Innovazione

3 innovazioni di Internet of Things che stanno cambiando l’industria (e il marketing) del vino

Dai sensori per rilevare temperatura della cantina e crescita della vigna, fino a quelli per individuare le preferenze dei consumatori, ecco come la tecnologia sta cambiando il settore vitivinicolo

Susana Alonso 

Docente Ninja Academy, esperta di Marketing, Blogger e Sommelier

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L’Internet of Things (IoT; in italiano ‘Internet delle Cose’) è composto sostanzialmente dalla rete dei dispositivi connessi a Internet che però non sono né computer né smartphone e tablet. Esempi tipici di ‘cose’ che oggi funzionano collegate a Internet sono diversi tipi di veicoli e di elettrodomestici, o gli ormai diffusissimi altoparlanti smart. Ma l’IoT è anche altro, come vedremo.

Uno dei vantaggi principali dell’IoT è la gestione integrata (raccolta, elaborazione, comunicazione) di grandi quantità di dati (cosiddetti Big data). Ciò apre le porte a possibilità inedite in ambiti diversi. Per esempio, sono tante le tecnologie basate sull’IoT concepite per ottimizzare i costi o l’efficienza della produzione, della vendita o dell’uso di prodotti di ogni tipo.

Anche se probabilmente non l’hai notato, l’IoT è penetrata anche nel settore vitivinicolo. Vediamo dunque più nel dettaglio alcuni dei cambiamenti principali che questa tecnologia ha apportato nelle tre fasi del lavoro: coltivazione, vinificazione, e commercializzazione.

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La tecnologia IoT in vigna

Il lavoro in vigna prevede tante operazioni diverse da effettuare nel corso dell’anno in base alle stagioni e al ciclo di sviluppo della vite. Fino a qualche tempo fa, il tracciamento e la raccolta dei dati del lavoro di viticoltura si facevano solo manualmente. Si tratta di attività che comportano l'impiego di molto tempo e molte risorse, spesso con risultati non troppo soddisfacenti.

Per esempio, può essere difficile essere efficienti quando si tratta di monitorare lo stato idrico dei vigneti, o avere dati in tempo reale sulla crescita delle piante o sulla presenza di insetti dannosi.

Oggi, l’IoT interviene a sostegno dei produttori, perché dà la possibilità di gestire i dati in maniera veloce, precisa, semplice ed efficiente. I protagonisti di questa innovazione sono i sensori wireless, che permettono di rilevare e registrare parametri importanti delle piante e del terreno, e perciò di monitorare continuamente le condizioni di salute della vigna. Solitamente, i dati sono immagazzinati in cloud, e ciò rende molto più facile di un tempo gestire anche vigneti dispersi sul territorio e lontani dalla cantina o dalla sede operativa.

Fra le tecnologie più interessanti c’è VitiCanopy, una app sviluppata dall’università di Adelaide, in Australia. L’applicazione permette di tenere sotto controllo la crescita del fogliame, e di intervenire tempestivamente per sfoltire, se necessario. Infatti, le foglie sottraggono nutrimento alle uve, e  possono pregiudicare la qualità finale dei frutti e dunque del vino.

Per raccogliere i dati con VitiCanopy basta scattare delle foto con uno smartphone. L’app è anche capace di fare valutazioni automatiche, e indica se il fogliame deve essere tagliato o meno.

In Spagna, la cantina Emilio Moro ha implementato da poco una soluzione chiamata Sensing4Farming. La tecnologia prevede l’istallazione in vigna di una rete di sensori che misurano l’umidità, la temperatura e la conduttività del terreno. I dati dei sensori sono integrati da immagini satellitari multi-spettrali e ad alta risoluzione, scattate durante tutto il ciclo vegetativo delle viti.

Anche in Germania la fantascienza è ormai diventata realtà grazie a TracoVino. Si tratta di una soluzione IoT che invia all’enologo avvisi e analisi che lo aiutano a determinare le tempistiche ottimali per effettuare diverse attività di routine in vigna.

Altri esempi di cantine che usano l’IoT in vigna sono la libanese Chateau Kefraya e la canadese Henry of Pelham. Quest’ultima usa un sistema che interviene prontamente in caso di temperature basse, comandando l’accensione di ventilatori antigelo posti fra i filari.

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La gestione della cantina con l’Internet delle Cose

Anche i lavori in cantina possono trarre beneficio dall’IoT. Grazie a queste tecnologie, gli enologi e i cantinieri possono intervenire tempestivamente nei processi produttivi, correggere parametri e risolvere o prevenire eventuali problemi.

