Consigli

Tips e dati per scegliere le immagini giuste da condividere sui social

Qualche suggerimento sui migliori visual da utilizzare per coinvolgere il pubblico e stimolare l'interazione

Marco Fongaro 

Web Marketing Assistant

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Arrivano dritte al cuore e al cervello. Questo è il potere delle immagini. Prima colpiscono e poi (forse) vengono elaborate, anche grazie al testo. Per questo quando si pubblica un post sui social media la scelta dell'immagine gioca un ruolo cruciale, anche quando il focus del contenuto è un altro.

Tutti già usano le immagini sui social network, ma ecco alcuni consigli utili per sfruttarle al meglio.

immagini giuste sui social

L'immagine giusta per condividere un articolo

È duro da accettare, ma quando si parla di long form da leggere e condividere online, una prosa dantesca o dei dati eclatanti possono contare meno di una buona immagine di testa. Che immagine inserire, dunque, nell'Open Graph di un articolo per poi linkarlo?

  • Facce familiari: i volti, le persone, indicano interazione, e questo è esattamente quello che vogliamo stimolare.
  • Forme non familiari: un'immagine non deve spiegare tutto, ma incuriosire e stimolare.
  • Scrivere visivamente:  leggere il titolo, scrivere le parole chiave su Google e lasciarsi ispirare dai risultati.
  • Inferenze: visualizzare non solo il tema principale di un articolo, ma anche il contesto in cui agisce e le sensazioni che evoca.
  • Uscire dal mucchio: cerca articoli simili, guarda le immagini che li presentano e trovane una pertinente, ma con uno stile completamente diverso.

Se poi i link nel post non danno risultati, un'alternativa è quella di pubblicare una foto, inserendo un link nel testo del post. A questo punto, per dare risalto al tema dell'articolo, è consigliabile inserire in grafica il titolo o magari una call to action.

LEGGI ANCHE: Su Google Immagini ora c’è il tag con le informazioni sul proprietario e la licenza d’uso

Le immagini più cliccate di Facebook

Facebook è ancora il social network più generalista, usato e trafficato. Per questo ogni dettaglio può fare la differenza nel catturare l'interesse degli utenti. Tra i consigli più interessanti, eccone due supportati da recenti ricerche.

  • Mostra una parte del corpo. La ricerca di Convince e Convert mostra che su Facebook le immagini ottengono maggior attenzione quando mostrano una parte di una persona che interagisce con un oggetto. Le mani sono le più gettonate, ma in generale questo tipo di immagini ottiene il 29% di interazioni in più in più rispetto alle foto di una persona completa e il 10% in più rispetto ai visual senza elementi umani. Questo dato suggerisce che le persone sono in grado di sentire come proprie le azioni di un singolo elemento del corpo piuttosto che quelle di una persona intera. Fanno eccezione i volti, che tendono invece a limitare la capacità di immedesimarsi, limitando le condivisioni. In controtendenza, le immagini senza una persona o parte del corpo ricevono il maggior numero di commenti.
  • Sii semplice e diretto. La ricerca presentata all'edizione 2018 della Conferenza Internazionale sulla Gestione delle Informazioni (ICIM) ha rilevato che le immagini più apprezzate su Facebook tendono a convergere su quattro attributi: luminosità, chiarezza, vivacità e spontaneità. Nella pratica, questo significa che le immagini dei post devono essere facili da interpretare, oppure presentare qualcosa di giocoso e creativo.

Se un'immagine ci lascia qualche dubbio, la soluzione è nel proprio Facebook newsfeed: ciò che vi appare è un buon campione di post che vengono condivisi.

Dove l'immagine è di casa: Pinterest e Instagram


Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Giulio Einaudi editore (@einaudieditore) in data: Ott 14, 2018 at 5:12 PDT

I post di successo su Pinterest e Instagram differiscono da quelli che rendono bene su Facebook. Secondo la ricerca di Curalate, i post di successo su Instagram tendono a presentare immagini con le seguenti proprietà:

  • sono luminose
  • presentano molto spazio bianco o spazio di sfondo
  • hanno una bassa saturazione, con colori relativamente grigi, sbiaditi o pastello
  • presentano una texture
  • usano colori che tendono verso la fine dello spettro (sulle tonalità del blu)
  • hanno un singolo colore dominante

Oltre a questo, i profili aziendali di Instagram e Pinterest sono più di altri social delle vetrine per i prodotti e i valori del marchio, nelle quali i visual dei post dovrebbero essere non sono coerenti, ma coordinati tra loro. È dunque più importante che mai determinare quali colori, font, stile grafico e caratteri tipografici utilizzare creando e selezionando le immagini in base a questi criteri.

I contenuti devono diventare molto più che un messaggio di marketing, ma un'esperienza di viaggio digitale nel brand, che deve offrire una comunicazione coerente.

LEGGI ANCHE: Le ricerche ci dicono quali sono le immagini giuste da postare su Facebook e su Instagram

Archivi di immagini gratuite (CC-0)

Quando una richiesta dell'ultimo momento non permette di confezionare un'immagine da zero, o il budget non consente di attingere ai più blasonati archivi a pagamento, è possibile cercare qualche immagine "contrassegnata per essere riutilizzata" su Google, oppure sui siti che le offrono gratuitamente. Ecco qualche esempio:

  • Pexels: immagini con vari filtri e spazio all'estro dei fotografi.
  • Photopin: direttamente dalle API di Flickr.
  • Pixabay: un vasto archivio di foto e immagini molto variegate.
  • Public Domain Pictures: anche qui, molti risultati diversi.
  • Unsplash: c'è quasi sempre un tocco vintage in queste foto.
  • Stocksnap: un buon archivio con molti filtri.
  • Wikimedia Commons: le immagini che appaiono nelle voci di Wikipedia e molte altre.

Per dare risalto al tema dell'articolo, è consigliabile inserire in grafica il titolo o magari una call to action

Scritto da

Marco Fongaro 

Web Marketing Assistant

Relazioni pubbliche, marketing, animazione, eventi, turismo, filosofia, pensiero laterale e webmarketing: cerco di conciliare fare e imparare, azione e contemplazione.

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