capital 1 fondo investimento roma

Nasce CAPITOL 1, il venture che vuole investire 50 milioni in startup e Pmi innovative italiane

Raccoglierà 50 milioni di euro da investire nei prossimi 5 anni in scale-up e Pmi ad alto contenuto innovativo, caratterizzate da un modello di business scalabile in mercati ad elevato potenziale e da un vantaggio competitivo distintivo e difendibile e si chiamerà CAPITOL 1, il nuovo fondo di VC della capitale, che vede tra i promotori anche l’imprenditore Marzotto.

Annunciata proprio durante il Premio Marzotto, la nascita del fondo mira a colmare una delle carenze da sempre individuata tra le criticità più forti per l’ecosistema startup italiano.

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CAPITOL 1: un Venture Capital per Roma

La società è la prima certificata europea ad essere autorizzata da Bankitalia nella capitale, dove ha scelto di stabilire il proprio quartier generale, con l’obiettivo di intercettare le potenziali iniziative di un territorio che rappresenta la terza regione italiana per numero di startup innovative, e che inoltre vanta tra le sue caratteristiche la più alta concentrazione in Italia di Università, centri di ricerca, e, quindi, competenze di alto livello e dal grande potenziale industriale.

Una scelta strategica, quindi, che punta però ad «una crescita di idee innovative in tutto il territorio italiano», come ha sottolineato anche Nicolò Marzotto, dichiarando: «Riteniamo che i grant non bastino, per far crescere l’ecosistema occorre supportare le migliori startup italiane in un percorso di crescita e internazionalizzazione, che le faccia diventare rapidamente scale-up. Così – conclude Marzotto – possiamo fare la differenza e colmare il gap di crescita rispetto agli altri paesi, creando disruptive innovation in Italia».

Il fondo, comunque, riserverà particolare attenzione per le iniziative che supereranno il processo selettivo del Premio Marzotto, che già in occasione dell’edizione 2017 ha scelto di destinare un Premio speciale a due imprese tecnologiche italiane che hanno prototipato brevetti in grado di migliorare il futuro in campo medicale ed energetico.

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Il team, i settori di impresa coinvolti e gli obiettivi del fondo

Nel team di CAPITOL 1 competenze diversificate e complementari con un consolidato track record, anche nella valorizzazione di business con tecnologie emergenti, per consentire subito alla società di selezionare le imprese sulle quali investire nei prossimi 5 anni, che saranno scelte con particolare attenzione a modello di business e tecnologie validate e già in fase commerciale, nei settori Industrial IoT & Smart Manufacturing, Energy & Cleantech, Biotech & Agritech, Mobility & Logistics.

Le operazioni di investimento medie previste sono di 2,5 milioni di euro (dal milione a un massimo di 5 milioni), estendibili con eventuali co-investimenti mirati. Ma più che la quantità di denaro investita, ciò che distingue CAPITOL 1 dagli altri venture, è quello di essere un venture accelerator, come è stato definito dagli stessi promotori.

E il payoff del fondo, “beyond venture”, richiama questo obiettivo: valorizzare gli investimenti attraverso un articolato processo di affiancamento manageriale/commerciale/tecnologico finalizzato a sviluppare rapidamente il business delle scale-up in portafoglio. Per fare questo, alle imprese investite saranno offerte strategie ed affiancamento industriale per sviluppo e prototipazione tecnologica, marketing e sviluppo commerciale (con riduzione del time-to-market), diversificazione di mercato e di prodotto e internazionalizzazione.

Il tutto in un’ottica di open innovation con grandi aziende leader di mercato e promuovendo partnership e sinergie virtuose con le altre imprese del portfolio.

Fintech: il direttore Aldo Pecora top influencer italiano

Il fintech domina il mondo dell’innovazione. Lo dice l’analisi di The Fool. La società specializzata nell’analisi della reputazione online, ha scrutato più di 100mila conversazioni online: da queste emerge che la finanza tecnologica è uno dei temi dominanti sulla Rete.

Nel report, presentato al Salone dei Pagamenti 2017 promosso da ABI, c’è uno spazio dedicato ai maggiori divulgatori del fintech in Italia su Twitter, quelli che più di altri hanno permesso alla finanza tecnologica di avere un primo piano nelle conversazioni online degli italiani.

Al primo posto della classifica c’è Aldo Pecora, il direttore di Ninja Marketing si conferma uno dei maggiori comunicatori del settore. Un riconoscimento che segue quello del magazine statunitense Let’s Talk Payments, che lo scorso anno lo aveva inserito nella classifica dei 20 influencer fintech italiani.

