, con un aumento di quasi il 47% rispetto al 2022. Per i creatori, potrebbero esserci potenziali opportunità di guadagno grazie alle partnership con i brand.

LEGGI ANCHE: Come guadagnare e mantenere la fedeltà dei clienti sul lungo periodo

Cosa possono fare i creatori di per questo trend di TikTok

Se punti a fare delle partnership con i marchi uno dei tuoi flussi di reddito per il 2023, dovrai migliorare la creazione di contenuti. Anche se i marketer spenderanno su TikTok, a causa dell’attuale clima economico, saranno anche più selettivi nella scelta dei creatori con cui collaborare.

Secondo Bradley Hoos, CEO dell’agenzia di influencer marketing The Outloud Group, i marketer preferiranno “i creatori che hanno un’esperienza consolidata di performance per i brand che si rivolgono a clienti con caratteristiche demografiche simili”. Questo per garantire che la loro spesa pubblicitaria sia “altamente efficiente”.

Per ottenere contratti lucrativi con i brand, i creatori dovranno dimostrare la loro capacità di creare contenuti ad alta conversione. Che si tratti di storyboarding, riprese o montaggio, è ora di affinare le proprie capacità.

trend di tiktok per il 2023 gioia

#5  I contenuti che suscitano gioia raggiungeranno più pubblico

Secondo il rapporto sulle tendenze di TikTok, il 2023 sarà l’anno delle vibrazioni positive.

Il 50% degli utenti di TikTok ha dichiarato che la piattaforma li fa sentire felici e più di un terzo di loro ha affermato che i brand devono “sollevare il loro spirito” per motivarli a fare un acquisto. Per avere successo su TikTok, i creatori dovranno sfruttare questo bisogno di gioia e leggerezza.

@khaby.lame hey bro, if you keep cutting potatoes like that, you won’t have anything left! #learnfromkhaby #comic #nowastefood ♬ suono originale – Khabane lame

Trend di TikTok per il 2023: cosa possono fare i creator

I tuoi contenuti diffondono positività? Anche se è vero che non si può imporre la positività su ogni argomento, molte nicchie possono trarre vantaggio da questa fame di contenuti spensierati.

Se sei specializzato in contenuti di bricolage, incoraggia il tuo pubblico a provare a costruire da solo e fallo sentire capace.

Crei tutorial sul make up? Ricorda ai tui follower che sono belli così come sono. Lascia la tristezza per le discussioni su Twitter.

LEGGI ANCHE: TikTok, lobbying e spionaggio: forse non è solo un film

#6 Le micro-community diventeranno ancora più piccole

Cosa distingue TikTok dalle altre piattaforme?

Le sue numerose community con interessi di nicchia diversi. TikTok ha una probabilità 1,8 volte maggiore di introdurre gli utenti a nuovi argomenti e gli utenti sanno che è il posto giusto per approfondire quella specifica cosa di cui sono ossessionati.

Quando le persone vanno su TikTok, cercano creator che li capiscano e che li ispirino a fare un cambiamento, che si tratti di imparare a suonare l’oboe o di fare una torta.

Nel 2023, questo senso di comunità sarà ancora più importante e nessuna nicchia sarà troppo piccola.

Cosa possono fare i creator per questa tendenza di TikTok

Non devi essere ossessionati dalla scelta della nicchia.

Qualunque sia l’argomento del tuo contenuto, c’è un pubblico per esso. Basta concentrarsi su un argomento di cui si è esperti, o su qualcosa per cui si è disposti a dedicare del tempo per imparare, e si troverà il proprio seguito.

Ricorda che, indipendentemente dalla tua nicchia, le persone vogliono imparare e crescere con te.

#7 Trend di TikTok: i brand si affideranno agli UGC

Nel 2023, quando la fiducia del pubblico diventerà più preziosa su TikTok, i marchi dovranno lavorare di più per attirare l’attenzione della loro base di clienti, oppure dovranno essere più intelligenti.

I contenuti generati dagli utenti (UGC) sono a cavallo tra l’influencer marketing e la pubblicità pura.

Sebbene l’UGC sia tradizionalmente conosciuto come contenuto organico creato dai clienti reali di un marchio, ha assunto un nuovo significato con l’ascesa dei creatori di UGC. Un’alternativa alle campagne di marketing convenzionali, i creatori UGC vengono pagati per creare contenuti autentici che i marchi possono utilizzare nei loro canali per promuovere i loro prodotti.

