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Ci siamo abituati alle applicazioni che dal cellulare contano quanti passi facciamo, che tipo di allenamento conduciamo durante la settimana e cosa dovremmo fare per mantenerci in forma. L'università di Tokyo ha però pensato a qualcosa che possa monitorare la nostra salute direttamente dalla pelle. Anzi, che sia proprio una seconda pelle. Montata su un foglio di gomma, si trasforma in un display sul quale compaiono i dati riguardo al ritmo cardiaco. Il tutto viene poi inviato sul cloud e memorizzato così che il medico possa consultare i risultati e individuare eventuali anomalie.

Lo sviluppo di questo dispositivo è stato fatto grazie alla collaborazione tra i ricercatori universitari e il Dai Nippon Printing. Il funzionamento è legato a dei sensori con elettrodi che registrano l'attività cardiaca e in wireless trasmettono i dati a chi sa interpretarli. Lo schermo sul quale vengono riportate le misurazioni ha 384 led ed è fatto di materiale flessibile. Si tratta di una soluzione che può tornare utile soprattutto per chi è troppo giovane o troppo anziano per prestare costante attenzione alla salute e ai segnali del cuore.

La pelle flessibile, di uno spessore non superiore al millimetro, può infatti fornire un elettrocardiogramma completo a chi ha difficoltà a spostarsi da casa. Potrebbe per questo rappresentare una svolta sul fronte delle cure domestiche. «L'attuale società in via di invecchiamento richiede dei sensori indossabili e facilmente utilizzabili per monitorare le funzioni vitali dei pazienti e ridurre il peso delle cure che spesso spetta ai familiari», ha commentato a EurekAlert il professor Takao Someya dell'università di Tokyo.
Il dispay può aumentare le sue dimensioni di circa il 45 per cento ed è più resistente di altri dispositivi indossabili. Può rimanere sulla pelle per una settimana, senza necessità di rimuoverlo e senza rischio di infiammazioni. L'arrivo sul mercato è previsto per il 2021. Prima, però, dovranno continuare le sperimentazioni per rendere il prodotto più affidabile dal punto di vista della rilevazione e soprattutto per consentire una copertura epidermica ancora più estesa. Intanto, il progetto è stato presentato al meeting annuale dell'AAAS (American Association for the Advancement of Science) che si è tenuto a Austin il 17 febbraio.