Credits: Mila Surguci

Credits: Mila Surguci

Gli influencer del fintech su Twitter

Aldo Pecora, esperto di fintech ed economia digitale per la trasmissione Eta Beta con Massimo Cerofolini su Rai Radio1, negli ultimi anni ha lavorato a CheFuturo! e al magazine StartupItalia, dove è stato responsabile del canale di innovazione finanziaria (fintech) e criptovalute digitali (bitcoin). Da ottobre 2017 è il nuovo direttore di Ninja Marketing.

Il nostro direttore è in buona compagnia. Dietro di lui nella classifica nomi noti a chi segue il settore dell’innovazione e bancario in Italia:

Marco Agosti, esperto di digital transformation e business development, partner di Uniquon.

Alessandra Lomonaco, consulente partner presso  IDP International Developpement Partenariat:  lavora a fianco della Commissione europea nell’aiutare le aziende nell’internazionalizzazione e nell’ottenimento di finanziamenti europei.

Paolo Ignazio Marongiu, esperto di growth hacking, è il cofounder di To Be Srl, startup che sviluppa soluzioni LiFi e IOT.

Gli hashtag più utilizzati e i profili più attivi

L’analisi di The Fool svela poi quali sono i top hashtag del settore. Le prime posizioni sono occupate da:

#fintech

#startup

#blockchain

#bitcoin

#innovazione

#digital

#IoT

#banche

#Ai

#BigData

Mentre tra i top profili più attivi, The Fool annovera  @ItaliaStartup_, @OttlegalRebels,  @Businewss_Bot.

Fintech: quanto ne sappiamo in Italia e i trend per il 2018

Il fintech ha invaso la finanza. Parole come fintech, blockchain e bitcoin sono entrate a far parte del linguaggio comune. A dimostrarlo sono le conversazioni sulla Rete analizzate da The Fool, società specializzata nell’analisi della reputazione online.

Realizzato in collaborazione con ABI Eventi, società inhouse dell’Associazione Bancaria Italiana, il report è stato presentato al Salone dei Pagamenti. Dai dati analizzati emerge che il fintech è un tema molto caldo, soprattutto nella fascia dei millennial. Vediamo nei dettagli quali sono i temi emersi dall’analisi di oltre 100mila conversazioni online.

Volumi Fintech

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Fintech: un trend in crescita

L’analisi  svela un primo dato significativo che farà piacere agli amanti della finanza tecnologica: di fintech se ne parla molto di più rispetto allo scorso anno. Come mostra il grafico è possibile notare che dai 37.568 elementi relativi al periodo 2015-2016, da settembre 2016 a settembre 2017, le conversazioni sono aumentate (55.772). A generare questo aumento hanno contribuito sopratutto le ricerche dedicate al fintech.

Cluster Fintech

Di cosa di parla di più in Italia

Startup, Internet of Things, Italia, Insurtech e Blockchain, sono le tematiche che hanno trovato più spazio nelle conversazioni sulla Rete. Tra le parole chiave c’è anche “Milano”,  percepita dal popolo del fintech come il punto nevralgico del settore. Rispetto alle conversazioni dello scorso anno, il focus si sta spostando da tematiche generiche a settori più specifici, come il crowdfunding, l’insurtech e il trading. Un cambiamento che indica una maggiore specializzazione nel mondo fintech.

 Sale l’interesse per le criptovalute

 All’interno dell’universo fintech, la ricerca isola tre categorie che sono quelle sulle quali convergono oggi gli interessi degli utenti della Rete. Come primo c’è il tema delle criptovalute. Gli utenti discutono delle prospettive di guadagno legate alle due principali monete virtuali (bitcoin ed ethereum) e della blockchain, il network decentralizzato che riduce i costi delle transazioni.

Non solo criptovalute. Nelle conversazioni sul fintech emergono altri due temi fondamentali per il futuro del settore. Come il nodo “sicurezza”. Gli utenti si interrogano sull’affidabilità del mondo fintech e su quali sono le prospettive e i problemi legati proprio alla sicurezza. E poi c’è la “praticità”. Chi segue il settore da vicino si chiede quali siano i reali vantaggi in termini di comodità e velocità garantiti dalla tecno finanza.

Il futuro dei soldi passa dai Millennials

I veri protagonisti delle conversazioni sono i Millennial, il pubblico che le banche vogliono catturare. Gli under 35 svelano sulla Rete le loro necessità nei servizi finanziari: vogliono più chiarezza, una maggiore praticità e intuibilità nei servizi di design. E soprattutto, si interrogano sui vantaggi reali dei servizi, per poter contare su alternative sicure. Una vera e propria sfida per gli istituti finanziari e perle  startup che devono impegnarsi per creare prodotti sempre più personalizzati e all’avanguardia.

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Regali di Natale: 4 dritte per vendere di più con l’SMS marketing

È facile pensare, in un mondo pieno di tecnologie informatiche incredibilmente avanzate, che l’umile SMS sia tutt’altro che pertinente. Eppure nel marketing non è assolutamente così, anzi.