Un esempio: nel suo Trend Report 2023, TikTok rivela che il marchio di arredamento Fantastic Furniture ha utilizzato gli UGC per creare una campagna che ha portato più coinvolgimento, più entrate e meno costi di una normale campagna pubblicitaria.

@the.leap Becoming a UGC creator is alllll over our TikTok right now. Here’s how to actually do it. #UGC #UGCcreator #UGCjourney #contentcalendar ♬ Massive – Drake

Tendenze di TikTok per i creatori di contenuti

Considerare la creazione di UGC come un’opportunità per sbloccare un nuovo flusso di entrate.

A titolo di riferimento, alcuni marchi pagano oltre 250 dollari per un video di 60 secondi. E se stai creando contenuti, hai già le competenze necessarie per diventare un creatore UGC.

>>Sei pronto ad esplorare al meglio tutto il potenziale esplosivo di TikTok? Scopri TikTok Marketing: un percorso Web Live per sfruttare tutto il potenziale della piattaforma<<

Come potenziare il tracking con il Server Side Tagging

Continuano senza sosta i nostri appuntamenti con i Webinar PRO targati Ninja: tutti gli insight, trucchi, trend, dietro le quinte sui temi caldi del momento, condivisi con voi.

L’argomento di questa puntata è dedicato a come come tracciare meglio le attività del tuo negozio online utilizzando il Server Side Tagging.

A parlarne con noi Felice Carotenuto, Digital Analyst.

Non perderti i punti salienti del webinar:

  • Che cos’è il Server Side Tagging
  • Google Tag Manager Server Side
  • Esempi di implementazione

Scarica le slide

Cyber Security

Cybersecurity: come proteggerti dalle vulnerabilità più comuni

La Cybersecurity è diventata un tema di crescente importanza nel mondo moderno. Negli ultimi anni, le aziende hanno implementato e sperimentato nuove soluzioni e tecnologie IT. Con la digitalizzazione, le minacce informatiche sono diventate sempre più sofisticate e diffuse.

Secondo il rapporto Clusit 2023 sulla sicurezza delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione in Italia, il numero di attacchi informatici nel nostro paese è cresciuto del 168,6% nel 2022 rispetto all’anno precedente. Questo aumento significativo degli attacchi ha portato molte organizzazioni a considerare la sicurezza informatica come una priorità.

Cybersecurity

A supporto di aziende, professionisti ed organizzazioni in Italia troviamo il Cloud Computing Provider Seeweb. Presente dal 1998, la società, con le sue soluzioni IT e i quattro data center di proprietà distribuiti tra le città di Milano e Frosinone, rappresenta un punto di riferimento nel nostro Paese.

Scopriamo nel dettaglio le principali sfide in campo cybersecurity individuate da Seeweb per il 2023 e altri importanti dati di scenario.

In Italia gli attacchi informatici sono in crescita

Negli ultimi cinque anni, la situazione relativa agli attacchi informatici è notevolmente peggiorata, seguendo un trend costantemente in crescita.

Dal confronto tra i numeri del 2018 e quelli del 2022, emerge un aumento del 60% del numero di attacchi rilevati, con una media mensile di attacchi gravi a livello globale che è passata da 130 a 207.

Cybersecurity

Il Rapporto Clusit 2023, inoltre, indica che il 2022 è stato l’anno peggiore per la cybersecurity, con 2.489 incidenti gravi a livello globale. L’Italia è ormai diventata un obiettivo centrale degli hacker, con il 7,6% degli attacchi totali avvenuti nel paese nel corso dell’anno scorso (contro il 3,4% del 2021). Inoltre, l’83% di questi casi si è rivelato grave.

Il trend è confermato anche da una ricerca dell’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection della School of Management del Politecnico di Milano. Gli attacchi informatici sono in continuo aumento e stanno interessando anche infrastrutture critiche, con un aumento del 8,4% tra il 1° semestre del 2021 e quello del 2022.

Il 67% delle imprese rileva un aumento dei tentativi di attacco e il 14% ha subito conseguenze tangibili a seguito di incidenti informatici.

Il mercato italiano della cybersecurity è cresciuto del 18% rispetto al 2021, raggiungendo il valore di 1,86 miliardi di euro. Mentre, la spesa in cybersecurity in Italia si attesta allo 0,10% del PIL. Tuttavia, il mercato della cybersecurity cresce in modo significativo e l’aumento degli investimenti degli attori privati e pubblici rappresentano un segnale incoraggiante in vista dei prossimi anni.