Vinidea sta sviluppando un sistema che permette di fare controlli analitici più frequenti. I dati grezzi, raccolti a partire dallo spettro infrarosso del vino, sono inviati al cloud e resi disponibili ai tecnici in tempo reale.

Come in vigna, anche in cantina i sensori sono molto utili. Per esempio, si usano per monitorare la temperatura nelle vasche di fermentazione o di maturazione.

Non pensare però che l’IoT abbia sostituito la mano e la testa umane. Se infatti è vero che queste tecnologie permettono di raccogliere tanti dati in tempi brevi, in maniera costante e precisa, e spesso includono anche avanzate funzioni di elaborazione, è anche vero che l’ultima parola è pur sempre quella dei tecnici vitivinicoli e dei produttori. Infatti, fare vino è un’attività complessa che lascia ampio spazio ai gusti personali e a scelte poco meccanizzabili.

Comunque, le tecnologie basate sull’IoT possono avere un impatto importante anche a livello di marketing e comunicazione. Per esempio, permettono di tracciare e di certificare in modo chiaro ed efficace le varie fasi di produzione. Perciò possono contribuire alla costruzione di una brand identity distintiva, e a ridurre il rischio ‘commodity’ (prodotto che compete solo in termini di prezzo, perché privo di un’identità riconoscibile).

Oppure l’IoT si può sfruttare per conoscere il comportamento e le preferenze dei consumatori, e così proporre un’offerta sempre più efficiente e in target. Per esempio, il gruppo spagnolo San Miguel usa già delle spine ‘connesse’ attraverso le quali monitora la vendita delle sue birre Mahou. Non è difficile immaginare applicazioni simili per il mercato del vino.

Vendita e logistica

Uno dei problemi legati alla spedizione del vino è che le temperature durante il trasporto possono cambiare in maniera brusca, e così modificare in maniera sensibile il profilo organolettico del prodotto. I sensori di temperatura durante il trasporto sono in via di sviluppo.

In generale, c’è ancora un problema di costi e ingombri, ma si pensa che nei prossimi anni le dimensioni e l’incidenza economica diminuiranno. E comunque, l’azienda Wenda di Bologna ha già sviluppato un sensore che misura temperatura e umidità dei cartoni da spedizione. Un’antenna collegata al sensore trasmette in tempo reale alla cantina i dati rilevati.

Un’altra innovazione che sta prendendo piede è l’RFID. Si tratta di un’etichetta elettronica che può rilevare e memorizzare dati di tipo diverso. Questa tecnologia rende possibile un controllo minuzioso dei prodotti in magazzino e permette di ottimizzare la gestione.

In Sud America, la cantina cilena PengWine punta a conquistare i mercati asiatici, e sta implementando azioni di marketing basate su etichette interattive sviluppate dalla Thinfilm, un’azienda norvegese che si occupa di ‘stampe elettroniche’.
La Thinfilm ha anche collaborato con la cantina spagnola Barbadillo nella produzione di NFC-enabled smart bottles. Si tratta appunto di etichette elettroniche che si leggono semplicemente toccandole, letteralmente, con uno smartphone, senza bisogno di un’app specifica. Queste etichette comunicano con gli smartphone nei due sensi, e perciò possono essere usate per profilare i consumatori (chiaramente nei termini delle regole sulla protezione dei dati personali).

Si prevede che nei prossimi anni l’IoT si diffonderà in diversi settori dell’agricoltura. Per esempio, il progetto europeo IoF2020 (Internet of Food & Farm 2020) intende implementare su larga scala l’utilizzo delle tecnologie informatiche nel settore agroalimentare. L’IoF2020 conta complessivamente 19 sotto-progetti in tutta Europa.

Spero che tutti questi esempi ti abbiano dato un’idea della complessità e delle potenzialità dell’Internet delle Cose. Ed è interessante notare come queste tecnologie siano usate sempre di più anche in un’industria piuttosto tradizionale come quella vitivinicola. L’impatto dell’IoT nel mondo del vino è destinato ad aumentare, e la velocità dell’innovazione potrebbe svelare tante sorprese.

Come in vigna, anche in cantina i sensori sono molto utili. Per esempio, si usano per monitorare la temperatura nelle vasche di fermentazione o di maturazione.

Scritto da

Susana Alonso 

Docente Ninja Academy, esperta di Marketing, Blogger e Sommelier

Dopo una consolidata esperienza lavorativa in Argentina nel settore finanziario, Susana si è trasferita in Italia nel 2001 per frequentare un Master in Relazioni Internaziona… continua

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