Ci sono fondamentalmente tre cose che ognuno di noi controlla di avere con sé prima di uscire di casa: il portafoglio, le chiavi di casa e il cellulare. Il messaggio di testo è una tecnologia integrata come standard su tutte le tipologie di telefono cellulare sul mercato: tutti possono inviare e (soprattutto) ricevere SMS, indipendentemente dalla tecnologia che utilizzano.

Ciò che rende inoltre vincente l’SMS è l’immediatezza: con un tasso di lettura del 98%, sappiamo che gli SMS vengono aperti e letti entro quindici minuti dalla loro ricezione sul telefono. Non esiste altro mezzo di marketing che possa raggiungere un potenziale cliente in modo così diretto e così rapido.

Infine un’altra peculiarità che rende attraente per i marketer il buon vecchio SMS è la possibilità di automatizzare il flusso di comunicazioni, una caratteristica che oggi è fondamentale per attuare una strategia di comunicazione che porti risultati concreti.

Il periodo delle feste di Natale è quello in cui i consumatori sono maggiormente propensi all’acquisto: per emergere è necessario distinguersi dai concorrenti con strategie di promozione e comunicazione non soltanto creative ma soprattutto tempestive e pertinenti. Ti dimostreremo come puoi facilmente intercettare i tuoi potenziali acquirenti in tutto il periodo natalizio grazie all’SMS marketing, partendo già dalla settimana del Black Friday.

#1 Crea curiosità

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Nel periodo che precede le feste natalizie vere e proprie, la maggior parte dei consumatori prepara la wishlist per sé e per i propri cari: è il momento per far leva sulla curiosità dei tuoi potenziali clienti. Dalla terza settimana di novembre fino alla prima di dicembre, puoi suscitare interesse in molti modi diversi: anticipando uno sconto ai possessori di una fidelity card, realizzando promozioni per periodi brevi (per 24 ore ad esempio), rivelando in anteprima una speciale limited edition, approfittando infine del Black Friday.

SMS del tipo “Cerchi idee regalo originali? Rendi il Natale dei tuoi cari speciale! Fino al 10 dicembre in esclusiva per te uno sconto del 10% su tutti i nostri articoli” ti permetteranno di anticipare i tuoi concorrenti e di posizionarti tra le prime scelte del tuo target.

#2 Guidali verso di te

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Nella seconda parte del mese di dicembre i consumatori entrano nel pieno degli acquisti: è l’occasione per portarli dentro il tuo negozio, ma in questo periodo frenetico di shopping la competizione con il resto del mercato si fa ancora più dura.

L’SMS marketing ti permette di raggiungere un cliente prima ancora che abbia messo piede nel tuo store: sfrutta la possibilità di inserire un link ad una landing page all’interno di un SMS, come ad esempio “Devi acquistare ancora qualche regalo natalizio? Vieni a trovarci, tante originali idee ti aspettano: un assaggio? Clicca qui→ http://qui.it/xxxxxx”.

Ricorda inoltre che il periodo natalizio può essere molto stressante anche per un cliente: rendigli la vita più semplice fornendogli subito le informazioni più utili, come ad esempio le eventuali variazioni di orari del tuo negozio o le giornate in cui prevedi un’apertura speciale.

#3 Gioca la carta dell’ultimo minuto

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Mancano 5 giorni a Natale, molti sono ancora in alto mare con i regali: approfitta di questo momento di indecisione e rassicura il tuo target con un SMS: “Il Natale è alle porte! Ti manca ancora qualche regalo? Nessun problema, vieni a trovarci, avremo l’idea che fa per te”. 

#4 Fai gli auguri con un SMS

Gli SMS possono essere utilizzati come un ottimo canale per seguire i clienti dopo un acquisto: come ci spiega SmsHosting, il gateway professionale di invio e ricezione sms da web che opera dal 2003, il periodo natalizio è soprattutto un momento interessante per farsi conoscere, raccogliere lead e prepararsi all’inizio del nuovo anno con una marcia in più rispetto ai propri concorrenti.

Un SMS di auguri può essere dunque l’occasione per ricordare che tu ci sarai anche dopo le Feste, con nuove offerte, nuove occasioni, nuovi servizi o prodotti.

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Perché Massimo Ciociola, Diva Tommei e Monica Calicchio sono gli eroi di domani per Huawei

Tre misteriose statue di 12 metri sono comparse la scorsa settimana a Milano, Napoli e Bari per celebrare gli innovatori italiani di oggi. La campagna I AM WHAT I DO di Huawei ha subito fatto il giro del web, grazie alla curiosità suscitata dai personaggi protagonisti e al coinvolgimento del pubblico ottenuto grazie all’operazione di ambient marketing, ma noi ninja volevamo saperne di più.