Le aziende italiane stanno adottando una visione olistica della gestione dei rischi per definire le priorità di investimento. Il 49% delle organizzazioni integra la gestione del rischio cibernetico all’interno del processo di gestione aziendale del rischio, ma un’ampia quota lo tratta ancora come un rischio separato o addirittura non lo monitora costantemente.

Solo il 32% delle aziende utilizza metodi di valutazione finanziaria del rischio, che seppur complessi, sono efficaci nel far comprendere ai dirigenti aziendali l’importanza della sicurezza informatica e dei possibili impatti commerciali di un potenziale incidente.

Settori maggiormente bersagliati dai cyber attacchi

L’analisi dei dati di Clusit evidenzia anche il trend generale della Severity per attacker con dati clusterizzati per settore merceologico.

In ambito sicurezza informatica, “severity” si riferisce alla gravità di una minaccia o di un attacco informatico, ovvero alla sua capacità di causare danni significativi per l’organizzazione colpita.

A livello internazionale, i Multiple Targets sono diventati la principale vittima degli attacchi informatici, con un aumento del 97% rispetto al 2021.

In particolare, le organizzazioni governative, militari e le forze di polizia, passano dal primo posto al terzo a favore dei “bersagli multipli”, probabilmente influenzato dallo scenario geopolitico attuale.

Distribuzione della Severity per prime 10 vittime nel 2022

Un trend coerente con gli attacchi alle grandi infrastrutture critiche, alle loro filiere e agli attacchi mirati non solo contro singole organizzazioni, ma contro un intero ecosistema. Questo dimostra come le minacce siano sempre più sofisticate e ingegnerizzate, replicabili su larga scala, come dimostrato dalle notizie apparse sui media nell’ultimo anno.

Il settore sanitario sale ulteriormente in classifica, diventando un bersaglio appetibile sia per coloro che cercano di monetizzare gli attacchi, sia per chi vuole arrecare danni ai servizi fondamentali della società.

D’altro canto, le imprese del comparto ICT rimangono ancora nella parte alta della classifica, a causa della loro particolare predisposizione. Si tratta di organizzazioni che, grazie all’elevato grado di digitalizzazione dei processi, hanno una maggiore esposizione rispetto ad altri settori.

Interessante la scalata del settore manifatturiero, che si è dimostrato particolarmente redditizio per i cyber criminali nel 2022.

Sicurezza Cyber e Social Engineering

Seeweb ha condotto diverse simulazioni in ambito Sicurezza e Social Engineering con l’obiettivo di dimostrare che spesso sono gli errori umani a generare rischi per la sicurezza delle aziende. È stato dimostrato come sia indubbiamente la posta elettronica il vettore più comune per i tentativi di phishing.

Cyber Security

Il fine di questi esperimenti è stato quello di valutare se un attacker esterno, privo di informazioni specifiche sull’azienda sotto attacco (al di fuori di quelle disponibili pubblicamente su Internet), potesse accedere in modo non autorizzato a dati sensibili mediante attacchi di phishing ai danni dei dipendenti.

I cyber criminali, infatti, non hanno sempre bisogno di grandi quantità di informazioni per effettuare un attacco: a volte basta risalire, studiando per esempio i suoi canali social, a una sola informazione su una determinata persona, come ad esempio la sua passione per il calcio o per la moda, per convincerla a cliccare su un’email a tema. In altri casi, invece, è necessario avere informazioni precise e accurate.

Dalle simulazioni, è emerso, infine, quanto sia assolutamente facile per un hacker risalire ai contatti di un’azienda, profilare gli interessi dei suoi lavoratori e individuare eventuali debolezze, cercando di persuadere i dipendenti a compiere azioni a vantaggio dell’hacker.

LEGGI ANCHE: PMI e pubblicità online: proteggere la privacy delle persone passo dopo passo

Cybersecurity: 8 problemi comuni

Tra le minacce più diffuse, in campo Sicurezza Informatica, sono stati individuati 8 problemi ricorrenti da Seeweb:

1. SQL Injection

L’attacker inserisce in input nell’applicazione web una guery SQL che viene gestita dal database come se fosse legittima.

