Game over

Miiverse chiude. Breve storia del social di Nintendo che nessuno conosceva

Titoli di coda per Miiverse, il social network naïf di Nintendo. Ecco tutto quello che (non) ci siamo persi in questi 5 anni

Giuseppe Colaneri 

Copywriter, Social Media Marketer, Editor

Chiunque di voi abbia mai avuto a che fare con una Nintendo Wii - e potreste essere in molti, viste le vendite stellari - si ricorderà probabilmente dei Mii, buffi avatar virtuali rappresentanti le fattezze di giocatori e possessori della console Nintendo. Sarete probabilmente in meno, invece, ad aver avuto esperienza con il servizio social denominato Miiverse.

Quando è nato Miiverse

Nato sul finire del 2012 in concomitanza con il lancio di WiiU, console decisamente più sfortunata del suo predecessore, Miiverse è uno strambo social network tutto basato sul concetto di comunità. Anzitutto, quella tra “amici”, raccolti in un’apposita lista per avere sempre a portata di pennino gli utenti più cari. E poi quella tra giocatori, divisa tra canali tematici in base al videogame di riferimento o alla “Developer Room”, particolare canale dove i creatori di un gioco raccontano suggerimenti, consigli e perché no, dietro le quinte delle loro creazioni.

miiverse

 

Commentare è semplice: basta tasteggiare le lettere che appaiono sugli schermi touch di WiiU e 3DS, postare screenshot o, per i più artistici, creare magnifici disegni per esprimere ciò che si pensa su quel determinato gioco o argomento. A ben cinque anni di distanza dal lancio, sono ancora numerosi siti, forum e piattaforme dove le creazioni più meritevoli vengono raccolte e ripubblicate, per la gioia dei loro creatori e l’invidia di chi a malapena riesce a tracciare una linea dritta.

Un social su misura di community

Data la sua audience composta anche da giovanissimi, Miiverse è sempre stato molto attento al mantenimento di un ambiente quantomai sicuro per gli utenti più piccoli. Forse un po’ troppo, come testimoniano alcuni casi di censura che fanno quasi sorridere per la loro severità. O forse troppo poco, con utenti in grado di aggirare i sistemi automatici con la solita fantasia che solo i peggiori troll internettiani sanno sfoggiare. Niente più né meno di quanto accade in ogni social network, comunque: la mamma dei cretini è sempre incinta e i suoi figli sembrano amare qualsiasi spazio web senza distinzione alcuna. C’è chi, ad esempio, è stato così stoico - o stupido - da farsi bannare per ben quaranta volte.

Per alcuni utenti, le integrazioni del Miiverse sono state una valvola di sfogo

Per alcuni utenti, le integrazioni del Miiverse sono state una valvola di sfogo

Miiverse non ha mai potuto contare su numeri in grado di spaventare Mark Zuckerberg, per diversi motivi. Anzitutto, la barriera all'ingresso: possedere una delle due console Nintendo che ospitava le sue funzioni. Inoltre, il deciso flop di vendite di WiiU, la console ammiraglia su cui il servito è nato. Infine, la limitatezza delle sue funzioni, sia per proteggere i giocatori più piccoli sia per i limiti tecnici del sistema operativo di WiiU e 3DS. Ma, nel corso degli anni, ha rappresentato per i suoi utenti una “bacheca condivisa” dove scambiarsi pareri e creazioni nell’ottica della positività, al netto delle mele marce citate prima. Uno spazio digitale un po’ naïf, certo, ma integrato alla perfezione in alcuni titoli Nintendo, con post di utenti che fanno capolino durante le partite per sottolineare la bellezza di un livello di Super Mario Bros U o, invece, la frustrazione per l’ennesimo Game Over. Il tutto con estrema simpatia, grazie anche al look stralunato dei Mii e alla visualizzazione in forma di balloon dei messaggi.

Commenti degli utenti costellano i livelli di Super Mario Bros U

Commenti degli utenti costellano i livelli di Super Mario Bros U

L'annuncio della fine

Ed è proprio anche a causa dello scarso successo di WiiU e del cambio di rottura probabilmente voluto da Nintendo che Miiverse non è sbarcato su Switch, nuova console del colosso nipponico. Scelta che ha decretato, con un annuncio secco ma doloroso per i suoi abitanti, l’imminente chiusura di Miiverse il 7 di novembre. Tra pochissimi giorni. Da quella data sarà impossibile accedere al sistema e i giochi di WiiU, senza i post e i disegni dell’utenza a fare capolino, sembreranno tutti un po’ più tristi e spogli. Altri giochi invece, che utilizzavano il Miiverse anche per altre funzioni aggiuntive come la creazione di livelli creati dagli utenti, si troveranno orfani di funzioni importanti. Nell'epoca in cui i videogame non sono più “prodotti finiti” ma veri e propri servizi che si sviluppano nel tempo, questo è un epilogo possibile e a tratti inevitabile.

I creatori su Miiverse hanno un contatto diretto con i giocatori

I creatori su Miiverse hanno un contatto diretto con i giocatori

Se anche voi siete tra gli amanti di Miiverse, asciugatevi le lacrime. C’è ancora un po’ di tempo fino al 7 novembre per collegarsi al sito https://miiverse.nintendo.net/ e scaricare i propri post su PC e salvare nella memoria, non solo quella del proprio hard disk, i ricordi di un piccolo ma amato servizio. Un baluardo di un modo diverso di intendere i videogame e le funzioni social ad esso collegate che, con l’uscita di Playstation 4 e Xbox One e i loro sistemi operativi più integrati con Facebook e Twitter, è ormai contemporaneamente sia anacronistico che manifesto di una scelta identitaria ben precisa.

Siamo certi che qualche utente tenterà di resuscitare il Miiverse e le sue stramberie sotto altra forma e nome, magari con forum e tool online appositi. E di certo le creazioni dei suoi utenti più artisticamente dotati, già citati precedentemente, non smetteranno di essere celebrate nel mondo degli appassionati. Chissà, un giorno magari Nintendo tornerà sui suoi passi e inserirà anche su Switch un social network tutto suo. Al momento, però, sembra decisamente più orientata verso il contrario.

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Miiverse è (sarà stato, perché chiuderà) uno strambo social network tutto basato sul concetto di comunità

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