Abbiamo dunque incontrato Lindoro Ettore PatriarcaDirettore Marketing Huawei Italia, che ci ha svelato la strategia, i retroscena e le reazioni del pubblico rispetto a questa innovativa campagna di lancio del Huawei Mate 10 Pro.

Lindoro Ettore Patriarca_Marketing Director CBG Huawei Italia

Come nasce l’idea di utilizzare l’ambient marketing e quali sfide avete dovuto affrontare nella produzione e nell’installazione delle statue?

L’idea nasce dal concept della campagna, il primo smartphone con intelligenza artificiale. Proprio come il nuovo Huawei Mate 10 Pro, che impara dall’utilizzo che ognuno di noi ne fa, abbiamo deciso di dare voce ai personaggi (non testimonial) che si presentano per ciò che fanno tutti i giorni.

Per dare il senso della campagna abbiamo fatto in modo di spiegarlo e per spiegarlo abbiamo deciso che fosse opportuno  scendere “in campo”: mentre solitamente si celebrano gli eroi del passato, ni abbiamo deciso di celebrare gli eroi del futuro, #eroididomani.

Rendere le cose impossibili possibili sta nel DNA di Huawei. Abbiamo fatto uno scan 3D del loro corpo e realizzato poi delle statue… grosse difficoltà non ce ne sono state.

Materiale utilizzato? Polistirolo, quindi non avevamo grandi pericoli di incolumità pubblica… associato ovviamente a basi pesanti che dessero massa e stabilità alla struttura.

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In che modo avete scelto gli “eroi del domani” della campagna e quali sono state le reazioni del pubblico?

È stato molto curioso e interessante vedere le reazioni delle persone: abbiamo inizialmente installato il basamento, senza mettere il nome. La prima reazione è stata delle istituzioni pubbliche che si chiedevano a chi si stessero dando un riconoscimento. Curioso vedere anche le varie congetture dei passanti che pensavano fossero politici o imprenditori locali del passato.

A Bari ad esempio, con l’atteggiamento di chi la sa lunga, qualcuno ha detto “questa è la statua della Giovane Italia”. È stato divertente ascoltare le varie congetture. Nella campagna c’è stata una grande sinergia: l’11 novembre sono apparse le statue dal vivo e il 12 sono iniziate le campagne di affissioni.

Rispetto ai criteri di scelta degli eroi, volevamo dare il segno che tutti i giovani possono coronare il proprio sogno con le loro imprese. Raccontare di come sono loro e quello che fanno ogni giorno, per questo abbiamo pensato a Massimo Ciociola – musica e AI, Diva Tommei – energia e Monica Calicchio – moda. Per sceglierli ci siamo basati anche su classifiche di imprenditori promettenti e articoli sull’argomento.

La quarta è Levante.

LEGGI ANCHE Chi è Massimo Ciociola, l’italiano applaudito da Zuckerberg a Roma

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La campagna ha diverse declinazioni: come siete riusciti a gestire l’integrazione dei diversi mezzi rispetto al messaggio e ai valori da comunicare?

I due assi che vogliamo comunicare, oltre al lancio del nuovo Huawei, è l’intelligenza artificiale che pensa con te, che migliora la tua vita.

Ne parleremo su tutti i media. In TV ci sarà uno spot che ci racconterà come il Mate 10 pro aiuterà le persone a fare quello che fanno attraverso l’intelligenza artificiale. Vogliamo comunicare in particolar modo che l’intelligenza artificiale aiuta l’intelligenza umana.

La campagna display è sia di prodotto che sui personaggi. Così pure stampa e affissione presentano i vari personaggi.

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Presto aprirete un flagship store a Milano. Cosa dobbiamo aspettarci e quanto è importante l’Italia rispetto alle strategie globali del brand Huawei?

L’apertura del flagship è importante, perché l’Italia sarà il primo paese in Europa. Sarà un paradigma diverso da quello che si è visto oggi. Sarà più un hub esperienziale che un mero punto vendita. Consentirà un’esperienza di prodotto e sui contenuti, anche con il nostro cloud.

L’Italia è il secondo mercato Huawei dopo la Cina. In italia abbiamo una quota di mercato che in Europa è la più alta (28%, dati GFK), in termini di brand awareness l’Italia ha il 92% e dobbiamo essere molto orgogliosi che il Paese sia anche il riferimento in Europa del brand.

UberAir, i Taxi di nuova generazione non andranno solo più veloci, ma voleranno nel cielo

Nel lontano 1896 in Germania fece la comparsa il primo taxi al mondo.

Da quel giorno è entrato a far parte del nostro quotidiano diventando una vera e propria icona, basti pensare al famosissimo taxi giallo delle strade di New York o a quelli un po’ più tradizionali di Londra.

Oggi la rivoluzione arriva dalla patria del Golden Gate Bridge, San Francisco, dove nel 2009 nasceva l’azienda che noi tutti oggi conosciamo come Uber.