2. Account Takeover

L’Hacker accede all’interno di un account utente di cui non e proprietario e in maniera non autorizzata

3. Authentication Bypass

L’utente malevolo accede a un account utente senza doversi autenticare con le corrette credenziali di accesso

4. Insecure Direct Obiect Reference

L’IDOR è una vulnerabilità che permette all’attacker di eludere i controlli di accesso applicativi per aumentare orizzontalmente o verticalmente i propri privilegi.

5. Privilege Escalation

L’attacker cerca di acquisire privilegi maggiori di quelli a cui ha accesso di norma.

6. Brute Force

L’Hacker riesce ad ottenere informazioni, come username e password di accesso valide, a fronte di un elevato numero di tentativi.

7. Cross-site scripting

L’attacker riesce a far eseguire del codice JavaScript arbitrario sulla postazione di un utente (il bersaglio) che visita il sito web posto sotto attacco.

8. Outdated Software Version

L’utilizzo di software non aggiornati e la causa principale di problemi di sicurezza informatica.

Le soluzioni di Seeweb

Grazie alla sua tecnologia unica e alla scalabilità dei servizi, Seeweb offre strategie efficaci per proteggere i dati e servizi di alta qualità e dalle elevate performance. Tra le diverse soluzioni di sicurezza online, per la risoluzione dei problemi elencati, troviamo sia veri e propri “strumenti” quali Web Application Firewall (WAF) che attività specialistiche di consulenza e analisi come l’assessment QSA:

  • II Web Application Firewall permette di fruire di un firewall applicativo in grado di proteggere le tue web application e il business stesso. II WAF è completamente “managed” e non comporta nessuna configurazione a carico dell’azienda. In presenza di più siti, realizzati con la stessa tecnologia o CMS, è possibile usare un unico WAF, senza fare modifiche applicative.
    Il WAF funziona in modalità single-tenant, il che significa che è necessario attivarlo su uno o più server che offrono servizi web per singolo cliente. Per proteggere molti siti altamente trafficati, gli esperti Seeweb possono contribuire a sviluppare una strategia di difesa efficace ed efficiente.
  • Quick Security Assessment è un test che valuta il grado di vulnerabilità dei sistemi IT di una società o di un ente, consentendo di mettere in sicurezza applicativi e architetture IT, riducendo il cyber risk e preservando la business community nella sua totalità.
    Il Quick Security Assessment (QSA) è adatto per qualsiasi tipo di architettura e applicazione. Inizialmente, vengono individuati i server pubblicamente raggiungibili e i servizi che accettano richieste dall’esterno. Successivamente, vengono identificate eventuali vulnerabilità e validate durante il processo di scansione. Infine, vengono fornite raccomandazioni per migliorare la sicurezza della web application, includendo la lista dei possibili vettori di attacco.
google I-O 2023

Google I/O 2023: le novità sull’intelligenza artificiale annunciate all’evento

Un lungo e spettacolare evento di presentazione aperto proprio da Sundar Pichai, CEO of Google and Alphabet. Al Google I/O 2023 sono state svelate tutte le nuove applicazioni dell’Intelligenza artificiale ai prodotti esistenti (e utilizzatissimi nel mondo) dell’azienda di Mountain View, ma anche molte nuove soluzioni super innovative, destinate a rivoluzionare il mondo in cui ricerchiamo informazioni, facciamo acquisti e lavoriamo.

Gran parte dell’evento è infatti incentrato proprio sull’intelligenza artificiale, sulle AI generative e su come sia necessario utilizzare questi nuovi modelli in modo responsabile proteggendo la privacy delle persone.

Durante Google I/O l’azienda ha condiviso diversi modi in cui Google usa l’intelligenza artificiale, inclusi i progressi dell’IA generativa.

Sundar Pichai, CEO of Google and Alphabet

Nel corso di I/O 2023, Google ha presentato PaLM 2, un modello linguistico di nuova generazione con multilingue, ragionamento e coding migliorati. Inoltre, sono stati annunciati 25 nuovi prodotti e funzionalità basati su questa tecnologia.

Multilingua: PaLM 2 è stato addestrato in modo più intensivo su testi multilingue, che comprendono più di 100 lingue. Questo ha migliorato in modo significativo la sua capacità di comprendere, generare e tradurre testi ricchi di sfumature – compresi modi di dire, poesie e indovinelli – in un’ampia varietà di lingue, un problema difficile da risolvere. PaLM 2 supera anche gli esami di competenza linguistica avanzata al livello “mastery”.

