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Progetto Humanae: colori Pantone per superare le differenze razziali

Si chiama “Humanae” il progetto, iniziato nel 2016 dall’ artista Angelica Dass, che si propone di catalogare il colore della pelle umana in una “mazzetta” di colori Pantone

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Chiunque si sia trovato a ristrutturare casa sa cosa sia una “tirella” o “mazzetta” Pantone, ossia un catalogo standard di colori che serve a non creare confusione tra le tonalità, evitando così incomprensioni tra architetti e clienti; ma come può un progetto artistico come “Humanae” utilizzare uno standard industriale per superare le differenze razziali?

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L’idea di catalogare tutte le possibili tonalità della pelle umana per abbattere le barriere derivanti dalle diverse etnie è partita poco più di un anno fa dalla fotografa brasiliana Angelica Dass che, cresciuta in una famiglia multirazziale, sa bene cosa significhi affrontare la discriminazione in ogni sua più subdola sfumatura e in ogni contesto (lavorativo e personale) e, per questo, usa la fotografia non solo come una forma di comunicazione e riflessione, ma soprattutto come uno strumento capace di creare interazioni, rivoluzionare schemi e preconcetti, superare pregiudizi e costruire ponti tra uguaglianza e diversità.

Il rituale dell’artista è sempre lo stesso: trovare persone di differenti generi, razze ed età, chiedergli di partecipare al progetto facendosi scattare un “foto-ritratto” su sfondo bianco, prendere campioni dei volti (11 × 11 pixel) e tradurli in campioni di colore Pantone. In seguito, la Dass, cambia lo sfondo della foto con la tonalità del colore della pelle di ogni soggetto e dispone le immagini come in una “mazzetta Pantone”, creando così un campione di visi umani con codici di colore sul fondo.

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La scelta dei colori Pantone – spiega la Dass -  è scaturita proprio dalla necessità di precisione; i loro codici alfanumerici, infatti, permettono di rappresentare i colori con esattezza, senza possibilità di distorsione né dai vari tipi di media né dall’occhio umano, così spesso influenzato dai pregiudizi della mente.”

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Nell’ultimo anno, viaggiando attraverso 19 diverse città internazionali, Angelica Dass è riuscita a catturare oltre 200 ritratti, ottenendo risultati suggestivi e coinvolgenti grazie al mescolamento delle foto in gamme di sfumature che dimostrano contrasti e somiglianze tra ogni tono di colore.

Intervistata durante un TED Talk Angelica Dass ha dichiarato: "Ogni volta che faccio una foto, mi sento come se stessi seduta davanti ad un terapeuta. Tutta la frustrazione, la paura e la solitudine che ho sentito in passato diventano improvvisamente amore".

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“La scelta dei colori Pantone – spiega la Dass -  è scaturita proprio dalla necessità di precisione; i loro codici alfanumerici, infatti, permettono di rappresentare i colori con esattezza, senza possibilità di distorsione né dai vari tipi di media né dall’occhio umano, così spesso influenzato dai pregiudizi della mente.”

Scritto da

Roberta Razzano 

Contributor

Crescere su una piccola isola insegna ad essere curiosi, ci si domanda ogni giorno cosa ci sia dall'altra parte del mare. Le prime risposte le ho avute dai libri, documentari,… continua

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