Uber e la rivoluzione del trasporto privato

Uber, che in origine si chiamava UberCab, fece la sua comparsa nel 2009.

Divenne famosa per il suo servizio di noleggio tramite app di una berlina con conducente professionista. Con quest’ app avveniva tutta la transazione, dalla prenotazione dell’auto disponibile più vicina, al pagamento con carta di credito.

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Non a caso, il successo non si fece attendere!

Pochi mesi fa, a luglio, l’azienda ha dichiarato di aver superato la soglia delle 5 miliardi di corse e in un comunicato stampa ha fatto sapere che ogni mese, circa 40 milioni di persone, utilizzano il servizio per muoversi.

Attualmente opera in 6 continenti, 76 Paesi e oltre 450 città.

In Italia il servizio è stato al centro di un durissimo braccio di ferro con i tassisti e ad oggi è attivo solo a Roma e Milano con 83.000 utenti unici e circa 1.000 autisti.

I nuovi taxi di Uber? Sorpassano tutti e puntano al cielo

Di recente avviso, la partnership intercorsa tra con la N.A.S.A. per collaudare un sistema di gestione del traffico aereo, volto a permettere all’azienda di taxi più famosa al mondo, di far volare dei droni con pilota.

Ad aprile, Uber ha svelato i propri piani di introdurre flotte di taxi volanti, chiamati UberAir.

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La mission è quella di dare alle persone la possibilità di spostarsi velocemente con droni elettrici pilotati da personale esperto.

L’azienda tecnologica gode di altre collaborazioni con diverse compagnie aeree, ma questa, risulta essere la prima con un ente federale degli Stati Uniti.

LEGGI ANCHE: Google Maps e Uberarrivano nuovi servizi di car sharing

“Questo è esattamente il tipo di partner di cui abbiamo bisogno per rendere UberAIR una realtà”.

Questa è la dichiarazione dello Chief Product Officer di Uber, Jeff Holden, nei riguardi dell’agenzia governativa

“Metà della popolazione della Terra vive nelle città e la situazione non farà altro che peggiorare con le strade sempre più congestionate”.

Continua Holden, precisando che gli “electric vertical take-off and landing vehicles” (eVTOLs) saranno più silenziosi e molto più sicuri di un elicottero.

Oltre alle caratteristiche elencate precedentemente, questi droni renderanno gli spostamenti molto più economici e veloci. Secondo un test effettuato su “strada“, per la tratta Los AngelesDowntown ci hanno impiegato circa 27 minuti, contro gli 80 minuti di una corsa in taxi tradizionale.

Quando sarà possibile volare?

Uber ha dichiarato che nel 2020 saranno operativi già diversi droni e il banco di prova sarà proprio Los Angeles, una delle città con il più intricato sistema di organizzazione dello spazio aereo. Dallas e Dubai seguiranno per ulteriori test.

L’azienda vorrà raggiungere il pieno regime, alcuni anni prima, delle olimpiadi di Los Angeles nel 2028. Avendo alle spalle più di 8 anni di esperienza nel campo.

Non vediamo l’ora di poterci svegliare una mattina, prenotare il nostro volo e recarci al lavoro con un drone elettrico.

Sfidiamo chiunque ad arrivare ancora tardi in ufficio!

Come creare un video di successo, in 9 mosse

Di video ce ne sono tanti – milioni di milioni direbbe qualcuno – ma solo uno su mille ce la fa. È la dura legge di Youtube, di Facebook e dei social media in generale. Perché ci sono molte differenze tra un video e un video di successo.

La comunicazione tramite video è perfetta: tutti possono creare un contenuto, è facile da veicolare e spesso non richiede un alto investimento in termini di tempo. Un gioco da ragazzi.

Sicuri? Anche se non esistono ricette per un video certamente virale, alla fine di questo articolo probabilmente premere play non sarà più la stessa cosa.

Come creare un video di successo in nove step_1

Dalla teoria alla pratica, gli step per un video che funziona

Amy Schmittauer Landino, consulente di Video Content Marketing, ha identificato i nove punti fondamentali per creare un video efficace.

Vediamoli insieme:

  • chiarire l’argomento fin da subito.
  • Puntare sulla fedeltà dell’audience.
  • Coinvolgere nei primi 8 secondi.
  • Ridurre al minimo lo spazio per il branding.
  • Mantenere lo sguardo dell’audience attivo.
  • Non lesinare sul contenuto.
  • Considerare il tempo per la conclusione.
  • Comunicare una call to action chiara.
  • Mantenere la durata tra due e cinque minuti.

Un video di successo deve essere in grado di emozionare. Deve spingere chi lo vede a desiderare più di ogni altra cosa di condividerlo e gridare al mondo intero che deve essere visto subito, ora! Ecco come farlo analizzando punto per punto i consigli che abbiamo appena letto.