Ragionamento: L’ampio set di dati di PaLM 2 comprende articoli scientifici e pagine web che contengono espressioni matematiche. Di conseguenza, dimostra di aver migliorato le capacità di logica, ragionamento di buon senso e matematica.

Codifica: PaLM 2 è stato pre-addestrato su una grande quantità di set di dati di codice sorgente pubblicamente disponibili. Ciò significa che eccelle nei linguaggi di programmazione più diffusi, come Python e JavaScript, ma può anche generare codice specializzato in linguaggi come Prolog, Fortran e Verilog.

LEGGI ANCHE: Google risponde a ChatGPT: più di 20 nuovi prodotti di AI nel 2023

I/O 2023: Intelligenza Artificiale per tutti (in modo responsabile)

Attualmente Google può contare su 15 prodotti che servono oltre mezzo miliardo di persone e ben 6 di questi sono usati da più due miliardi di utenti. Oggi l’azienda punta a rendere l’Intelligenza Artificiale ancora più utile per tutti attraverso quattro principali strade:

  1. Migliorando la conoscenza e l’apprendimento delle persone e approfondendo la loro comprensione del mondo.
  2. Stimolando la creatività e la produttività, in modo che le persone possano esprimersi e portare a termine le proprie attività.
  3. Consentendo agli sviluppatori e alle aziende di creare i propri prodotti e servizi all’avanguardia.
  4. Sviluppando e implementando l’IA in modo responsabile, così che tutti ne possano beneficiare nella stessa misura.

Le informazioni potenziate dall’AI

Search Labs

Search Labs è uno spazio in cui sperimentare nuove esperienze di ricerca basate sull’intelligenza artificiale. Uno dei primi esperimenti è Search Generative Experience (SGE), che utilizza l’intelligenza artificiale per fornire panoramiche di informazioni e suggerimenti per esplorare gli argomenti in modo naturale.

Quando SGE sarà disponibile (inizialmente solo negli Stati Uniti), gli annunci della rete di ricerca continueranno a essere visualizzati negli spazi pubblicitari dedicati in tutta la pagina.

Con SGE, gli annunci della rete di Ricerca continueranno ad apparire negli spazi dedicati agli annunci all’interno della pagina. In questa nuova esperienza, gli inserzionisti avranno come sempre l’opportunità di raggiungere potenziali clienti durante le loro ricerche.

Immersive View for routes

Visualizzazione immersiva utilizza la visione artificiale e l’intelligenza artificiale per unire miliardi di immagini Street View e di immagini aeree per creare un ricco modello digitale del mondo.

Ora con Immersive View for routes, è possibile visualizzare ogni segmento di un percorso prima di partire, sia che si voglia guidare, camminare o pedalare. Le città europee che verranno lanciate nei prossimi mesi sono: Amsterdam, Dublino, Firenze, Venezia, Londra, Parigi, Berlino.

Migliorare creatività e produttività

Alcuni degli annunci hanno l’obiettivo dichiarato di aiutare le persone a svolgere le proprie attività utilizzando l’intelligenza artificiale per aumentare la creatività e la produttività.

Bard

Bard si sta espandendo in 180 paesi, aggiungendo tra le proprie lingue anche il giapponese e il coreano e migliorando gli aggiornamenti di coding e le funzionalità di esportazione. Si integrerà anche con servizi di terze parti, tra cui Adobe, Instacart, Wolfram, Khan Academy e molti altri.

google I O 2023 - bard

LEGGI ANCHE: Google annuncia Bard, l’anti ChatGPT. Quali sono le differenze

Magic Editor

Con Magic Editor sarà possibile apportare modifiche complesse senza competenze di editing di livello professionale.

L’utilizzo di una combinazione di tecniche di intelligenza artificiale, inclusa l’IA generativa, consentirà di apportare modifiche a parti specifiche di un’immagine, come il soggetto, il cielo o lo sfondo, in modo da avere un controllo ancora maggiore sull’aspetto finale della propria foto.

Duet AI for Workspace

Duet AI for Workspace integra la potenza dell’IA generativa in tutte le app di Workspace.

Queste funzionalità aiuteranno a scrivere, organizzare, visualizzare, accelerare i flussi di lavoro, partecipare a riunioni più ricche e molto altro ancora.