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1. Chiarire subito l’argomento

L’attenzione è una risorsa che si esaurisce in fretta. Non sprecare tempo e vai dritto al punto. La noia è il tuo peggior nemico e l’arma per combatterla è comunicare subito il tema del video.

2. Puntare sulla fedeltà del pubblico

Affinché l’audience sia fedele, serve trattarla come se lo fosse già. Non porre barriere e comportati come se la relazione fosse di lunga data. Sentirsi accolti genera un naturale senso di fedeltà.

3. I primi 8 secondi sono cruciali

Ricordi il punto 1? Hai solo pochi secondi per catturare chi ti guarda e farlo restare incollato allo schermo. Prendi nota: YouTube premia i video con un basso tasso di abbandono. 

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4. Minimizza lo spazio dedicato al branding

Sorbirsi una marchetta sul tuo brand non è quello che interessa a chi guarda un video. Resta focalizzato sul tema ed evita sigle lunghe che hanno come unico contenuto il brand. Ci sono altri espedienti per veicolarlo: fissa il logo nella parte bassa del video, usa un watermark o amalgamalo con il resto del contenuto. In poche parole: integralo con discrezione.

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5. Mantenere alta l’attenzione

Per farlo punta sul movimento. Chi lo ha detto che la visione di un video sia un’attività statica? I tuoi spettatori non devono essere passivi perché il passo successivo sarebbe l’abbandono. Rendi la loro parte attiva, guidando il loro sguardo su punti diversi. Come? Inserisci video che mostrino ciò di cui stai parlando, testi in sovrimpressione o effetti zoom in momenti salienti. Accanto a questo Amy suggerisce di usare il jump cutting, una tecnica per eliminare le fastidiose pause presenti in un discorso quando si raccolgono i pensieri.

La formula segreta per un video di successo

Credits: Content Marketing Institute

6. Crea un contenuto ricco

Nella rappresentazione grafica della formula di Amy, il contenuto occupa una parte cospicua e ha una diversa intensità mano a mano che ci si avvicina alla conclusione. Un video di successo è un video in cui le informazioni vengono date con generosità. Più generosamente condividerai le tue conoscenze, più la tua audience sarà fedele ed eviterà di cercare le stesse informazioni da un concorrente. Ricorda il punto 1 e 3.

7. Non dimenticare di concludere

Hai costruito il video con cura, devi anche chiuderlo in bellezza! Per farlo serve calcolare il tempo necessario per la conclusione in anticipo. Può essere utile confrontare i tuoi tempi con quelli dei competitor.

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8. Scegli una call to action chiara

Se desideri che il tuo pubblico faccia qualcosa, diglielo in modo chiaro e sintetico. Troppe call to action non faranno che confondere: limitati a due al massimo.

9. Un video efficace non dura più di due/cinque minuti

Preferisci video brevi per costruire una solida audience. Una volta raggiunto questo obiettivo, aggiungi video più lunghi: chi ti guarda ti conosce, si fida e vuole da te maggiori informazioni, è disposto a passare più tempo davanti allo schermo e spesso lo desidera e lo richiede.

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In conclusione, un video di successo è l’insieme di contenuti rilevanti presentati in tempi esatti e in modo accattivante. Prendi nota di queste regole d’oro e i tuoi video brilleranno!

Solo 10 posti disponibili per l’evento sul Branded Content targato Ninja

Cosa sta accadendo negli uffici marketing dei brand di tutto il mondo?

Content è la parola chiave del momento e le aziende stanno diventando sempre più delle media company, produttori di contenuti a tutti gli effetti. E intanto cosa accade a chi crea contenuti da sempre? Come sta cambiando l’editoria?E in particolare l’editoria digitale?

Sono queste alcune delle domande a cui risponderemo lunedì 27 novembre a Milano in occasione dell’evento Ninja Marketing “BRANDED! Ogni azienda è una media company”.

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ISCRIVITI SUBITO, SOLO 10 POSTI DISPONIBILI >>

Abbiamo riunito in un unico luogo i migliori professionisti del settore marketing e dell’editoria per un confronto sui nuovi modelli di ideazione, produzione e distribuzione dei contenuti.

Ecco il programma completo della giornata:

ore 15:00 – Registrazione

– “La fine dei contenitori, ovvero: il futuro dell’editoria al tempo di Facebook” con Aldo Pecora, Editor-in-Chief Ninja Marketing

– “Branded Content & Entertainment – Analisi e Scenario” con Laura Corbetta, Presidente Osservatorio Brand Entertainment

– “Non solo pubblicità, modelli di business per il giornalismo digitale” con Giulio Gambino, Founder The Post Internazionale

– “Civic journalism e contenuti indipendenti: come monetizzarli” con Andrea Manfredi, CEO Blasting News

– “Il branded content che i Millennial amano” con Federico Nejrotti, Editor-in-Chief di Motherboard Italia (Vice)

– “L’agenzia, il brand e i talent” Luciano Massa, docente IULM e co-fondatore di Show Reel

Ultimi 10 biglietti per partecipare a “BRANDED! Ogni azienda è una media company”

Puoi partecipare all’evento acquistando il tuo biglietto: dovrai affrettarti, restano SOLO 10 biglietti disponibili a 75€! Puoi completare l’acquisto tramite Eventbrite a questo link.

Jedi Challenge: un gioco, un visore, e (wow) la spada laser di Star Wars

“Becoming a Jedi” potrebbe essere un nuovo titolo dell’infinita saga di Star Wars, di cui è da poco stato dato l’ok per una quarta trilogia, e di cui è atteso nelle sale di tutto il mondo il 13 dicembre l’ottavo episodio (il secondo della nuova saga) intitolato “Gli ultimi Jedi”.

Invece “Becoming a Jedi” è una possibilità che solo la realtà virtuale unita al videogioco Jedi Challenge può dare a tutti i fans della saga stellare più famoso dell’Universo. A rendere un po’ più reale il sogno di migliaia di fans sarà il visore VR Mirage progettato da Lenovo e vincitore del premio come Miglior Esperienza VR/AR agli ultimi Wearable Tech Awards 2017 tenutisi a Londra.

Star Wars experience: cosa c’è

 

Il pacchetto “Jedi 3.0”, al prezzo di 199$ o 250£, comprende l’headset Lenovo Mirage, il tracking beacon, il cavo per collegare lo smartphone e ovviamente la spada laser che al momento non ha il fascio luminoso (reso ovviamente dal visore in VR) ma offre comunque il tipico pshew (da leggere rigorosamente ad alta voce imitando l’effetto sonoro dei film) all’accensione.

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Jedi Challenge non è il primo videogioco VR della saga, ma il primo che promette una totale esperienza immersiva anche nel combattimento: il vero punto forte dell’app unita a Lenovo Mirageè quello di poter combattere gli ologrammi con la spada laser come un vero aspirante Jedi, oltre alla possibilità di vivere una second life su uno dei pianeti su cui si sviluppa la saga spaziale della Disney.

LEGGI ANCHE: Touch eSport: il gaming online è mobile

Il design dell’headset è semplice e confortevole e non crea problemi nei movimenti: la cosa che più ha impressionato chi l’ha provato è l’ampiezza del campo visivo garantita dal Perspex screen, che fa del Lenovo Mirage uno dei migliori visori sul mercato.

Jedi Challenge: prepara la tua spada laser

Jedi Challenge è un’app totalmente pensata per i fan più appassionati che potranno vivere a 360° l’Universo di Star Wars in prima persona e diventare dei veri e propri esperti del controllo della Forza. 

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Oltre al videogioco però c’è il marketing e la strategia di Lenovo di investire nella creazione di questo prodotto esclusivo e di nicchia (nonostante la nicchia in questione sia abbastanza ampia) con un prezzo di lancio non molto abbordabile potrebbe rivelarsi molto rischiosa. Soprattutto in mancanza di un’ampia offerta di app e giochi con il quale utilizzare l’headset.

I trend per il 2018, lo ripetiamo, ci portano a ipotizzare un concreto boom della Virtual Reality e Augmented Reality, un boom trainato anche da operazioni di marketing come questa di Lenovo legate al mondo dei videogame, degli eSport e dello Sport: pensiamo ad esempio all’effetto Pokemon Go che potrà avere il gioco di Harry Potter AR.

LEGGI ANCHE:Sarà Harry Potter il nuovo Pokémon Go?

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Quello che, a nostro avviso, deve migliorare è l’offerta che al momento resta troppo frammentaria e sporadica, legata a singole iniziative e allo sviluppo unidirezionale dei brand che di conseguenza non riescono ancora ad abbattere i costi di sviluppo e il prezzo di mercato rimane troppo alto per i consumers.

Che la forza sia con voi!

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Cambia il mercato, cambiano i formati. I trend del Mobile Advertising per il 2018

In tutto il mondo e anche in Italia, il traffico internet da mobile è in continua crescita e i marketers devono necessariamente affrontare questa tendenza. Lo dice anche un  report di eMarketer su “Mobile Advertising and Marketing Trends Roundup”, secondo cui dalla pubblicità mobile sui social network, al programmatic advertising per il mobile, fino ai video e alle notifiche push, oggi gli inserzionisti devono puntare a raggiungere un pubblico in movimento, sempre connesso, ma in mobilità.

Secondo le previsioni la spesa per il mobile advertising raggiungerà i 6,82 miliardi di dollari all’anno entro il 2019. Come fare, quindi, per ottimizzare i nostri investimenti in pubblicità per il mobile? Innanzitutto conoscendo i trend del settore, come quelli che ti elenchiamo di seguito.