L’integrazione di Duet AI in Presentazioni renderà possibile generare facilmente immagini con poche parole di input, permetterà di analizzare e classificare dati in Fogli e introdurrà altre importanti novità.

L’Intelligenza Artificiale di Google per gli sviluppatori

Google sta anche portando Duet AI su Google Cloud per consentire a più aziende e sviluppatori di confrontarsi con l’impatto delle Intelligenze Artificiali.

Per gli sviluppatori stia introducendo nuove funzionalità e modelli di base nei prodotti IA di Google Cloud aprendo il supporto dell’IA generativa in Vertex AI e ampliando l’accesso a:

  • Nuovi modelli di base in Vertex AI includono Codey (text-to-code), Imagen (text-to-image) e Chirp (speech-to-text)
  • Text Embeddings API
  • Reinforcement Learning from Human Feedback (RLHF)

Contrastare la disinformazione

L’obiettivo di raggiungere un modello di intelligenza artificiale responsabile passa attraverso:

  1. l’inserimento di un sistema di watermarking nei metadati;
  2. un maggiore investimento nelle procedure che proteggono la privacy delle persone.

Sostenibile e di qualità: come il food eCommerce italiano può competere a livello internazionale

L’accelerazione digitale degli ultimi anni ha investito tutti i settori merceologici. La crescita dell’eCommerce ha fatto registrare numeri importanti a ridosso dell’emergenza sanitaria, ma la crescita non sembra arrestarsi: secondo Morgan Stanley, a lungo termine, il mercato dell’eCommerce ha un ampio margine di crescita e potrebbe passare dagli attuali 3,3 trilioni di dollari a 5,4 trilioni nel 2026.

LEGGI ANCHE: 5 consigli per aumentare la fiducia dei clienti del tuo eCommerce

ecommerce across regions morgan stanley

La crescita del commercio digitale rappresenta un cambiamento permanente nel modo di fare acquisti: chi si è dovuto adeguare a questa “necessità” nel periodo delle restrizioni, difficilmente tornerà indietro.

E questo fattore incide particolarmente per quella parte di popolazione di età più avanzata che con il lockdown ha “scoperto” i vantaggi degli acquisti digitali. Fascia demografica decisamente importante nel nostro Paese.

Il modello di settore di Morgan Stanley, insieme ad altri dati, suggerisce che il commercio elettronico continuerà a guadagnare terreno, anche nei Paesi in cui lo shopping online è già popolare.

Anche le abitudini di acquisto nel settore food hanno subito un cambiamento, una vera e propria impennata: secondo i dati del Politecnico di Milano, sono tre i settori che, in valore assoluto, hanno contribuito maggiormente alla crescita complessiva: il Food & Grocery (1,1 mld €), seguito da Abbigliamento (1 mld €) e Informatica ed elettronica di consumo (0,7 mld €).

Per comprendere meglio quali siano le peculiarità del mercato italiano, abbiamo sentito Marco Mazzilli, eCommerce Manager EMEA e Francesco Gasca Head of Digital di Venchi. Con loro, abbiamo esplorato il cambiamento nelle abitudini d’acquisto delle persone, che si è sempre più spostato dal fisico al digitale, rendendo il confine tra i touchpoint sempre più labile.

Venchi - intervista Marzo Mazzilli e Francesco Gasca

Ecco cosa ci hanno raccontato.

Le vendite online per il settore food sono in costante crescita: quali fattori contribuiscono a questo trend?

In primo luogo, un importante impatto riguardo la crescita delle vendite online del settore food lo ha avuto l’avvento della pandemia COVID-19.

Con le restrizioni nazionali – e internazionali – in atto, molte attività commerciali hanno fermato temporaneamente la gestione fisica delle vendite, trovando nel digital l’unico punto di contatto accessibile e sicuro con il cliente.

Questo ha generato un effetto a catena – portando anche gli utenti che tipicamente non acquistavano online, ad acquisire un comportamento d’acquisto più digital. In altre parole, non solo le
aziende food si sono approcciate alle piatteforme digitali, ma di rimando anche i clienti hanno dovuto adattarsi.

In secondo luogo, riteniamo che vi sia stato un altro importante fattore legato al mondo della spesa online con consegna a domicilio. Sempre più persone stanno iniziando ad aderire a
questa tipologia di servizio, diventando quindi familiari e acquisendo fiducia nella vendita di un prodotto delicato come quello del food, anche online.