1. Lo scenario (in crescita) del mobile italiano

I dati diffusi all’inizio di quest’anno dall’Osservatorio Mobile B2C Strategy della School of Management del Politecnico di Milano parlano di un mercato mobile italiano sempre più in crescita. Il traffico da smartphone riguarda circa il 70% degli utenti internet complessivi almeno una volta al mese (per un totale di 25 milioni di persone), con più del 60% del tempo speso online.

Per il 50% di chi naviga da mobile, inoltre, lo smartphone ha soppiantato completamente il PC, mentre per il 38% i due schermi hanno almeno la stessa rilevanza.

mobile advertising

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2. Nuovi formati per un mobile advertising più efficace

Sotto il profilo del mercato pubblicitario, proprio il mobile advertising è stato, nel 2016, il traino della crescita della pubblicità online, con un incremento del 53% anno su anno, per un totale di 715 milioni di euro spesi.

Questo naturalmente non significa una mancanza di barriere e problematiche nell’adozione di una strategia mobile per l’advertising, per il quale la difficoltà maggiore registrata è relativa alla costruzione di un funnel di conversione efficace e alla scelta dei formati disponibili.

Facebook ha già anticipato che il 2018 sarà ancora di più l’anno delle Instagram Stories, sempre più utilizzate dai brand grazie ad uno storytelling più in linea con le modalità e i tempi di fruizione degli utenti: veloci e molto visuali. E per lo stesso motivo crescerà l’uso dei video, soprattutto di brevissima durata (6 secondi) e verticali. Gli annunci pubblicitari, in particolare, dovranno sfruttare al massimo le potenzialità del mobile, tanto che Facebook sta già lavorando ad una sorta di mobile studio, cioè un aggregatore di app che permette l’applicazione al video di effetti ed eventuali modifiche direttamente dal device, parlando in questo senso non più di storyboard, ma di prototyping.

All’interno di questo contesto si inserisce la proposta del nuovo interessante format di Sublime Skinz, M-Skinz, un formato progettato per campagne web mobile: grazie ai due banner, posizionati in alto e in basso sullo schermo, e al pannello che mostra la campagna video, quando l’utente fa swipe. Il formato, ottimizzato anche per il display verticale, mira a offrire soluzioni non invasive di pubblicità per gli inserzionisti e le agenzie.

Sublime Skinz ha annunciato una partnership con Integral Ad Science (IAS), l’azienda di misurazione e analisi per l’industria dell’advertising, per migliorare la misurazione dei propri formati skin-based. La partnership ha dimostrato che il 93,3% degli annunci desktop raggiunge lo standard MRC per la viewability (30% pixels devono essere visti almeno per un secondo), superando altri formati alternativi. In media, rispetto agli attuali benchmark di IAS, gli annunci in UK raggiungono il 48% di viewability, con alcuni formati che vedono tassi più alti come il Billboard (61.8%) e lo Skyscraper (58.6%).

In generale, la crescita del mobile advertising è stata agevolata nello scorso anno da una forte crescita delle pianificazioni pubblicitarie multi-piattaforma, anche tramite programmatic, sopratutto legata a grandi player come Facebook e Google.

Cominciare ad orientarsi subito verso soluzioni e formati nuovi, che catturino l’attenzione degli utenti senza essere invasive, permetterà di rispondere alla vera sfida del futuro: catturare l’attenzione degli utenti ottimizzando al massimo gli investimenti.

3. Mobile first e omnichannel per migliorare la user experience

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La cosiddetta mobile transformation richiede una nuova visione strategica del mobile che passi per il mobile first, cioè attraverso soluzioni pensate innanzitutto per la fruizione da mobile e non più a partire da un’ottica desktop e poi adattate al mobile come è accaduto finora con le semplici soluzioni responsive.

L’omnicanalità, per un altro verso, servirà ad integrare tutti i touch point con il cliente, per costruire una relazione tra azienda e pubblico che proprio grazie al mobile oggi diventa un’esperienza unica tra online e offline, senza soluzione di continuità. Passare da un annuncio pubblicitario visualizzato sul proprio smartphone all’acquisto nel negozio fisico, ad esempio, sarà solo uno dei percorsi possibili del cliente, in una dimensione che ha perso ormai i confini netti tra web e realtà, dato che l’una è diventata estensione dell’altra e viceversa.

Anche gli inserzionisti oggi devono fare i conti con queste nuove tendenze del mobile advertising e iniziare subito a sperimentare formati nuovi e piattaforme differenti per raggiungere in modo sempre più efficace i clienti, garantendo loro una esperienza positiva anche e soprattutto da mobile.

Curioso di scoprire la gamma di formati ad alto impatto e non invasivi di Sublime Skinz? L’azienda ti aspetta allo IAB Forum Milano stand 15.1, i prossimi 29 e 30 novembre 2017.