In altre parole, l’acquisto su eCommerce – così come sulle piattaforme di delivery – ha iniziato a venire percepito come più affidabile.

In breve, la pandemia COVID-19 ha quindi sdoganato le vendite online anche del settore food, e i consumatori sono stati spinti a sperimentare comportamenti d’acquisto prima marginali,
con un esito positivo.

Consumatori e aziende si sono trovati di fronte ad una inevitabile digitalizzazione laddove prima il comportamento d’acquisto tendeva ad essere preferito in sede fisica.

Ne consegue che, laddove si voglia avviare la popolazione a questo tipo di comportamento, è necessario lavorare sui contenuti: trasmettere l’esperienza in store anche online, in ottica omnicanale. Tutto questo per poter garantire che, acquistando online, non si perda nulla rispetto all’esperienza fisica.

Chi è la persona che compra online? Si tratta di un target trasversale o ha caratteristiche ben precise?

L’utente che acquista online è simultaneamente trasversale e con caratteristiche ben precise. Chi acquista prodotti food su un eCommerce, sta diventando sempre più trasversale variando nell’età, genere, interessi, etc.

Ragionando invece con un focus Venchi, il target diventa ben preciso, essendo in primo luogo il nostro un brand segmentante a livello di prezzo. Il consumatore Venchi online è a maggioranza femminile, con fascia d’età principale 25-54 anni (80%).

Può essere riassunto come premium lifetaster – acquista frequentemente viaggi online, abbigliamento ed accessori (65%), è un lettore accanito di notizie (60%), buongustaio (47%), appassionato di intrattenimento (62%) e frequentatore abituale di caffetterie (29%).

In ottica macro, abbiamo due comportamenti d’acquisto principali e ben distinti: l’acquisto di cioccolato per autoconsumo e quello per regalistica.

Ne consegue che, per guidare al meglio queste due tipologie di utenti, lavoriamo costantemente per apportare migliorie alla nostra navigazione in ottica di ottimizzazione della UX.

Quali sono le principali sfide per una piattaforma di eCommerce alimentare?

La sfida principale è quella di riuscire a raccontare un prodotto come il cioccolato senza che possa essere sperimentato con il gusto, l’olfatto ed il tatto.

Rispetto ai nostri store, non avendo la possibilità di far assaggiare una particolare ricetta, diventa essenziale presentare visivamente – con un visual merchandising capace di catturare l’attenzione – e tramite uno storytelling efficace tutto ciò che rende i nostri prodotti veramente unici, affinché l’esperienza online non abbia nulla da invidiare a quella fisica.

Dal punto di vista logistico, un’ulteriore sfida è quella di riuscire a consegnare il cioccolato il più fresco e integro possibile, nel minor tempo possibile.

Ne consegue la necessità di dover traslare tutto ciò che ci rende premium anche nelle spedizioni eCommerce: a domicilio, l’apertura di un ordine Venchi deve rispecchiare l’esperienza in store.

Come è possibile rendere sostenibile la logistica di un food eCommerce?

Stiamo lavorando a diversi progetti per ridurre sempre di più il nostro impatto ambientale.

Per i nostri packaging, utilizziamo materiali in carta riciclabili e lavoriamo per ottimizzarne lo spazio interno. Inoltre, nel packaging eCommerce, abbiamo tolto il polistirene espanso e il ghiaccio secco in plastica dalle nostre spedizioni estive.

Una delle prossime sfide, per diventare ancora più sostenibili, è quella di implementare le consegne presso dei locker dedicati.

Quali sono le strategie che possono permettere al Food&Beverage italiano di competere con i grandi player internazionali?

Lo storytelling legato all’alta qualità delle materie prime è sicuramente in cima alla lista. La garanzia del 100% Made in Italy è un tratto distintivo simbolo di un’italianità ricercata a livello
internazionale.

Ad esempio, la nostra filiera corta della Nocciola Piemonte IGP, coltivata esclusivamente in Piemonte, nel cuore delle Langhe e universalmente riconosciuta come la migliore varietà di nocciola al mondo ci differenzia e distingue dai grandi player internazionali, così come il Pistacchio di Bronte del nostro gelato.

Un eCommerce food italiano è quindi capace di portare un’esperienza innovativa sul mercato: la sintesi della maestria ed eccellenza italiana nella vendita del cioccolato di alta qualità, dalla produzione alla comunicazione visiva e testuale.